HomePoliticaPROVINCIALI, BATTUTE FINALI. E' BUFERA PER IL MANIFESTO DEI COMUNISTI ITALIANI

PROVINCIALI, BATTUTE FINALI. E’ BUFERA PER IL MANIFESTO DEI COMUNISTI ITALIANI

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Battute finali nel collegio Marano, Qualiano, Calvizzano per la presentazione deille liste dei candidati alle elezioni provinciali. Archiviato il discorso sul fronte Pd, Pdl e Udc – i tre partiti punteranno rispettivamente su Luigi Savanelli, Nicola Galdiero e Biagio Iacolare – rompe gli indugi il cartello elettorale composto da Prc e Pdci, che scende in campo con Tina Liccione, segretario politico della sezione del Prc di Marano: una candidatura che suscita i mugugni del Pdci di Marano, che sembra orientato ad appoggiare Orazio Castaldo, in corsa per una lista civica (Diritti a sinistra) che sostiene il candidato alla presidenza, Tommaso Sodano. Giochi chiusi anche in casa Idv: il candidato del collegio è Ludovico De Luca, consigliere comunale di Qualiano. Nel centrodestra, invece, si rivede l’ex sindaco di Calvizzano Giacomo Pirozzi, candidato nelle liste del Mpa. Sempre per lo stesso schieramento, dopo l’altalena di voci dei giorni scorsi, riesce a spuntarla anche Antonio Di Guida, ex consigliere provinciale ed ex assessore del Comune di Marano, in corsa con la lista Cesaro. La candidatura di Di Guida potrebbe creare non pochi grattacapi a Biagio Iacolare, consigliere provinciale uscente e super favorito per l’elezione nel collegio. Per La Destra invece c’è il nome di Luigi Veccia, esponete del partito di Storace a Qualiano e per Alleanza di Centro sempre a Qualiano troviano il consigliere comunale Antonio Castaldo.
Intanto a Marano, dopo l’affissione del nuovo manifesto dei Comunisti italiani, partito dell’ex sindaco Mauro Bertini, scoppia l’ennesima bufera politica. Nella giornata di ieri, infatti, il sindaco Salvatore Perrotta ha sporto denuncia contro gli autori e tutti gli altri soggetti coinvolti nella pubblicazione del manifesto, nel quale il primo cittadino è raffigurato come un burattino. “È un atto che ho dovuto compiere per tutelare la mia onorabilità”, dice Perrotta. “Ce l’aspettavamo, vuol dire che abbiamo colpito nel segno”, replica Bertini. (Ferdinando Bocchetti – Il Mattino – 09/05/2009)

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