“I responsabili del massacro della città”: un manifesto dei Comunisti italiani fa scoppiare l’ennesimo caso politico. Ieri mattina capannelli di residenti si sono formati per le vie del centro per leggere i manifesti, con tanto di foto dei protagonisti della politica cittadina, fatti affiggere dal partito dell’ex sindaco Mauro Bertini, il cui contenuto è un atto d’accusa dirompente nei confronti dell’attuale esecutivo e degli esponenti politici con cariche in Regione e in Provincia originari di Marano. I manifesti, in seguito eliminati poiché sprovvisti delle relative autorizzazioni (sarebbero dovuti uscire nei prossimi giorni) elencano una serie di criticità, in primis il pessimo stato finanziario dell’ente comunale e i metodi clientelari che sarebbero stati utlizzati in questi due anni e mezzo di consiliatura, e prendono di mira l’assessore regionale Corrado Gabriele, il consigliere provinciale Biagio Iacolare, definiti i “mandanti del massacro della città”, nonché il primo cittadino Salvatore Perrotta, bollato come “l’esecutore materiale” del progetto. Sul banco degli imputati, inoltre, finisce l’intera squadra a sostegno di Perrotta, la totalità del civico consesso, compresa l’opposizione di centrodestra, responsabili rispettivamente di aver “governato lo sfascio” e di non “essersene opposti”. Il j’accuse dei Comunisti italiani, il cui segretario Mauro Bertini giustifica l’affissione anticipata dei manifesti definendola una “mossa per evitare il boicottaggio dell’amministrazione”, esclude, per ora, il consigliere indipendente Rosario Pezzella, e Mario Romani, di Sd, il cui voto potrebbe essere determinante per l’esito della mozione di sfiducia al sindaco che sarà discussa il 7 febbraio. La reazione dei chiamati in causa non è tardata ad arrivare e le querele potrebbero partite già nelle prossime ore. “Accuse farneticanti – dice il sindaco Perrotta – lanciate, tra l’altro, attraverso un manifesto abusivo. Adiremo sicuramente le vie legali. Quanto al contenuto, poi, le sofferenze di quest’amministrazione dipendono in gran parte dai debiti lasciati dalla vecchia gestione”. Gli fa eco il consigliere di minoranza, Michele Napolano: “Come si permettono di assurgersi a giudici di tutti – incalza – Sto valutando anche io se sussistono gli estremi per una querela. Il centrosinistra guida la città da quindici anni; le colpe dello sfascio sono attribuibili alle gestioni Bertini e Perrotta, non certo al centrodestra”. I manifesti potrebbero ricomparire già da domani, ma non si esclude che i dirigenti, nel caso in cui fossero riscontrati gli estremi, ne vietino l’affissione. Intanto, dopo l’esposto al prefetto dei consiglieri Pezzella, Campanile e Napolano, ieri via al regolamento edilizio e al piano cimiteriale comunale. Quattordici i voti favorevoli e due astenuti, Carandente e Romani. Alla votazione non hanno partecipato la quasi totalità dei gruppi consiliari dell’opposizione, che l’altra mattina avevano lasciato l’aula determinando la mancanza del numero legale. Nella seduta consiliare di ieri è stato approvato, inoltre, il regolamento cimiteriale e di polizia mortuaria. Il regolamento edilizio introduce alcune importanti novità. Tra queste: l’introduzione di un criterio di premialità e di risparmi sugli oneri concessori per chi costruisce rispettando i parametri ambientali e la possibilità di realizzare sottotetti non abitabili, la cui altezza massima consentita, nella parte centrale, muterà dall’attuale un metro e trenta centimetri a tre metri e sessanta centimetri.
MANIFESTO AL VETROLIO: A MARANO E’ SCONTRO POLITICO
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