Neanche il tempo di nominarla che la giunta Amente – ufficializzata al termine del primo consiglio comunale lo scorso 29 maggio – già inizia a perdere pezzi per strada.
Il giornalista e docente universitario Marcello Curzio – assegnatario delle deleghe alla Cultura, i Servizi sociali e la Pubblica istruzione e già al fianco del primo cittadino nel suo precedente mandato – ha protocollato al Comune la sua lettera di dimissioni.
Poche righe, indirizzate all’amico Antonio Amente, spiegano i motivi di questa inaspettata decisione.
“Per sopraggiunti impegni accademici sono costretto a rassegnare le dimissioni dalla carica di assessore. Preferisco – scrive Curzio – interrompere ab origine questo percorso, anziché non poterti essere di valido e concreto aiuto in questa fase iniziale di riscatto della nostra città”.
Alla base della scelta del noto giornalista ci sarebbero dunque ragioni di tipo professionale e non di carattere politico.
“La mia non è una fuga ma un’assunzione di responsabilità. Melito – ha dichiarato Marcello Curzio in un’intervista telefonica – versa in una condizione disastrosa e necessita quindi di assessori che si dedichino ai loro incarichi 24 ore su 24. In questo momento io, per i miei molteplici impegni lavorativi, non sono in grado di farlo. Tra la carriera accademica e la politica scelgo la prima”.
L’assessore dimissionario ammette, comunque, che per quanto arrivati con un po’ di anticipo tali impegni erano già in calendario e, di conseguenza, è lecito chiedersi come mai si sia deciso di accettare ugualmente l’incarico politico.
“Credevo di poter dedicare all’attività amministrativa due o al massimo tre giorni alla settimana – ha replicato Curzio – Invece mi sono bastati una decina di giorni per rendermi conto che mi trovavo di fronte un Comune martoriato. Una situazione molto più grave e complessa di quella che ho lasciato nove anni fa. Il mio è stato un atto di onestà intellettuale nei confronti della città e dei cittadini”.
Nessun conflitto quindi. Nessuna spaccatura con la maggioranza consiliare o con gli altri componenti la squadra di governo. Del resto di tempo per litigare ce ne è stato davvero poco e chi conosce Curzio assicura che, trattandosi di una persona che non le manda a dire, la sua lettera avrebbe avuto toni ben diversi qualora la scelta di andare via celasse motivazioni di altra natura.
Adesso la parola spetta al sindaco che dovrà rigettare o accettare le dimissioni e, eventualmente, decidere come rimpiazzare il posto in giunta lasciato vuoto da uno dei suoi principali uomini di fiducia.
Roberta Cibelli
Melitonline.net


