Si fa più aspra la crisi amministrativa in atto a Marano. L’esito del consiglio comunale di ieri mattina è stato a dir poco un fallimento, almeno per quanto riguarda la politica. L’attesa sulla nomina della nuova giunta ha deluso quanti si aspettavano un ritorno alla normalità. Il primo cittadino Perrotta si è sottratto all’impegno di formare una nuova giunta che dovrebbe essere composta solo da tecnici per formare un tavolo di salute pubblica per affrontare le questioni irrisolte di Marano. Una lunga lista di problemi che rischiano di portare la città allo sbando. Nel consiglio comunale del 2 ottobre, Perrota aveva chiesto 48 ore per sciogliere il nodo giunta, ma a quanto pare qualcosa deve essere andato storto, secondo indiscrezioni, alcuni esponenti politici non ci stanno a farsi da parte per fare spazio a 10 assessori tecnici.
Dopo che i consiglieri di opposizione Rosario Pezzella e Nicola Campanile si sono autosospesi per protestare contro la mancata presenza della nuova giunta, l’assise tra le proteste dei consiglieri di opposizione, ha approvato solo il primo punto all’ordine del giorno, quello riguardante la destinazione dell’edificio abusivo di Via Antica Consolare Campana, sorvegliato 24 ore al giorno dagli agenti della polizia municipale. L’immobile è stato dichiarato di proprietà comunale e utilizzabile per scopi socio sanitari con 12 voti favorevoli (tutta la maggioranza ancora presente) e 5 astenuti (l’opposizione). Rinviati dunque gli altri punti che riguardavano tra l’altro il rendiconto di bilancio. La prossima seduta del consiglio comunale si terrà il 13 ottobre prossimo e il tema predominante sarà proprio quello del rendiconto economico-finanziario dell’ente, argomento sul quale Perrotta rischia seriamente di scivolare, visto l’atteggiamento critico di buona parte dei consiglieri di maggioranza e opposizione, che in merito alla situazione economica non hanno mai nascosto dubbi. Nel corso del consiglio comunale si è registrato anche l’abbandono dell’aula da parte della consigliere di maggioranza Gemma Infantocci (Prc), a causa di un diverbio con il presidente del consiglio comunale Giovanni Gala che le ha tolto la parola.
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