Tra i temi più scottanti discussi in assise c’era la questione sicurezza. E’ stata approvata la nota nella quale il primo cittadino Giovanni Pianese ha chiesto al prefetto, al Ministro degli Interni ed al Ministro di Grazia e Giustizia l’invio sul territorio di un adeguato numero di forze armate, in seguito alla recente recrudescenza di fenomeni di criminalità organizzata. Nel corso delle ultime settimane diversi esercizi commerciali ed istituti di credito del comprensorio giuglianese sono stati vittima di episodi di microcriminalità, che hanno fatto scattare l’ira delle associazioni di categoria, Ascom e Confcommrcio, le quali hanno chiesto una maggior controllo del territorio. All’interno dell’ordine del giorno è prevista anche la costituzione di un comitato per l’ordine e la sicurezza e la richiesta di una convocazione straordinaria ad hoc sul tema della sicurezza, alla quale è stata chiesta la partecipazione anche del prefetto di Napoli, Alessandro Pansa. La maggiore presenza di forze armate sul territorio potrebbe arrivare anche attraverso un rafforzamento dell’organico della polizia municipale, ridotto al lumicino dalle inchieste giudiziarie “Servono interventi urgenti, soprattutto riguardo ad un’integrazione del personale della polizia municipale” – ha commentato il primo cittadino Giovanni Pianese – . “Abbiamo un personale operativo di soli 41 vigili operanti su un territorio di 94 chilometri quadrati. Questa cosa è davvero insostenibile, così non si può andare avanti. Dunque o ci inviano altri uomini delle forze dell’ordine oppure devono consentirci di integrare il corpo di polizia municipale”. Un primo passo in avanti in tal senso è stato il definitivo decollo, dopo due anni di pianificazione, del sistema di videosorveglianza ‘Alpha’. Attraverso i 34 occhi elettronici dislocati nei punti strategici della città è possibile ora rilevare e registrare in tempo reale tutto ciò che accade, dalla trasgressione delle regole del codice della strada, agli scarichi abusivi, passando anche attraverso scippi o rapine. Una maggior richiesta di legalità e sicurezza non può non passare per l’istituzione dell’oramai famoso Tribunale di Giugliano “Stiamo seguendo l’iter, a breve ci sarà un nuovo incontro al Ministero” – ha dichiarato Pianese. E’ stato approvato con voto favorevole dall’assise anche il secondo punto all’ordine del giorno, contenente delle variazioni al bilancio dell’esercizio finanziario 2008.
Gli abusivi presenti in aula durante il consiglio.
“Dovete farvi carico del problema sociale riferito agli sgomberi”. Questo l’appello lanciato dal ‘Libero Comitato Cittadino di Giugliano’, in una lettera indirizzata ai consiglieri comunali, letta a margine del civico consesso civico giuglianese dal presidente Luigi Guarino. “Abbiamo un’ emergenza sociale che colpisce decine di famiglie residenti a via Rannola e Casacelle, alle quali è stata staccata da giorni l’energia elettrica. In queste famiglie ci sono persone anziane malate, cardiopatici, bambini con handicap. Vorremmo sapere cosa intende fare la classe politica locale a sostegno di queste persone, la cui situazione psico-fisica peggiora giorno dopo giorno”. In allegato alla missiva sono stati consegnati anche i certificati medici delle persone che versano in condizioni di salute non ottimali “Per questo motivo – dicono gli abusivi – chiediamo un intervento urgente presso gli organi preposti affinchè vengano sospesi gli abbattimenti previsti per il 30 marzo ed il 20 aprile. Non è possibile continuare ad ignorare un problema così grave, che coinvolge tante famiglie nate e cresciute in questi territori. Ci sentiamo abbandonati da una classe politica indifferente al grido di dolore che proviene da queste persone” – ha affermato Gennaro De Girolamo, portavoce del comitato – . “Vorremmo sapere il comune di Giugliano cosa sta facendo per tutelare i suoi concittadini, che avranno pur sbagliato ma non si meritano di essere trattati come cani. Devono darci una mano, almeno dal punto di vista sociale. Qui c’è gente con malattie gravi. Si rischia che ci scappa davvero il morto, poi non vengano a chiederci di chi è la colpa”.

