“Ci aspettavamo una convocazione di consiglio comunale e non un altro question time”. A parlare sulla richiesta delle minoranza di svolgimento del consiglio comunale è Nicola Pirozzi, capogruppo in assise del Pd “Abbiamo protocollato il 3 marzo una richiesta di convocazione urgente del consiglio comunale su specifici temi che credo debbano essere approfonditi, ovvero la sicurezza, la questione ambientale e le politiche sociali. La maggioranza – afferma polemicamente il consigliere del Pd – invece ha ritenuto più opportuno far svolgere prima la seduta di question time. Per noi non c’è nessun problema, anche perché siamo capaci di fare valere le nostre proposte in tutte le sedi opportune però ci aspettavamo un atteggiamento diverso da parte loro. Entro comunque venti giorni dovranno darci una risposta sulla nostra richiesta. L’ultima seduta d’assise, escluso il question time tenutosi l’11 febbraio, risale a quasi 2 mesi fa. Troppi, secondo l’opposizione, che soli pochi giorni fa aveva esternato, in un manifesto al vetriolo fatto affiggere in città, la propria insoddisfazione nei confronti della politica fino ad ora adottata dall’amministrazione di centro-destra, accusata di aver abbandonato la città e trascurato temi importanti, su cui ora si chiede un confronto urgente. “Non è stata avviata la bonifica del territorio promessa con l’apertura-svendita di Taverna del re. Il protocollo firmato con Bertolaso si è rivelato carta straccia”, ha attaccato il centro-sinistra, chiamando in causa gli accordi firmati dall’amministrazione Pianese con il sottosegretario all’emergenza rifiuti. “Anche il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani è insufficiente, per non parlare del mancato avvio della raccolta differenziata, che resta un sogno”. Altro punti dolenti, secondo la minoranza, sono l’emergenza criminalità e la mancata attuazione di politiche sociali a favore delle classi più disagiate “I commercianti sono in preda alla criminalità, senza che vi sia un vero progetto per la sicurezza urbana. I servizi sociali sono oramai allo sbando e la Casa dei Diritti è stata smantellata”. Infine l’attacco ai quattro super- assessori, considerati incapaci di portare a termine risultati concreti. “Fino ad oggi non hanno prodotto alcun risultato positivo. Sono estranei al territorio e assenti dalla casa comunale”. Luigi Sequino, consigliere dell’Udc, ha deciso di ripresentare l’interpellanza sui cassonetti fantasma “Quando ho proposto nell’ultima seduta di question time il problema ho avuto risposta da un consigliere delegato e non dal sindaco e l’assessore al ramo così come prevede invece lo statuto”.
E LA MINORANZA CRITICA IL QUESTION TIME: VOLEVAMO LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO
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