HomePoliticaREGIONALI, COSENTINO: «IO IL CANDIDATO ALLA REGIONE? LA DECISIONE E' ROMANA»

REGIONALI, COSENTINO: «IO IL CANDIDATO ALLA REGIONE? LA DECISIONE E’ ROMANA»

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Scelta in sintonia con Roma, ma ascoltando la base. È il criterio che Nicola Cosentino indica per l’indicazione del candidato del centrodestra alla Regione. Il coordinatore regionale esclude peraltro una sua autocandidatura. «C’è un ragionamento in corso, ogni decisione è prematura».


Domani parte la stagione delle feste. È la road map per arrivare alla candidatura?

«A luglio, con il seminario all’eremo di Visciano, aprimmo un confronto tra il Pdl e la società civile per ragionare su un’idea forte di cambiamento della Regione. Proseguiamo su quella strada. In linea con quell’iniziativa abbiamo organizzato la festa regionale a Scafati».



A parte Mara Carfagna e Gianfranco Rotondi non ci saranno altri ministri. Scelta voluta?

«Vogliamo che si discuta su come meglio organizzare la nostra proposta in vista delle regionali e come partire con il piede giusto se, come mi auguro e credo, il centrodestra vincerà le elezioni. Rotondi e Carfagna sono ministri campani e daranno il loro contributo alla discussione».



Il 10 ottobre alla festa provinciale di Benevento è atteso Silvio Berlusconi. C’è chi sostiene che in quella occasione il premier ufficializzerà il nome del candidato alla presidenza della Regione.

«Noi da mesi stiamo sviluppando un ragionamento che parte dal territorio e punta l’attenzione sui reali bisogni di una regione che esce da dieci anni di pessima gestione. Il ragionamento è in corso e se Berlusconi ufficializzerà il nome del candidato vorrà dire che il percorso è completato».



Dalla base emerge la proposta di una sua nomination. Sarà lei il candidato?

«Una scelta è ancora prematura. In questi mesi abbiamo chiamato a raccolta il partito, abbiamo mobilitato gli iscritti, gli amministratori. La base è in fermento, nel senso che vuole essere coinvolta nelle decisioni. Quando si sceglierà vorremmo poter dire la nostra per aiutare il Pdl a prendere la decisione migliore per la Campania e i cittadini».



Berlusconi ha detto ai coordinatori nazionali del Pdl che non gradisce le autocandidature. È un colpo di freno alle sue aspirazioni?

«Assolutamente no e per un semplice motivo: non mi sono autocandidato a nulla. Anzi, ho sempre sostenuto, e lo ripeto ora, che bisogna individuare non un candidato ma una squadra. E vorrei anche aggiungere che il territorio può proporre un’idea ma la scelta finale appartiene al livello nazionale».



È vero che c’era più di una mezza intesa con Denis Verdini per la sua candidatura?
«Non c’è alcun impegno con alcuno. C’è in corso un ragionamento e ogni scelta avverrà in sintonia con Roma. Ma proprio perchè siamo un partito plurale, in crescita, alla guida di Province e Comuni, è giusto che questo campo, che la base si esprima sulle scelte da farsi sui programmi e sulle persone».



Berlusconi lanciò la candidatura di Gianni Lettieri. Il presidente degli Industriali è sempre in campo?

«Lettieri è sicuramente una personalità. Ma prima bisogna capire se la soluzione dovrà essere politica o invece di altra natura individuando il candidato in un altro segmento della società».



Secondo lei?

«Personalmente sono per una soluzione politica, che è poi quella che emerge».



La Carfagna e Stefano Caldoro sono possibili alternative?

«Il Pdl negli anni ha formato una ricca classe dirigente. Ci sono tanti uomini e donne che possono guidare l’esperienza di governo regionale e Caldoro e la Carfagna sono sicuramente tra questi».

PAOLO MAINIERO

Il Mattino il 11/09/09

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