HomePoliticaPIANESE: «PROVINCIALIZZARE LA QUESTIONE ROM». L'ASSISE VOTA L'ORDINE DEL GIORNO

PIANESE: «PROVINCIALIZZARE LA QUESTIONE ROM». L’ASSISE VOTA L’ORDINE DEL GIORNO

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«Provincializzare in modo equo la popolazione rom, senza scaricare solo sul comune di Giugliano la responsabilità di risolvere l’emergenza e ridare alla zona Asi la sua reale destinazione». E’ questo, in sintesi, il pensiero del primo cittadino della terza città della Campania Giovanni Pianese, condiviso dall’intera assise cittadina, sulla proposta del prefetto di Napoli Alessandro Pansa, nominato dal Governo commissario all’emergenza rom in Campania, di costruire nella zona industriale di Giugliano, un villaggio dove insediare circa 400 nomadi censiti che abitano attualmente nella baraccopoli situata in località Ponte Riccio. Il sindaco ha relazionato sull’intricata vicenda che vede contrapposti, da una parte, il Comune e, dall’altra, la Prefettura, a cui il Governo ha messo a disposizione la rilevante somma di 10 milioni di euro per risolvere la vertenza rom, oltre ai poter di carattere straordinari. Parte della somma servirebbe per rilevare i terreni già individuati nella zona Asi, di proprietà di un cittadino qualianese, che verrebbero poi consegnati o al Consorzio degli industriali o all’amministrazione comunale. La fascia tricolore in un’informativa ha spiegato nel dettaglio il progetto del Commissario all’emergenza rom, che ha trovato la netta opposizione dell’intera assemblea la quale ha approvato all’unanimità dei presenti un ordine del giorno. Il documento sarà inviato nei prossimi giorni all’attenzione del prefetto e per conoscenza al Ministro dell’Interno. “Giugliano è stata considerata per troppi anni dagli organi gerarchicamente superiori solo come una valvola di sfogo delle emergenze nazionali e regionali – ha affermato Pianese – . La città, con la costruzione del campo che ospiterà 120 unità, ha già dato sulla questione rom. Oltre questo numero non possiamo andare, anche perché non abbiamo né i mezzi né tantomeno le strutture per offrire a queste persone i servizi sociali necessari per avviare una loro integrazione nel tessuto sociale giuglianese. Inoltre i suoli su cui insistono i nomadi sono inquinati da sostanze tossiche e quindi da bonificare, così come accertato dai tecnici dell’Arpac. La nostra non è una posizione preconcetta. Questo odg non è né contro Pansa né contro i nomadi, ma serve a tutelare la città” – ha dichiarato Pianese. In totale sono 700 gli apolidi presenti nei 13 campi della zona Asi, dei quali 400 censiti ed iscritti all’anagrafe ed altri 300 non riconosciuti dal punto di vista legale. Nell’odg, che dovrà essere limato in alcuni dettagli dai capigruppo, è contenuta la proposta di predisporre un piano di provincializzazione della popolazione rom residente in Campania, circa 6000, distribuendo in modo più equo gli insediamenti degli apolidi nei vari campi della regione. “Solo attraverso la costruzione di piccoli insediamenti di massimo 150 persone situati in macro-aree è possibile avanzare reali proposte di integrazione per i nomadi. Se si creano grandi villaggi di 500 rom si rischia di ghettizzarli invece di aiutarli. Addirittura secondo l’idea del prefetto il villaggio potrebbe servire per avviare attività di supporto alla zona industriale. A breve inizierà la recinzione del campo che l’amministrazione ha voluto, che rappresenta un importante traguardo per l’integrazione dei rom in città”.

L’opposizione.
Seppur con diversi distinguo, anche l’opposizione di centro-sinistra ha votato l’ordine del giorno sulla questione rom. “Non vogliamo scelte calate dall’alto – ha affermato il consigliere del Prc, Luigi Palumbo – . Il prefetto non può imporre a quest’ amministrazione ancora una volta una decisione che va oltre le possibilità reali dell’ente. Solo con piccoli microinsediamenti è possibile avviare azioni di integrazione e scolarizzazione della popolazione nomade. Pertanto è auspicabile da parte dal Commissario Pansa avviare una provincializzazione dei rom e non insediarli in macroaree come si vuole fare a Giugliano. Bisogna ricordare che queste sono persone e non oggetti”. Secondo l’esponente del Prc la convocazione di un’apposita seduta ad hoc è stata un’occasione da parte dell’amministrazione di distogliere l’attenzione dai tanti problemi che assillano la città. “Bisogna vedere da dove traggono le risorse per il loro sostentamento – ha affermato invece Luigi Aruta (lista civica Democrazia e Coerenza) – . La politica deve tornare a governare in questa città, è impossibile continuare a considerare Giugliano unicamente come contenitore delle emergenze, che sono solo l’effetto del fallimento delle scelte politiche. La zona Asi deve essere considerata come volano per il rilancio dal punto di vista occupazionale ed economico del territorio”. Un sì perentorio all’odg è arrivato anche da Domenico tagliatatela (lista civica Giugliano per la Vita): “Chi ha avanzato la proposta di insediare a Giugliano 400 rom significa che nono conosce minimamente qual è la condizione in cui vivono attualmente queste persone. Giugliano si è già impegnata nella risoluzione del problema, quindi non si può dire che il comune è rimasto indifferente. La scorsa amministrazione ha stanziato circa 70mila euro per la costruzione del campo”. Nicola Pirozzi, capogruppo in assise del Pd, ha attaccato alcuni consiglieri di maggioranza per delle dichiarazioni rilasciate in ordine alla questione rom: “E’ inaccettabile il fatto che da parte di alcuni venga fatto un parallelismo tra rom e rifiuti. Quelle che vivono nelle baraccopoli sono persone non animali o oggetti. Tra loro c’è certamente chi delinque ma c’è anche chi cerca di integrarsi nella nostra comunità. Il prefetto deve tener conto di questo e non può considerare Giugliano come l’ultima ruota del carro”. Anche Russo (Pd) si è detto “contrario agli atti d’imperio degli organi superiori”, mentre per Sequino (Udc) “è arrivata l’ora di voltare pagina: Giugliano deve diventare protagonista nella risoluzione delle emergenze cittadine”.

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La maggioranza.
L’intera maggioranza di centrodestra si è schierata a favore dell’ordine del giorno. E’ stato Giulio Pezzella, consigliere dell’Udeur e presidente del Consorzio Cig di secondo livello degli industriali, ad indicare la strada. “Si parla da venti anni del rilancio della zona Asi. Ostacoli di ogni sorta hanno impedito la risoluzione della problematica, che è andata incacrenendosi sempre più. Tutta l’assise, senza distinzione tra visioni politiche, deve dire un secco no alla proposta beffa del prefetto. Pansa non può scavalcarci, insediando in un territorio già di per sé disastrato altri rom. Non c’entra nulla il razzismo”. Secondo Francesco Carlea, capogruppo in assise della Cpl, “Va ristabilita prima la legalità e poi si può dar spazio alla solidarietà. Fare a Giugliano un villaggio con 500 persone potrebbe essere un’arma a doppio taglio. I rom correrebbero il rischio di essere ghettizzati ed emarginati”. Forti polemiche hanno suscitato le dichiarazioni di Vitiello (Popolari democratici) che si è schierato contro la costruzione del campo che l’amministrazione sta costruendo che ospiterà 120 nomadi. “Oltre a non essere d’accordo con il villaggio che vuole costruire il prefetto sono contrario anche all’attuale campo. Proporrei inoltre di spostare i nomadi dalla zona Asi e posizionarli a Taverna del re”. Parole queste, che hanno fatto scattare le reazioni dell’opposizione, che nano parlato di atteggiamento indecente. A chiarire la querelle è stato Francesco Mallardo (Nuovo Psi) “Il nostro no alla proposta del prefetto non c’è nessun atto di razzismo. Non abbiamo niente contro la popolazione nomade. Anzi, avere un campo di 500 persone, andrebbe a loro svantaggio. Sarebbe difficilmente gestibile e non potremmo offrile loro i necessari servizi”. Per Pietro Ciccarelli (Pdl) “è arrivata ora di dire basta alle scelte calate dall’alto. Il sindaco deve fare di tutto per scongiurare quest’ennesima imposizione ai danni dei cittadini. Se sarà necessario dovrà mettere sul tavolo anche le proprie dimissioni”.

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