L’approvazione del bilancio ha creato non poche polemiche tra gli opposti schieramenti. Ed il botta e risposta tra i consiglieri di maggioranza e minoranza, come spesso accade, si è spostato dalle sedi istituzionali a quelle extraistituzionali, ovvero le mura cittadine. I partiti di minoranza hanno tappezzato la città di manifesti, attaccando ancora una volta l’esecutivo guidato da Giovanni Pianese. A firmare il manifesto Partito democratico, Rifondazione, Comunista, Udc, Sinistra e Libertà e Difendiamo la nostra città. Si è tenuto fuori dalla polemica, invece, Domenico Taglialatela, consigliere in Assise della lista civica Giugliano per la Vita. Tema centrale delle critiche è appunto l’ultima seduta di consiglio comunale, durante il quale, secondo i consiglieri di minoranza, si sarebbe consumato il ricatto da parte di alcuni consiglieri al sindaco Pianese. “Con l’approvazione del bilancio la maggioranza si è rivelata quella che è: un carrozzone di clientele e ricatti – si legge sul manifesto – . Giugliano è già stanca di questa amministrazione incapace di risolvere i problemi della gente”. Poi l’attacco a Pianese: “Un sindaco debole, ostaggio di alcuni consiglieri che tutelano solo i lori interessi e giunta inesistente stanno distruggendo le speranze dei giuglianesi. Questo ritorno al passato – continua l’opposizione – è un fallimento sotto gli occhi di tutti”. E’ questo in sintesi l’ennesimo affondo dei consiglieri d’opposizione verso l’operato della giunta tecnica. Il riferimento al ricatto sarebbe quello perpetrato da parte di alcuni consiglieri di maggioranza, assenti nella prima seduta di consiglio comunale e poi presentatisi in seconda convocazione, durante la quale hanno dato voto favorevole al bilancio, solo dopo l’approvazione di due emendamenti molto discussi con i quali sono stati sottratti 130mila euro al settore ambiente per destinarli ad iniziative per l’uso del casco e per la stipula di una convenzione con uno studio di avvocati in modo da alleggerire il lavoro dell’ufficio legale del Comune. L’assenza dei cinque consiglieri, tre del Pdl, una del Cpl e uno del Nuovo Psi, è stato ritenuto da parte della minoranza non solo una forma di ricatto verso il sindaco, in modo da spingerlo a tenere più in considerazione i partiti e meno la tecnostruttura, ma soprattutto una prova evidente di gestione clientelare del potere. Ipotesi questa seccamente smentita dagli stessi consiglieri assenti, secondo cui la loro assenza non era dovuta a nessuna forma di ricatto verso il primo cittadino bensì solo a motivi di carattere personale. Critiche che sono state precedute pochi giorni fa da un altro manifesto, quello dell’Mpa, che ha invitato il primo cittadino a prendere atto dello scollamento tra i super assessori oriundi e i cittadini e le istituzioni, sollecitandolo a cambiarli scegliendo a loro posto persone espressione diretta del territorio.
GIUGLIANO, MANIFESTO AL VETRIOLO CONTRO L’AMMINISTRAZIONE PIANESE
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