HomePoliticaPROVINCIALI: IL PDL BLINDA CESARO CITATO NEI VERBALI DELLA CAMORRA

PROVINCIALI: IL PDL BLINDA CESARO CITATO NEI VERBALI DELLA CAMORRA

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Luigi Cesaro presidente della Provincia. Ecco l’idea del Pdl, ecco la sua proposta in campo per il primo vero test sull’alternanza dopo 15 anni di dominio incontrastato del centrosinistra nelle amministrazioni locali. C’è l’accordo per candidare alla guida del palazzo di piazza Matteotti il coordinatore napoletano di Forza Italia, 57 anni, il cui nome compare in alcune indagini della Procura su collusioni fra clan e politica. Cesaro è accusato di rapporti con la camorra nelle deposizioni del pentito Vassallo alla Direzione distrettuale antimafia, unitamente a Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi e coordinatore regionale del partito. «Sono pronto e sereno. Nessuno ha posto pregiudiziali di alcun tipo, anzi», dice Cesaro, 57 anni il prossimo mese, deputato, un passato da europarlamentare, funzionario Asl di Caserta, una forza elettorale significativa costruita nell’hinterland napoletano, lui che è stato per un periodo anche sindaco di Sant’Antimo, la sua città. Non risulta indagato. Nonostante le accuse, il Pdl gli ha dato via libera.

L’ufficializzazione della sua candidatura era in agenda per sabato prossimo. Cesaro ha chiesto di farla slittare di qualche giorno. Vuole stringere i tempi e fare presto, ma vuole prima incontrare la “base”, che dentro il centrodestra significa gli amministratori, non i militanti. Perciò venerdì vedrà i consiglieri provinciali e per sabato ha convocato in un hotel i sindaci del centrodestra. Ha preso tempo per costruire preventivamente intorno a sé il massimo del consenso possibile, per non correre il rischio di veder bruciata una candidatura a cui tiene moltissimo, e passata al vaglio di un incontro romano. Cesaro cerca l’intesa con la lista che sta preparando Pionati e con la Mpa. Soprattutto sta cercando di ricostruire un rapporto da tempo lacerato dentro il suo partito con Alfredo Vito, ex mister centomila preferenze, un tempo a lui vicino, oggi contrariato per la doppia esclusione nel giro di un anno: dalle liste per il Parlamento e da quelle dei delegati per il congresso Pdl. Una candidatura, quella di Cesaro, che un mese fa non esisteva.

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Nell’incontro coi suoi per gli auguri di Natale, il segretario regionale Cosentino aveva fatto un nome diverso. Quello di Marcello Taglialatela, deputato di An, che viaggiava in coppia con l’opzione Gambino a Salerno. Saltato Gambino per Cirielli, anche la scelta Taglialatela è stata messa in discussione. Ed è a quel punto che Cesaro ha visto vicinissima la possibilità di scendere in campo. Maurizio Iapicca, Forza Italia, racconta: «Ne abbiamo prima discusso all’interno, poi a Roma coi vertici del partito. Una riunione a cui era presente Bocchino. È la strada più giusta da seguire per dimostrare alla città che non siamo assenti e che siamo pronti a governare. Lo dimostreremo anche con alcune iniziative nei prossimi giorni contro la giunta Iervolino». Stefano Caldoro, del Nuovo Psi, aggiunge: «Non commento nomi non ufficiali. Ma è giusto che la scelta per la Provincia cada all’interno del gruppo dirigente locale, così com’è auspicabile che per Comune e Regione si faccia ricorso ad apporti esterni. Il tema del rinnovamento non si esaurisce sulla candidature, ma si estende a modelli alternativi di governo, a partire da quelle funzioni metropolitane della Provincia, dove più forte è il fallimento del centrosinistra». Ma il caso resta. (fonte Repubblica.it 14/01/2008)

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