Salta la seduta di question time e scoppia la bagarre in assise. Da una parte la minoranza e dall’altra gli anziani hanno protestato per il mancato svolgimento della seduta, invalidata a causa del non raggiungimento del numero legale. Il regolamento comunale prevede per la convalida dell’assise la presenza di almeno sei consiglieri. Solo quattro, invece, tutti della minoranza, quelli presenti ieri mattina in aula al momento dell’appello del presidente del consiglio comunale, Luigi Guarino: Nicola Pirozzi e Giovanni Francesco Russo del Pd, Luigi Sequino dell’Udc e Giuseppe Di Girolamo dei Verdi. Seduta invalida, dunque, e tutti a casa. Ma la giornata si tinge di giallo. Dopo pochi minuti, infatti, si presentano in aula altri quattro consiglieri di minoranza, che accusano il presidente Guarino di eccessivo zelo per il rispetto dell’orario previsto per l’appello dei presenti. Una divergenza di orario di pochi minuti, dunque, ha scatenato il putiferio tra i due schieramenti, al quale si sono aggiunte le feroci proteste degli oltre cinquanta pensionati presenti sugli spalti per attirare l’attenzione dei politici sulla mancata attuazione di politiche sociali verso le fasce sociali più deboli “Il regolamento sotto questo punto di vista è carente” – ha affermato Francesco Taglialatela (Pd) – . “Nelle scorse sedute si era affermata una prassi che dava ai consiglieri un margine di tolleranza di almeno 5-10 minuti di ritardo, non capisco perché non sia stata rispettata questa consuetudine. La scelta del presidente del consiglio di annullare immediatamente la seduta è stata irresponsabile”. “L’intento della maggioranza era quello di evitare il confronto su questioni di fondamentale importanza per la città” – ha dichiarato Giuseppe Di Girolamo (Verdi) – . “Hanno usato artifizi stupidi come quello dell’orario per evitare di discutere di argomenti scottanti, ai quali probabilmente non sapevano dare una risposta visto l’assenza del loro sindaco”. Dura l’accusa del consigliere Luigi Aruta (lista civica Democrazie e Coerenza) “Quando siamo entrati in aula erano le 10:33, quindi erano solo tre i minuti di ritardo. Non capisco tutta questa fretta da parte del presidente del consiglio di fare l’appello. Inoltre abbiamo visto i consiglieri di maggioranza prima entrare nell’aula e poi, al momento dell’appello, nascondersi, facendo così mancare il numero legale. E’ dunque palese la loro volontà di volersi sottrarre al confronto con la minoranza e con l’intera città”. Secondo Luigi Sequino (Udc) “L’annullamento della seduta denota una mancanza di senso di responsabilità della maggioranza verso le tante criticità che vive la città. Voglio ricordare che siamo stati noi della minoranza a garantire per ben due volte la presenza del numero legale, ed anche oggi eravamo pronti a discutere ed a confrontarci se non fosse stato per il loro atteggiamento eccessivamente fiscale”. Domenico Taglialatela (lista civica Giugliano per la Vita) stigmatizza l’atteggiamento del presidente Guarino “Il suo è stato un atteggiamento poco garantista”. Per Nicola Pirozzi (Pd) “Il comportamento del presidente è stato grave ed irresponsabile”.
SALTA LA SEDUTA DEL QUESTION TIME: SCOPPIA LA POLEMICA TRA GLI SCHIERAMENTI
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