Nella tarda mattinata di ieri, intorno alle 13 circa, i carabinieri della tenenza di Marano hanno comunicato al primo cittadino Salvatore Perrotta la revoca del divieto di dimora a Marano. Dopo oltre due mesi di esilio forzato a Calvizzano, il sindaco potrà rientrare in città ed oltre a riprendere a tempo pieno la propria attività di amministratore della città, potrà ricongiungersi alla famiglia. La revoca del provvedimento arriva dal giudice per l’indagine preliminare, lo stesso che qualche settimana fa aveva permesso una parziale revoca della misura coercitiva, permettendo a Salvatore Perrotta di potersi recare nelle ore pomeridiane nel suo studio di dottore commercialista. Sviluppi della vicenda Perrotta sarebbero arrivati, in ogni caso, la settimana prossima. Tutto l’incartamento riguardante il primo cittadino nell’ambito dell’indagine, già conclusa, della Procura di Napoli dovrebbe passare dal Gip al Gup, giudice per l’udienza preliminare che dovrà decidere se indire l’udienza preliminare e poi rinviare a giudizio il sindaco, oppure archiviare il caso. «Sono sicuro che riuscirò a dimostrare l’infondatezza delle accuse, avendo agito sempre nell’interesse della collettività – ha commentato a caldo il sindaco Perrotta – ma in questo momento mi preme riappropriarmi della mia vita privata, degli affetti della mia famiglia e riprendere a pieno regime la professione, che di fatto sono stati gli aspetti maggiormente colpiti da un provvedimento che mi è parso abnorme sin dall’inizio». Lo scorso 27 febbraio il primo cittadino di Marano era stato raggiunto dal divieto dimora insieme all’ex dirigente del comune Franco Bruggè, a cui è stato poi revocato per gravi problemi di salute, in riferimento all’indagine aperta sul sito di trasferenza allestito durante l’emergenza rifiuti a Marano, nell’ambito di un’inchiesta partita dall’incendio di mezzi nel deposito Nu presso il sito di trasferenza comunale. Il sindaco è stato stato accusato di falso ideologico, abuso d’ufficio e di aver allestito una discarica abusiva di rifiuti Dopo. la notifica del provvedimento, i legali di Perrotta avevano chiesto la revoca del provvédimento al giudice del tribunale del riesame lo scorso 17 marzo senza avere un responso positivo Anche dopo la chiusura delle indagini, concluse formalmente ad inizio aprile nessuna modifica da parte della procura fino alla revoca parziale per permettere a Perrotta di esercitare la propria attività professionale. Durante tutto il periodo di esilio Salvatore Perrotta ha mantenuto i suoi poteri istituzionali, pur non potendo mettere piede a piazza Municipio dove ha fatto-le sue veci il vice sindaco Massimo Nuvoletti. A distanza, il primo cittadino ha seguito la propria amministrazione convocando anche giunte fuori dal territorio di Marano. Subito dopo la chiusura formale delle indagini, è stata convocata la prima giunta extra-territoriale presso l’Hotel Donato di Calvizzano a cui se ne sono succedute altre. Durante questi mesi il primo cittadino Perrotta aveva sempre dichiarato di poter essere in grado di dimostrare la propria innocenza sulla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto e la revoca del divieto di dimora arriva in momento cruciale della sua amministrazione. A fine mese, infatti, si tornerà in assise per approvare il bilancio dove il voto del sindaco potrà essere decisivo in una situazione in cui i consiglieri sono perfettamente scissi in egual misura tra maggioranza ed opposizione. (Carmela Maria Orlando – CdN – 10/05/2009)
PERROTTA: «DIMOSTRERO’ LA MIA INNOCENZA, MA ORA RIVOGLIO LA MIA VITA»
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