Gestione residuale difficile, assenza di liquidità e scarsa azione di recupero dell’evasione tributaria. Una situazione economica non certo facile, ma il neo assessore al bilancio Nicola Sgariglia è fiducioso e accetta la sfida di condurre l’economia dell’Ente in una zona più sicura e al riparo da rischi. «Tolleranza zero contro gli evasori» e «agevolazioni per chi intende pagare» sono le ricette che il responsabile dell’economia della giunta retta dal sindaco Salvatore Onofaro, intende adottare per risanare il bilancio del Comune di Qualiano. «Sono un tecnico, se volevo fare politica mi candidavo» afferma a più riprese, mentre descrive la situazione e annuncia i rimedi che è pronto ad attuare, e poi sgombra il campo dall’ipotesi paventata dall’opposizione di dichiarare il dissesto finanziario: «Non ci sono i presupposti».
In una recente intervista, il consigliere dell’Udc Massimo Pelella, riferendosi alla situazione economica dell’Ente, presagiva un’imminente dichiarazione dello stato di “dissesto finanziario”. Come stanno realmente le cose?
Dai dati in mio possesso, esaminando la situazione contabile fino ad oggi, non ci sono presupposti per dichiarare il dissesto finanziario, o meglio, non sono a conoscenza di fatti o atti che possono dimostrare il contrario.
Da indiscrezioni si apprende che il Comune ha debiti per circa 27 milioni di euro, una somma che da più parti viene considerata molto elevata. Considerando la scarsa azione nel recupero dell’evasione tributaria, non vi sono rischi che la situazione peggiori?
Con l’atto N.11 del 13 giugno scorso è stato fatto, come di consueto, il riaccertamento dei residui attivi e passivi, come previsto dall’art. 228, comma 3, del Testo unico per gli enti locali (Tuel), dal quale si evince che i residui attivi ammontano a 29.514.000 euro, a fronte dei residui passivi pari a 26.520.000 euro. Non vedo al momento elementi che possono compromettere l’equilibrio di bilancio, tali da prevedere il dissesto.
Per quanto riguarda i residui attivi, ci sono dei contenziosi in essere e se alla fine dell’iter giuridico, l’Ente dovesse avere la peggio, l’ufficio provvederà ad effettuare i dovuti sgravi e a ridurre i relativi crediti. Tuttavia posso affermare con certezza che vi sono anche residui passivi prescritti o quanto meno da verificare e in questo caso, parte delle somme non più esigibili andranno a ridurre i relativi debiti.
Quali strategie intende attuare per uscire da questa difficile gestione dei residui?
Sono molto fiducioso per il futuro. Considerando che i cittadini, a causa della crisi finanziaria che ha colpito tutti i settori produttivi, non dispongono di risorse per pagare i tributi locali, stiamo mettendo in atto una serie di misure in grado di andare in contro alle esigenze dei contribuenti. Per quanto riguarda i ruoli della Tarsu in corso di emissione, ad esempio, sono previste 6 rate bimestrali invece di 4 come avveniva in passato, inoltre su mia richiesta del 3 luglio scorso
indirizzata al sindaco e al responsabile del servizio finanziario, ho provveduto a redigere il “Regolamento generale delle entrate” che sarà votato in consiglio comunale nel corso della prossima assise. All’art. 19 del su citato regolamento, è previsto il “rateizzo dei vecchi tributi”, scaglionati per entità, fino ad un massimo di 60 mesi senza polizza fidejussoria. Penso che un approccio di questo tipo serva a creare un rapporto di maggiore fiducia tra l’Ente e il contribuente, in tal modo quest’ultimo potrà sanare definitivamente posizioni debitorie anche gravose, in modo sicuramente più agevole.
Tolleranza zero invece nei confronti degli evasori totali. Stiamo mettendo insieme un team che dovrebbe essere operativo già a settembre, allo scopo di effettuare un censimento a tappeto basato sui nuclei familiari residenti. Contiamo di far emergere abitazioni finora sconosciute all’ente, accertando così un ulteriore gettito per Tarsu e Ici. Quest’ultima imposta, pur essendo stata abolita, verrà coperta intermante dallo Stato, così come previsto nell’ultima Finanziaria. All’art. 24 del Regolamento generale delle entrate viene introdotto “l’accertamento con adesione” che prevede, per chi vuole sanare la propria posizione, una riduzione sostanziale delle sanzioni a suo carico e la possibilità del rateizzo.
Quali misure saranno attuate per il recupero delle somme accertate in caso di mancata adesione da parte del contribuente?
Per la riscossione dei tributi il comune di Qualiano si serve di una società di recupero crediti, la quale è tenuta a mettere in atto provvedimenti finalizzati all’esazione delle somme richieste. Con una comunicazione del 26 giugno scorso, indirizzata alla tesoreria comunale, ho chiesto chiarimenti per i ruoli accertati e non riscossi, nonché per le modalità di recupero. La tesoreria ha risposto che “si sta attivando per un ulteriore azione, anche con fermo amministrativo, nei confronti dei debitori”.
Il commercio locale vive da anni ormai una condizione di notevole disagio. Quali azioni ha previsto per migliorare la situazione?
Il sindaco ha sempre sostenuto le difficoltà e i disagi dei commercianti qualianesi. Ho già avuto un incontro con Ascom e Confesercenti nel corso del quale si è tenuto si è discusso delle tematiche del commercio a Qualiano. Ci siamo ripromessi di fare un nuovo incontro insieme a tutta l’amministrazione per poter affrontare le singole problematiche. Intanto abbiamo approntato una tabella di marcia che prevede la revisione del Piano commercio e l’approvazione del nuovo regolamento che detta i criteri generali per il rilascio di autorizzazioni per la “somministrazione al pubblico di alimenti e bevande”. Va esaminato e portato a conclusione il Piano parcheggi e va riorganizzato il mercato rionale.
Prendo atto che il settoro del commercio e dell’artigianato qualianese sta attraversando una fase di disagio da non sottovalutare ed è nostra intenzione e dovere intervenire per ridare slancio alla produttività.


