HomePoliticaMARANO. PERROTTA RESTA IN ESILIO, IL TRIBUNALE DEL RIESAME: SÌ AL DIVIETO

MARANO. PERROTTA RESTA IN ESILIO, IL TRIBUNALE DEL RIESAME: SÌ AL DIVIETO

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Ha suscitato grande stupore il provvedimento giudiziario adottato nei confronti di Salvatore Perrotta, per il quale il Tribunale del Riesame ha confermato il divieto di dimora sul territorio comunale. Il primo cittadino, indagato dalla Procura di Napoli per falso ideologico, abuso in atti d’ufficio e per aver realizzato una discarica abusiva, non potrà dunque rimettere piede nella città che amministra dal maggio del 2006, ma mantiene intatte le proprie prerogative amministrative. Una vicenda paradossale, insomma, unica nel suo genere e che, inevitabilmente, sta infiammando il dibattito politico cittadino. La vicenda giudiziaria trae spunto da un’indagine partita nel gennaio del 2008, quando ignoti appiccarono un incendio doloso nella rimessa adiacente al sito di stoccaggio provvisorio dei rifiuti solidi urbani, realizzato dal Comune nel periodo più critico dell’emergenza riifuti e poi sequestrato perchè non ritenuto a norma. L’ordinananza coercitiva del 25 febbraio fa riferimento anche al presunto danneggiamento alle casse comunali compiuto da Perrotta, derivante dalla stipula di atti in favore di un soggetto privato. Intanto ieri mattina, dopo l’altalena di voci dei giorni scorsi, la notizia del mancato accoglimento dell’istanza ha fatto rapidamente il giro della città e degli ambienti politici. E’ giusto che Perrotta continui ad amministrare nonostante il divieto di dimora o lo sviluppo della vicenda richiederebbe un suo immediato passo indietro? Sull’argomento, gli opposti schieramenti si dividono. “Dimissioni immediate – attacca Marcello Scuteri, ex assessore alla Viabilità, confluito nei Democratici per Marano – dispiace da un punto di vista umano, ma non ci sono altre strade. La città, già provata da altre vicende, ha subito un nuovo e grave danno d’immagine. Il tribunale del Riesame, in pratica, ha confermato l’impianto accusatorio. Non è possbile pensare che si possa amministrare un comune di oltre 60mila abitanti lontani dal proprio territorio: a questo punto il commissarimento dell’ente sarebbe il male minore”. Di diverso avviso il coordinatore del Centro democratico, Eduardo Simioli: “Bisogna andare avanti – spiega – occorre scongiurare il commissariamento. Nelle prossime ore valuteremo il da farsi, capiremo se ci sono i numeri per portare avanti l’esperienza amministrativa e se qualcuno della minoranza è disposto ad appoggiare il nostro progetto. Siamo più che mai vicini al sindaco”. Se non arriveranno le dimissioni di Perrotta, l’opposizione potrebbe provare la carta della sfiducia davanti al notaio. Non si esclude, poi, un’autosospensione del primo cittadino: un’opzione che, in un futuro a medio termine, potrebbe agevolare la revoca della misura cautelativa.

Il Mattino

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