Ad esplicitare il contenuto delle lettera-manifesto indirizzata al sindaco Giovanni Pianese le motivazioni che ne hanno portato alla diffusione è Luigi Palumbo, consigliere in Assise per il gruppo ‘ La Sinistra L’Arcobaleno’ “ Non siamo stati affatto affrettati nei nostri giudizi –afferma Palimbo. Non abbiamo fatto altro che stare ai tempi dettati dal sindaco Pianese. Lui il 2 aprile scorso, in piena campagna elettorale, inviò nelle case di tutti i giuglianesi una lettera in cui prometteva di tutto e di più, in particolare promise che avrebbe scritto una lettera a tutti i cittadini a sei mesi dalla sua elezione per tracciare un bilancio delle cose fatte. Fino ad ora questo rilancio della città tanto auspicato e promesso non c’è stato, anzi è evidente una regressione in molti campi. Ora cosa manderà Pianese ai cittadini giuglianesi che attendono, purtroppo inutilmente, il mantenimento delle promesse fatte durante tutta la campagna elettorale?- si domanda Palumbo. Respinge al mittente le accuse di lettera demagogica “ Non è demagogia sottolineare che in questi primi sei mesi di governo nulla è stato fatto per la città. La sicurezza tra i cittadini è diminuita, c’è poco controllo del territorio, le carenze infrastrutturali sono sempre più forti, mancano del tutto le politiche a favore dei giovani ed infine la questione ambientale non solo non è stata risolta ma, con la firma del protocollo d’intesa firmato tra Pianese ed il sottosegretario ai rifiuti Bertolaso che ha sancito la scellerata riapertura di Taverna del re, si è addirittura aggravata. Dulcis in fundo – afferma Palumbo – c’è questo spettro dell’inceneritore che si vuole costruire a Giugliano. Ho sentito che qualcuno della maggioranza che si è addirittura mostrato favorevole all’impianto, forse si sono dimenticati del disastro ambientale perpetrato per anni in questi territori dalle ecomafie e dalle scelte sbagliate degli organi istituzionali. Con questa lettera rivolta al sindaco – chiosa Palumbo – abbiamo voluto essere da sprone verso quest’amministrazione, affinchè metta in atto quelle misure necessarie per un vero rilancio della città”. Stesso pensiero è mosso da Giuliano Palma, segretario cittadino dell’Italia dei Valori, il partito dell’ex magistrato Antonio Di Pietro, impegnato nella raccolta di firme contro il lodo Alfano “ E’ ora che l’amministrazione affronti in maniera decisa, senza tergiversare, quelli che sono i problemi che affliggono la città. Giugliano non ha bisogno di chiacchiere inutili ma di progetti seri e concreti”.
Pur facendo parte dell’opposizione e condividendo sostanzialmente ciò che è stato scritto al sindaco nella lettera aperta, Domenico Taglialatela, consigliere comunale in Assise per la lista civica ‘ Giugliano per la Vita’ ha preferito defilarsi e non prendere parte all’iniziativa degli altri tre partiti di minoranza “ Pur condividendo gli spunti del manifesto non ho voluto sottoscriverlo perché ritengo che sia ancora presto per dare un giudizio definitivo sull’operato di quest’amministrazione comunale. Bisogna dare atto che hanno trovato una situazione difficile sotto molti punti di vista, a cui è difficile trovare una soluzione visto l’esiguità delle casse comunali. In così poco tempo direi – afferma Taglialatela – è quasi impossibile risolvere tutti i problemi che attanagliano la città, diamo almeno un anno di tempo a questa giunta e solo allora potremo iniziare a tirare le conclusioni su ciò che è stato fatto”. Il consigliere di ‘Giugliano per la Vita’ non manca però di sottolineare alcuni aspetti ritenuti importanti “ Il ruolo dell’opposizione deve essere quello di fungere da stimolo verso chi governa questa città. A noi consiglieri di minoranza troppo spesso, invece, viene vietato di svolgere appieno il nostro compito e di dare il nostro contributo in termini di idee e proposte alla città. Ci sentiamo messi da parte – afferma Taglialatela. L’ultima decisione di affidare delle deleghe inutili ai consiglieri comunali ne è un lampante esempio. Queste deleghe non sono altro che una sovrapposizione dei poteri che hanno i singoli consiglieri all’interno delle rispettive commissioni consiliari, non vedo qual’era la necessità di concedere loro ulteriori incarichi che non hanno poi nessuna efficacia sul piano pratico. Così non si fa altro che creare confusione tra la cittadinanza ed appesantire la macchina burocratica”.


