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Qualiano. Terzo consiglio in un mese: questa volta toni pacati e assenza di colpi di scena

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Si è svolto come previsto il terzo consiglio comunale consecutivo in un mese. Ieri, pochi minuti prima delle 18, l’assise ha avuto inizio con una buona dose di assenti, tra i quali il consigliere di Alleanza di centro Antonio Castaldo, protagonista nel consiglio di una settimana fa, di importanti rivelazioni-accuse sulla “spartizione di sei posti di lavoro” sul caso “Acqua”; pesanti rivelazioni che chiamarono in causa direttamente il primo cittadino che, lo ricordiamo, smentì categoricamente. Una vicenda tuttavia connotata, almeno in apparenza, da una fitta ombra di mistero che andrebbe chiarita per non lasciare neanche il minimo dubbio sul fatto che, trattative pubbliche vengano gestite con metodi “non convenzionali” così come è emerso dal seppur vago annuncio del consigliere di maggioranza.
Tornando al consiglio comunale di ieri, possiamo dire che non si sono ri-visti i colpi di scena che avevano animato l’assise della settimana precedente. Dopo l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, è toccato al difensore civico, la dottoressa Vittoria Pirozzi, relazionare il suo primo anno di attività, ricevendo il plauso dei consiglieri sia di maggioranza che di opposizione, oltre che dal sindaco Salvatore Onofaro che ha sottolineato l’impegno sui problemi più sentiti in questo momento dalla cittadinanza, ovvero: i disagi causati dall’unico ufficio postale che si sta rivelando inadeguato ad accogliere l’utenza, spesso costretta a lunghe ed estenuanti code all’aperto insieme al dilemma dei trasporti che vede il comune a nord del capoluogo, fanalino di coda dell’area metropolitana di Napoli. La relazione del difensore civico (che troverete in allegato al presente articolo) è anche disponibile sul sito istituzionale del comune di Qualiano, alla voce “Difensore Civico”.
Unica nota da segnalare, sotto l’aspetto politico, è il rinvio del voto al Piano comunale per la localizzazione dei punti vendita della stampa quotidiana e periodica e relativo regolamento. L’assessore al commercio Santolo Licciardiello, ha descritto l’articolazione del piano, già passato in commissione, che nella sostanza prevede cinque nuovi punti vendita da dislocare su quattro zone territoriali, assegnati previa presentazione della domanda e possesso dei requisiti, considerando prioritarie quelle giunte nel minor tempo. A far slittare l’approvazione del piano è stato prima l’intervento di Domenico Marrazzo (Udc) che ha espresso dubbi sulla modalità di assegnazione, da fare tramite bando pubblico ed ha poi accolto la proposta del capogruppo della Pdl, Michele Schiano Di Visconti, che dopo aver evidenziato altri aspetti carenti del piano, ha proposto il ritorno in commissione del regolamento per fare le opportune modifiche. Il consiglio si è quindi espresso sulla proposta di Schiano votando per il rinvio. Da segnalare anche l’uscita dall’aula della consigliera del Pd Ilaria Romano al momento di ogni votazione, che ha poi precisato: «Tale scelta scaturisce dal ritenere illegittimi i consigli comunali per la modalità di convocazione fatta da un presidente del consiglio dimissionario» (argomento già trattato in precedenza, ndr).
Passa invece, col voto unanime, il punto riguardante la richiesta alla Regione Campania di concessione in comodato d’uso gratuito delle aree di sedime derivanti dalle demolizioni dei serbatoi idrici. Nella discussione si è parlato brevemente anche dei possibili utilizzi delle aree che, con molte probabilità, verranno destinate a parcheggi, considerato che la prima si trova in via S. M. a Cubito, all’altezza del Parco Simeoli: un’area densa di esercizi commerciali, mentre la seconda si trova in Via Pozzolaniello nei pressi di un plesso scolastico e del Centro di orientamento e formazione, entrambi carenti proprio sotto l’aspetto dei parcheggi.
L’ultimo punto, infine, quello riguardante l’approvazione della convenzione per l’affidamento del servizio tesoreria comunale, è stato rinviato su richiesta dell’assessore al bilancio Stefano Castellano, poiché “l’argomento non è stato debitamente valutato”.

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