Arriva in aula la mozione di sfiducia al sindaco Perrotta, protocollata il 12 gennaio e sottoscritta da quattordici consiglieri. L’atto contro il primo cittadino del Pd, eletto nel 2006 e sostenuto da una coalizione di cui fanno parte Pd, Prc e Centro democratico, sarà messo ai voti questa mattina. La mozione giunge in Consiglio comunale dopo le polemiche delle scorse settimane, alimentate da tre consiglieri indipendenti, Nicola Campanile, Michele Napolano e Rosario Pezzella, che hanno scritto al prefetto per denunciare il comportamento illegittimo del presidente dell’assemblea cittadina. Giovanni Gala, infatti, è stato contestato per non aver “messo ai voti la proposta di inserimento della mozione di sfiducia all’ordine del giorno della precedente seduta consiliare”. In aula oggi sarà presente anche una nutrita delegazione dei comitati antidiscarica, che nei giorni scorsi hanno lanciato un appello alle forze politiche presenti in Consiglio: “Chiediamo ai partiti un atto di responsabilità – dicono i rappresentanti dei comitati – Decidano se far cadere subito l’amministrazione oppure si astengano dal farlo nei prossimi mesi, perchè una simile scelta porterebbe a un lungo commissariamento dell’ente comunale e nuocerebbe anche alla nostra protesta”. Un’invasione di campo in piena regola, secondo molti esponenti del fronte antisindaco. “La vicenda discarica di Chiaiano – ribatte l’ex assessore Scuteri, oggi tra le fila dei dissidenti – non sia strumentalizzata per salvare la poltrona a Perrotta. Sia oggi, che eventualmente in futuro, i consigilieri saranno chiamati a decidere su questioni amministrative di estrema importanza e sulle quali ognuno deve sentirsi libero di agire secondo coscienza”. Il civico consesso, intanto, è praticamente spaccato in due: ma la partita odierna tra l’opposizione, nelle cui fila sono di recente confluiti anche gruppi di dissidenti della maggioranza, e la coalizione al governo della città, non sancirà, con ogni probabilità, la fine dell’esperienza amministrativa targata Perrotta. Per ottenere l’esito sperato dall’opposizione, infatti, la mozione dovrà incassare il sostegno di almeno sedici consiglieri ma, anche in caso di mancato raggiungimento del quorum, la governabilità potrebbe essere ugualmente ad alto rischio. Determinanti saranno i voti di tre consiglieri: Rosario Pezzella, tra i promotori della mozione di sfiducia al sindaco e dell’esposto contro il presidente del Consiglio comunale, nelle ultime ore dato per indeciso, Mario Romani, di Sd, a giugno fuoriscito dalla maggioranza e promotore di un manifesto durissimo contro l’amministrazione in carica, e Michele Carandente.
fe.bo.
Il Mattino – 07/02/2009

