Dovrà essere ratificato venerdì dal prossimo Consiglio comunale, ma il nuovo regolamento edilizio fa già discutere. L’opposizione contesta i tempi in cui viene decisa la discussione in piena crisi amminisrativa. La prima polemica, infatti, è di carattere politico. “Accelerazione sospetta – dice il consigliere indipendente Nicola Campanile – Perchè tutti i provvedimenti in attesa di approvazione del Consiglio si è deciso di realizzare una corsia preferenziale proprio per questo? Il provvedimento è economicamente rilevante, tanto è vero che sarà discusso persino prima della mozione di sfiducia al sindaco, vera priorità in questo momento, slittata invece al 7 febbraio. Ma non mi meraviglio: questi sono gli unici atti che stanno a cuore all’amministrazione”. Il provvedimento, che ha incassato l’ok della seconda commissione consiliare, introduce una serie di novità. Tra queste, e per la prima volta nella storia dell’ente comunale, la redazione di un testo unico in materia urbanistica; l’introduzione di un criterio di premialità e di risparmi sugli oneri concessori per chi costruisce rispettando i parametri ambientali; l’applicazione del principio della perequazione; la possibilità di realizzare sottotetti non abitabili, la cui altezza massima consentita, nella parte centrale, muterà dall’attuale un metro e trenta centimetri a tre metri e sessanta centimetri. Un punto, quest’ultimo, che dovrebbe favorire la ripresa delle attività legate al settore dell’edilizia ma che, nel contempo, sembrerebbe propedeutico a un futuro intervento normativo che potrebbe darne il via libera all’abitabilità. Da qui il rischio, non escluso anche da uno dei redattori del nuovo regolamento edilizio, di futuri fenomeni speculativi. “Innanzitutto mi preme sottolineare che il regolamento, composto da ben 180 articoli, è uno strumento pienamente legittimo, in linea con le nuove normative provinciali e che premia l’edilizia intelligente – spiega l’ex assessore all’Urbanistica, Biagio Sgariglia -. Quanto ai sottotetti, fenomeni speculativi non possono essere esclusi a priori, ma si potrebbero verificare solo nel caso in cui l’amministrazione comunale contemplasse una norma ad hoc nel Piano urbanistico comunale, per il quale, però, non sono state ancora stabilite le linee generali d’indirizzo”. Rispedisce al mittente ogni accusa, invece, il sindaco Salvatore Perrotta: “Proveddimento di grande importanza per la città – sottolinea – che regolamenterà una serie di questioni in materia urbanistica e che potrebbe favorire la ripresa economica. E’ giusto discuterlo prima della mozione di sfiducia: se l’opposizione ha i numeri può tranquillamente optare per la firma delle dimissioni dal notaio”.
Il Mattino il 20/01/09
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