“Occorrerebbe informare i beneficiari, che la social card non può essere utilizzata in tutti i punti vendita ma solo in quelli che hanno sottoscritto la convenzione. Contemporaneamente, andrebbero rivisti i prezzi dei generi di prima necessità o la funzione utilitaristica della tessera, rischia di essere vanificata da una politica dei prezzi in contraddizione con quella delle agevolazioni”. Così il consigliere regionale Idv, Giuseppe Pietro Maisto, commenta l’entrata in vigore della social card, la ricaricabile da 40 euro spendibili mensilmente, destinata per un anno, a circa 1milione di disagiati, utile anche a pagare le bollette di luce e gas. Benchè d’accordo con l’intervento, il consigliere ne sottolinea anche alcune criticità come quella relativa alle modalità di distribuzione prescelte dal Governo: “50 centesimi il costo per ogni tessera, per un totale di 650 mila euro. Le percentuali da destinare agli esercenti che sottoscrivono la convenzione, pari a circa il 2% del pagamento stesso, almeno altri 6 milioni di spesa statale. I costi ancora da definire per le commissioni applicate dalle Poste ad ogni ricarica: tirando le somme, senza considerare i costi delle lettere inviate agli italiani, circa 7,5 milioni di euro si perdono lungo il tragitto che porta i 40 euro al mese nelle tasche delle famiglie. Credo che si sarebbe potuto scegliere un modo di erogazione altrettanto utile ma meno dispendioso”. Poi il consigliere aggiunge: “I primi giorni di distribuzione si sono tradotti in veri e propri assalti agli ufficiali postali, con code lunghissime e non pochi episodi di violenza. Il problema – afferma Maisto – è che in un momento delicato ed economicamente critico come quello che viviamo, si rischia di rendere tesa e problematica un’occasione di aiuto e sostegno ai disagiati”.
Comunicato Stampa
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