«L’assessore Velardi ha perso di vista la realtà se va sostenendo che per il rilancio del litorale domizio occorre affidarsi ai privati. Il litorale giuglianese–flegreo in particolare, è un’estensione di bellezze e di risorse che solo investimenti statali possono far riemergere con il loro potenziale attrattore. Demandare ai privati – così come vorrebbe Velardi, altro non sarebbe che prestare il fianco o ad ulteriori speculazioni camorristiche che la storia dimostra, sono pronte a riempire i vuoti lasciati dallo Stato». Usa toni duri il consigliere regionale Idv, Giuseppe Pietro Maisto, per contestare la posizione assunta ieri dall’assessore regionale al turismo e ai beni culturali, durante l’incontro indetto con 40 rappresentanti istituzionali della Campania, per discutere della programmazione dei nuovi fondi comunitari e nazionali, che prevedono investimenti sul territorio di circa 1,5 miliardi di euro. Velardi ha illustrato ai referenti cinque grandi strategie territoriali alla base della nuova programmazione, ma dai suoi piani, resta esclusa ogni attenzione al litorale domizio. «Ci rifiutiamo di accettare un indirizzo politico del genere – continua Maisto – la regione Campania ha il dovere di rimediare ad una politica di abbandono adottata per anni su quelle zone. L’area flegreo-giuglianese, vanta stratificazioni secolari di storia, cultura e civiltà, che meriterebbero di essere riportate alla luce. Costeggiata da un mare che, nonostante i proclami, attende bonifiche da decenni, cosparso di stabilimenti balneari che proprio durante l’ultima stagione estiva, hanno mostrato la loro vulnerabilità rispetto alle vessazioni criminali. E’ su quelle aree che la regione Campania dovrebbe investire, sostituendosi alla camorra che per anni ha spadroneggiato. Infine – conclude Maisto – la politica dei proclami e la spettacolarizzazione delle azioni di governo, sono una tendenza rispetto alla quale, sollecito i miei colleghi campani, a prendere le distanze. La nostra forza in questa fase politica, deve essere quella di adoperarsi in azioni di sviluppo concrete, attraverso interventi mirati e sollecitati da studi di programma che da anni suggeriscono di investire su quelle aree marginalizzate dai processi di sviluppo centrali. Basta con questo campanilismo che esclude dai progetti di rilancio, quelle aree che altrimenti, continueranno a rimanere depresse, e ostaggio del controllo criminale».
MAISTO (IDV) ATTACCA VELARDI: «E’ UNA FOLLIA ESCLUDERE IL LITORALE DOMIZIO»
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