Un consiglio comunale monotematico sulla vicenda giudiziaria che vede coinvolto il sindaco Perrotta, al quale la Procura di Napoli ha imposto il divieto di dimora sul territorio comunale.
Lo invocarlo undici consiglieri di opposizione, che ieri hanno protocollato la richiesta al Comune. «Non entro nel merito dei reati contestati al sindaco – dice il consigliere di minoranza Pasquale Principe – anche se ritengo che debba fare un passo indietro. E giusto che i consiglieri vengano informati dei fatti nella sede istituzionale deputata. Abbiamo saputo del provvedimento giudiziario soltanto attraverso gli organi di stampa». Preso atto della volontà dell’opposizione, il presidente del Consiglio, Giovanni Gaia, ha convocato per domani la conferenza dei capigruppo che potrebbe sancire la convocazione dell’assemblea cittadina. «Valuteremo l’opportunità di convocare la seduta monotematica durante la
conferenza dei capigruppo – tiene a chiarire Gala – Su un punto però voglio essere chiaro: non la convocherò se l’intenzione è quella di discutere di aspetti che competono alla magistratura».
Una scelta che fa discutere. «Vista la gravità della vicenda – sottolineano i consilieri Angelo Liccardo e Domenico D’Ambra – è opportuno convocare il Consiglio senza alcun passaggio intermedio».
Intanto dopo aver incassato la solidarietà senza riserve dei Comitati antidiscarica, il primo cittadino si appresta ad essere ascoltato dal Gip il quale, espletato il colloquio, potrà revocare o confermare il provvedimento restrittivo. Se rigettata, la richiesta di revoca sarà inoltrata al Tribunale del Riesame. Perrotta è accusato di falso ideologico, abuso in atti d’ufficio e di aver realizzato una discarica abusiva. Le accuse prendono spunto da un’indagine del gennaio del 2008 e si riferiscono alle modalità di allestimento del sito di trasferenza comunale dei rifiuti solidi urbani. Secondo l’accusa, il sindaco avrebbe anche procurato un danno alle casse comunali avvantaggiando un privato cittadino che, inizialmente, non aveva la titolarità dell’area poi adibita a sito di trasferenza.
«Vedermi dipinto come sindaco antidjscarjca accusato di aver realizzato una discarica abusiva – ammette Perrotta – è una cosa che non digerisco. Nel 2006, quando vivevamo la più acuta delle emergenze rifiuti, decidemmodi allestire un sito di stoccaggio provvisorio. Era il periodoin cui tutti si complimentavano per la nostra capacità di offrire una soluzione efficace. Poi, in seguito alla nostra ferma opposizione alla discarica di Chiaiano, sono nati tutti i nostri guai». (Il Mattino)
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