Il raid ai danni della sede del comitato promotore di Cesaro avvelena la campagna elettorale per le provinciali, mentre resta fitto il mistero sull’incursione dei soliti ignoti, che hanno danneggiato la struttura e rubato i computer, denunciata con più di due giorni di ritardo. In città, politici ed elettori sono abituati a vivere in un clima di forte tensione ogni volta che si va al voto: oltre ai litigi a distanza tra gli schieramenti opposti, a Melito si sono spesso registrati episodi di violenza con candidati sindaco destinatari di lettere minatorie o finiti nel mirino di anonimi che hanno confezionato finti manifesti di morte o si sono resi autori di raid incendiari. E non è sempre stato possibile stabilire dove finiva l’iniziativa di buontemponi e dove cominciava l’ingerenza della criminalità organizzata, che pure è stata determinante per lo scioglimento del Consiglio comunale tre anni fa. Ora, col centrodestra al governo viene presa di mira la sede di An, in disuso da tempo, all’interno della quale l’altra sera si sarebbe dovuto inaugurare il comitato promotore della Pdl per Cesaro, candidato alla presidenza della Provincia di Napoli. Fa discutere il ritardo con cui è stata sporta la denuncia, solo ai vigili urbani. «Quando ci siamo accorti del furto dei computer e dei danni – dice Florindo Buffardi, capogruppo Pdl e dirigente di Alleanza nazionale – la nostra preoccupazione più grande è stata cercare di sistemare tutto per l’evento in programma». La festa di inaugurazione col candidato alla presidenza della Provincia di Napoli, a cui ha fatto seguito un corteo in città, si è svolta comunque in una sede provvisoria, in una traversa di via Marrone. Intanto il ritardo rischia di rendere nulli gli sforzi delle forze dell’ordine, che hanno appreso la notizia dalla stampa. Ieri mattina, i carabinieri della stazione cittadina sono arrivati al Comune per sentire il sindaco Antonio Amente; mentre gli agenti del commissariato di Giugliano – che svolgono le indagini- hanno eseguito un sopralluogo in via Roma, ma c’è il rischio che i rilievi della scientifica non potranno essere utili agli inquirenti: al loro arrivo la sede era stata già sistemata e ripulita. Resta un solo dato da registrare: l’anomalia della situazione. Intanto, il sindaco annuncia che potrebbe essere convocata a breve una seduta straordinaria di Consiglio comunale. «Se qualcuno voleva intimidirci, non c’è riuscito: la sede di via Roma sarà ripristinata entro sabato – dice il sindaco Antonio Amente – La cosa più grave è che l’opposizione non si è fatta avanti per esprimere solidarietà alla Pdl». Rispediscono l’accusa al mittente dal centrosinistra. «Lo abbiamo saputo dai giornali. Certo è un atto grave che va condannato, a prescindere quale parte politica colpisca», dice Marina Mastropasqua, capogruppo Pd.
Tonia Limatola
Il Mattino il 08/04/09


