Si è svolto solo in parte il consiglio comunale di Qualiano convocato per ieri alle 17. L’unico tra i nove punti rilevanti affrontati in assise è stata la mozione di sfiducia, chiesta dalla minoranza, nei confronti del presidente del consiglio Giovanni Palma. «I motivi che ci hanno indotti a proporre la sfiducia – hanno sottolineato all’unisono i capigruppo di minoranza Pelella (Udc) e Romano (Pd) – sono esclusivamente di natura politica. Non ci sentiamo tutelati dalla figura del presidente che in alcuni casi, nel corso di questa consiliatura, non è stato imparziale» hanno poi aggiunto. «Tale richiesta è da considerarsi inammissibile – ha dichiarato il consigliere del Pdl Giulio Cacciapuoti – andava fatta dai due quinti dell’assise ed in ogni caso non può trattarsi di “mozione”, ma di “revoca” e non può altresì essere giustificata con motivazioni politiche – ha poi aggiunto. – Ritengo invece che il presidente Palma abbia, in molte occasioni, dato ampi spazi alla minoranza, sia per numero di interventi che per durata degli stessi». La mozione è stata ugualmente posta ai voti e l’intera maggioranza si è espressa in modo contrario rinnovando la fiducia al presidente Palma. Solo i quattro consiglieri di opposizione hanno votato per la sfiducia.
Rinviati gli altri punti. La vera e attesissima discussione dell’assise non c’è stata. Sono stati rinviati, infatti, gli altri punti all’ordine del giorno, in particolare, quello relativo alla revoca della determina del consiglio comunale n.19 del 15 maggio 2002, che affidava alla soc. Acquedotti Scpa la gestione del servizio idrico del comune. Una discussione attesa dal mese di novembre scorso, quando il consiglio comunale decise di istituire una commissione ad hoc e chiese al dirigente dell’Ufficio Tributi di esprimersi su un’eventuale revoca della determina, il quale a sua volta, secondo quanto riportato dalla proposta dei consiglieri di minoranza, incaricava un legale per la redazione di un apposito parere, «che poteva essere dato direttamente dai due professionisti presenti in consiglio comunale (Giulio Cacciapuoti e Domenico Marrazzo, ndr) senza ulteriori aggravi di costi per l’ente» cita testualmente la proposta della minoranza (vedi documenti allegati). E’ stato il sindaco Onofaro a chiedere il rinvio di tutti i punti all’ordine del giorno: «Si è appena conclusa la campagna elettorale» ha motivato il primo cittadino. Precisando però di riportare gli argomenti all’attenzione dell’assise tra brevissimo tempo: «Non oltre il giorno trenta».
«No ne comprendiamo le motivazioni – ha dichiarato il consigliere dell’Udc Domenico Marrazzo – Non capisco come si può pensare al rinvio di un tema di grande importanza per tanti cittadini di Qualiano» ed ha accennato alle bollette dell’acqua che la soc. di riscossione tributi incaricata dal comune, sta inviando in questi giorni a moltissimi cittadini, riguardanti periodi precedenti alla gestione privata, «che utilizzano però letture effettuate dalla nuova società di gestione e quindi – ha aggiunto Marrazzo – prive di affidabilità». E’ stato il capogruppo del Pdl, Michele Schiano, a rispondere per primo: «Proprio perché l’argomento è di vitale importanza, riteniamo di rinviarlo per maggiori approfondimenti» e riguardo alle bollette “pazze” ha aggiunto: «Chiederemo all’ufficio incaricato di sospenderne la spedizione» assicurando che «il Comune farà i dovuti accertamenti sulle modalità utilizzate per la lettura dei contatori dell’acqua».
Sulla vicenda “Acquedotti Scpa” è intervenuto anche il consigliere Antonio Castaldo che nel corso della precedente amministrazione prese le distanze dall’ex sindaco Pasquale Galdiero proprio a causa della determina dirigenziale (la n. 41 del 27 dicembre 2006) che ratificava la cessione del servizio alla società di Orta di Atella per 30 anni. Episodio che, lo ricordiamo, portò alla sfiducia del sindaco e alla fine prematura dell’amministrazione Galdiero. Il consigliere Castaldo in quell’occasione lasciò la maggioranza e fece partire una “campagna politica” interamente dedicata alla revoca della determina e, la lotta alla privatizzazione dell’acqua diventò l’argomento “principe” della campagna elettorale per le amministrative del 2008 di entrambi gli schieramenti. «Se fosse stato per me – ha dichiarato Castaldo – il capitolo “Acquedotti Scpa” non sarebbe mai cominciato, ma prima di portare l’argomento in consiglio comunale – ha poi aggiunto – è necessario aprire un tavolo di confronto tra tutte le forze politiche». Parole che hanno innescato la dura reazione dei consiglieri di opposizione, che in coro hanno dichiarato: «Questo consiglio comunale è stato deciso insieme, da maggioranza ed opposizione. Ora siamo qui e possiamo dare il via alla discussione. Se è vostra volontà affrontare il problema noi siamo pronti, ma evidentemente non è così. Da parte nostra il rinvio resta una decisione incomprensibile. Noi non lo votiamo». L’ha pensata diversamente l’intera maggioranza che al momento della votazione ha accolto l’invito del sindaco, destinando a nuova data la discussione dei punti rinviati.
Finisce con un ennesimo “nulla di fatto” l’atteso confronto pubblico sulle sorti della gestione dell’acqua del comune di Qualiano. Molti cittadini attendono da mesi di conoscere l’esito di questa vicenda che al momento, ha portato come unico risultato, l’esorbitante aumento dei canoni idrici, facendoli raddoppiare se non triplicare. Ad essere contestati sono, in particolare, i metodi utilizzati dalla società di gestione sul calcolo delle tariffe, che in molti casi, secondo alcuni contribuenti, l’esazione richiesta è del tutto spropositata rispetto ai reali consumi. Ma per sapere quali risposte la politica intende dare ai cittadini di Qualiano, sarà necessario attendere non più di 18 giorni… parola di sindaco.

