HomePoliticaCARLEA (CPL): «QUESTA POLITICA MI HA DELUSO, POTREI ANCHE LASCIARE»

CARLEA (CPL): «QUESTA POLITICA MI HA DELUSO, POTREI ANCHE LASCIARE»

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“Questa politica mi ha deluso, se le cose non dovessero cambiare da qui a breve potrei anche prendere la decisione di dimettermi”. A parlare è Francesco Carlea, ex capogruppo del Centro per la Libertà, obiettivo delle polemiche, insieme ad altri quattro consiglieri, dopo l’assenza nella seduta di consiglio comunale di venerdì scorso. “La mia è stata un’assenza personale, che non nasconde nessun ricatto. Questo tengo a ribadirlo chiaramente. Io non ho fatto nessun ricatto. La mia assenza è dovuta a dei disguidi di carattere personale con alcuni consiglieri di maggioranza. Nelle riunioni antecedenti al consiglio comunale avevo avanzato l’idea di presentare qualche emendamento al Bilancio. Dopo aver notato che le mie proposte non erano state ben gradite da qualcuno, mi sono risentito e per questo non mi sono presentato in Assise. Diciamo che non ero dell’umore giusto per presenziare in aula. Però – sottolinea Carlea – la mia decisione è totalmente scollegata a quella degli altri quattro consiglieri assenti. Non c’è nessun disegno o tattica volta a screditare l’azione del primo cittadino. Il mio obiettivo principale è quello di dover dar conto alle persone che mi hanno eletto e che hanno posto in me la loro fiducia. Se non posso farlo – continua il consigliere del Cpl – potrei anche decidere di lasciare l’Assise. I cittadini sono stanchi dei giochetti, vogliono una città vivibile”. Carle parla poi del suo presunto passaggio al Pdl. “Ho chiesto ai vertici provinciali del Pdl di entrare a far parte del partito, ma pare che questo mio atteggiamento non sia ben visto da qualche membro locale. Non capisco perché mostrino rimostranze nei miei confronti. Sono queste cose che mi fanno passare le voglia di fare politica. Aspetto fiducioso comunicazioni da parte del coordinamento provinciale”. La risposta di Carlea arriva dopo le dichiarazioni rilasciate da Pianese in Assise per la votazione del bilancio. Il primo cittadino, resosi conto dell’assenza di cinque esponenti della sua stessa maggioranza, ha chiarito come nessun consigliere avesse chiesto in modo esplicito ed ufficiale una verifica dell’esecutivo. “Ho sempre detto fin dal primo giorno che non avrei accettato nessun ricatto da parte dei consiglieri, soprattutto quelli che restano nell’anonimato. Invito chi ha dei dubbi a dichiararlo espressamente in Consiglio, dicendo di non voler far più parte della maggioranza. Se c’è qualcuno che non condivide più il nostro programma han il dovere di esporsi e non di rimanere nell’anonimato. Pseudo assenze tese al ricatto non le posso accettare”.

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