Cinque ore di consiglio comunale. Nove punti all’ordine del giorno. Nessun colpo di scena.
Contrariamente a quanto annunciato dalle solite “voci di palazzo”, la maggioranza retta dall’architetto Salvatore Onofaro si è mostrata ancora una volta solida e compatta. L’unica nota di curiosità si è registrata nella prima parte del consiglio, quando una signora del pubblico ha interrotto lo svolgimento dell’assise per protestare contro il mancato ricevimento del reddito di cittadinanza; il presidente Palma è stato costretto a chiedere l’intervento di un sottufficiale della polizia municipale per allontanarla dall’aula.
Il primo consiglio comunale del 2009, celebrato a distanza di oltre quattro mesi dall’ultima assise, si è svolto senza particolari sorprese. Votata all’unanimità la proposta del sindaco riguardante l’iniziativa di solidarietà a favore delle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto del 6 aprile scorso, attraverso lo stanziamento di parte delle somme destinate alle vacanze estive e un gemellaggio con la città di Paganica (AQ). Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente si è passati alle interrogazioni della minoranza: nove argomenti che hanno impegnato consiglieri e assessori per oltre la metà dell’intera durata dell’assise. Si trattava di richieste di chiarimenti circa i metodi utilizzati nella messa in atto di svariati provvedimenti amministrativi: dallo scioglimento dell’ex consiglio della società Multiservizi, alla mobilità dei dipendenti comunali passando per la cartellonistica stradale, la rete viaria e le scuole. Discussioni che hanno fatto emergere ancora una volta, carenze, precarietà e situazioni di disagio che continuano a pesare sulle spalle sia dell’ente che dell’intera cittadinanza, con prospettive di soluzione ancora lontane nel tempo. «Problemi non del tutto inediti» – ha osservato la maggioranza. «Non bisogna guardare al passato – ha prontamente replicato la minoranza – così si evita di commettere gli stessi errori».
Problemi tuttavia ancora molto estesi che sempre più spesso provocano evidenti disagi ai cittadini. Lo stesso assessore alle politiche sociali, Carmine Sabatino, che ha esposto il “Piano di zona – VII annualità”, ha evidenziato una serie di carenze nei servizi erogati dall’ente e ha riconosciuto l’immobilismo che Qualiano vive da anni. Con l’approvazione a larga maggioranza (13 a 5) del nuovo Piano di zona (che vale circa 350mila euro), ci si aspetta, dunque, un miglioramento della situazione e l’uscita dalla “stasi” a cui l’assessore faceva riferimento.
Ma il patto di stabilità pesa come un macigno sulla testa degli amministratori di Qualiano. Sarà il prossimo consiglio comunale, dove con molta probabilità si discuterà il bilancio di previsione 2009, a tracciare un quadro più netto della situazione economica dell’ente, così da avere una prospettiva più chiara dell’immediato futuro.
Approvato anche il Piano delle alienazioni immobiliari, previsto nella nuova legge finanziaria, come allegato al bilancio di previsione, ma al momento considerato come una sorta di “atto dovuto e obbligatorio”. L’amministrazione si è riservata di dare corpo al provvedimento nel corso dell’anno, apportando le dovute modifiche.
Passa anche il Piano della farmacia comunale. Invano la minoranza ha tentato di far slittare l’approvazione con svariate proposte, appellandosi anche ad alcune leggi e norme che regolamentano la materia, ma l’assessore al ramo Marianna Zara, ha ribadito la correttezza del provvedimento: «Bandiremo una gara ad evidenza pubblica» ed ha invitanto i colleghi ad esprimere voto favorevole; risultato: 13 a 5.
Votato anche il punto riguardante le modifiche al regolamento Tosap, che prevede tariffe agevolate per i commercianti sull’occupazione dei suoli pubblici, «Nuove regole scritte in accordo con le associazioni di categoria» – ha dichiarato l’assessore al bilancio Nicola Sgariglia. Il provvedimento ha trovato l’appoggio anche della minoranza ed è passato all’unanimità
E’ sul penultimo punto, “approvazione programma per l’affidamento degli incarichi esterni” che si registra lo “strappo”: dopo l’ennesima richiesta di rinvio prontamente bocciata dalla maggioranza, i cinque consiglieri di minoranza: Romano e Liccardo (Pd), Marrazzo, Odierno e Pelella (Udc) hanno abbandonato l’aula in polemica con gli avversari: «Non avete accettato una sola delle nostre proposte» ha accusato il consigliere Tommaso Pelella prima di lasciare l’aula. «Da voi nessuna proposta! Solo rinvii» ha replicato il presidente del consiglio Giovanni Palma: un K.O. tecnico direbbero gli appassionati di boxe. Così anche il nono e ultimo punto “approvazione regolamento sulla tutela dati personali” passa con i soli voti della maggioranza.
L’attenzione dunque si è già spostata al prossimo consiglio comunale, quando si parlerà di bilancio e programmazione economica dell’ente. Un tema sempre “caldo” e non privo di sorprese, ma anche serio e importante per il futuro della città e, considerata l’attuale situazione economica, anche per il presente.
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