HomePoliticaQUALIANO. INTERVISTA A PELELLA (UDC): «INEVITABILE IL DISSESTO FINANZIARIO»

QUALIANO. INTERVISTA A PELELLA (UDC): «INEVITABILE IL DISSESTO FINANZIARIO»

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Le elezioni sono già un ricordo, ma i 3.424 voti presi, quasi 1.300 voti in più della lista che lo ha sostenuto in campagna elettorale, non si possono dimenticare. Massimo Pelella, candidato a sindaco e consigliere comunale, da pochi giorni nominato commissario dell’Udc qualianese, intervistato per InterNapoli.it, non nasconde la preoccupazione per una situazione economica ad un passo dal dissesto finanziario e per una condizione ambientale che non accenna a stabilizzarsi e lancia anche un nuovo allarme per l’attenzione del governo su altri siti del territorio giuglianese da allestire come discariche.

Quanto ha pesato la mancata alleanza col Pd alle amministrative dello scorso aprile?
Credo che il frazionamento e quindi il mancato apparentamento col Pd e altre liste ci abbia senz’altro penalizzato a livello elettorale. Sapevamo di affrontare un’impresa molto difficile ma abbiamo deciso di correre da soli per coerenza e per marcare politicamente la nostra identità cattolica e di centro, quella dell’Udc, un partito moderato. L’uragano Berlusconi e Pdl ha fatto sentire anche a livello locale i suoi effetti, penalizzando tutti gli altri schieramenti. In ogni caso l’effetto locale si è fatto comunque sentire visto che l’attuale sindaco ha vinto con il 10% in meno dei voti rispetto a quelli delle liste che lo hanno sostenuto e questo dato ci conforta ampiamente.
Correndo da soli abbiamo avuto anche la possibilità di “misurare” la nostra forza elettorale e di evidenziare le peculiarità del nostro programma elettorale. Oggi l’Udc è il terzo partito a Qualiano e alle amministrative, come sezione locale di partito, siamo al 3° posto in tutta la Campania. Si è creato un gruppo solido, giovane, pieno di idee, di qualità, di entusiasmo e con molta voglia di fare “Politica”. Ci sono, insomma, tutti i presupposti per costruire una nuova classe politica. Adesso ci servono i numeri, i “consensi”, nonostante, per essere un partito rinnovato, già si parte da una ottima base. Ma i consensi e la fiducia delle persone si ottengono lavorando in modo serio, costante e concreto per la collettività.
Subito dopo le elezioni sono circolate voci infondate su mie eventuali dimissioni e uscite di scena dalla vita politica. Volevo tranquillizzare i miei elettori e dire che sono orgoglioso del gruppo che si è formato e del risultato elettorale raggiunto, oltre all’affermazione personale che mi gratifica e mi responsabilizza ancora di più nei confronti di tutti coloro che mi hanno dato fiducia. Per sdrammatizzare potrei dire, usando termini cari agli amici, ancora più di prima “Massimo Pelella c’è……..sempre!”

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In campagna elettorale ha più volte affermato che l’amministrazione comunale ha il dovere di dichiarare il “dissesto finanziario”, ma l’amministrazione continua a ripetere che non vi sono i presupposti. Come andrà a finire secondo lei?
La realtà è che gli ultimi dati consolidati dicono che i residui passivi ammontano a circa 27 milioni di euro. Questo dato verrà fuori al prossimo consuntivo di bilancio. Debiti dunque che si dovranno appianare con un surplus di entrate, non certo con i trasferimenti statali tantomeno con l’aumento delle tasse. Tra i residui attivi nell’ultimo consuntivo approvato, ci sono somme da incassare dovute ai ruoli mai riscossi, e sappiamo con certezza che, a causa della prescrizione, parte di quelle somme non sono più esigibili e che quindi potrebbero mai compensare i residui passivi dichiarati in bilancio, per cui il dissesto finanziario, a nostro avviso è inevitabile. A questo si aggiunge la perenne crisi di liquidità che non consente di affrontare nemmeno le esigenze primarie dell’ente né di attuare una programmazione seria delle attività politico-amministrative. Si vive, insomma, una perenne situazione di emergenza. E’ necessario mettere fine a questa crisi riazzerando tutto e partendo da capo. Ne trarrebbero sicuramente vantaggio anche i numerosi creditori, in quanto ci sarebbe una gestione controllata e separata della liquidazione dell’indebitamento pregresso.

Quali sono le alternative? Con quali metodi il Comune di Qualiano potrebbe evitare il fallimento?
Sono necessari seri e adeguati interventi di riequilibrio della situazione economico-finanziaria. Noi pensiamo che sia necessaria una seria lotta all’evasione, una forte razionalizzazione delle spese evitando gli sprechi, e una corretta programmazione amministrativa per creare le condizioni affinchè si possano generare nuove entrate per l’ente.
Se ci troviamo in questa situazione è proprio a causa di un’elevata percentuale di mancata riscossione dei tributi da parte dell’ente comunale. Sicuramente l’aumento delle tasse non sarebbe una soluzione praticabile. I cittadini onesti che pagano regolarmente le tasse sono già fortemente penalizzati proprio a causa di questo fenomeno, quindi l’unica strada percorribile è quella di dotarsi di strumenti adeguati per combattere l’evasione. Ribadisco tuttavia che le condizioni economiche dell’ente siano ormai troppo compromesse. Dai dati che abbiamo in possesso e stando all’articolo 242, comma 1 del testo unico degli enti locali (Tuel) possiamo definire l’ente “strutturalmente deficitario”, situazione che prelude alla condizione di dissesto finanziario. Siamo sicuri che servirebbe anche all’amministrazione per programmare una fase di rientro dai debiti, altrimenti si vive sempre in situazione di emergenza. Questo paese non può permettersi altre situazioni di stallo, sarebbe un disastro.
Non basta evidenziare solo i problemi, quelli li conoscono tutti….. o quasi; sarebbe un modo sterile di fare politica, anzi non si farebbe affatto politica. E’ necessario, pertanto, fare delle proposte attuabili; noi dell’Udc ne abbiamo diverse che porteremo nei prossimi Consigli Comunali.

Nell’ultimo consiglio comunale ha parlato di un’attenzione del governo sulla zona di “Sette cainati” dove insiste una discarica già utilizzata in passato. C’è il rischio che si torni a sversare rifiuti sul nostro territorio?
Di fronte all’incertezza sull’utilizzo dei siti già individuati, vi è il pericolo, nonostante i decreti, che sul nostro territorio potrebbero essere aperti altri siti e la riapertura di Taverna del Re ne è la prova. Nell’ultimo periodo c’è stata un’attività frenetica proprio intorno alla discarica di ”Sette cainati” dove insistono altre cave che si presterebbero ad accogliere rifiuti. Quello che maggiormente ci preoccupa è che in parlamento sono stati votati emendamenti che hanno a che fare con i decreti precedenti e poiché la situazione di emergenza si aggrava è possibile che il nostro territorio possa di nuovo diventare oggetto di sversamento di ulteriori rifiuti. In campagna elettorale ho già attirato l’attenzione su questo problema. Oggi che le amministrazioni locali si sono insediate è necessario agire per scongiurare questo pericolo.

Anche Qualiano, insieme ai comuni limitrofi soffre notevolmente l’emergenza rifiuti. Come pensa che si possa alleviare il fenomeno della lunga permanenza dei rifiuti in strada?
Si dovrebbe individuare nell’immediato un sito di trasferenza che serva a ridare fiato alla situazione, visto che l’estate ormai è giunta prepotentemente, ma ancor più necessario è dare via all’attuazione del progetto dell’isola ecologica, per la quale occorre ancora avviare l’istruttoria per l’esproprio del terreno e successivamente avviare il bando per la realizzazione dell’opera. In ogni caso terremo i riflettori sempre accesi sui temi legati ai rifiuti, in modo particolare sulla Multiservizi, che sta lavorando in modo efficace,che può essere un ottimo strumento, ma è necessario renderla sempre più efficiente, fare in modo che non gravi sul bilancio comunale e che si sostenga autonomamente portando utili attraverso la gestione di altri servizi e non solo sul nostro territorio.

L’affidamento della gestione del servizio idrico ai privati ha suscitato molte polemiche anche nella passata amministrazione. I contribuenti lamentano tariffe molto elevate e disparità di trattamento. Com’è la situazione a suo avviso?
Non so se l’attuale amministrazione vuol continuare in questo modo , lasciando la gestione del servizio idrico nelle mani della società che attualmente svolge tale servizio, visto che molti esponenti dell’attuale maggioranza nel recente passato hanno fatto fiamme e fuoco affinchè tale servizio non venisse affidato ad una società privata.

In ogni caso, se l’amministrazione intendesse continuare su questa strada, penso che ci siano diverse cose da rivedere nel contratto di affidamento. Innanzitutto le tariffe. Come sappiamo ogni cittadino paga l’acqua che gli viene fornita, cioè l’acqua potabile consumata, e una tariffa per lo smaltimento e la depurazione e cioè quella scaricata nelle fogne dopo il consumo. Per quanto riguarda l’approvvigionamento abbiamo riscontrato delle anomalie nel contratto con la società di gestione, che porta i contribuenti a pagare sempre le eccedenze rispetto alla fascia di consumo prescelta ma non prevede un minor costo nel caso di consumi al di sotto della soglia prevista. Cioè il consumo reale viene preso in considerazione solo in caso di eccedenza. Questo non mi sembra una cosa giusta! Per quanto riguarda invece l’acqua in uscita (acque reflue) bisogna aspettare che la società emetta le bollette per fare il punto sulla situazione complessiva. Ai cittadini, purtroppo, non è chiaro che da contratto ( nei pochi casi in cui sia stata rilasciata copia ai cittadini) nel costo di fornitura non è compreso quello per lo smaltimento delle acque reflue. Ad oggi quindi è impossibile fare un’analisi generale del servizio, ma posso dire che terremo gli occhi aperti prestando particolare attenzione ai costi che gravano sui contribuenti per il servizio idrico.

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