Si è mostrata compatta e sicura di se l’opposizione qualianese nel corso della conferenza stampa che si è svolta ieri sera nella sede dell’Udc di Via Roma, dove hanno preso parte oltre ai consilgieri Pelella, Odierno e Domenico Marrazzo (Udc), Romano e Liccardo (Pd), anche Raffele De Leonardis (segretario del Pd) ed esponenti di partiti che non siedono in consiglio comunale come Nicola Giocondo (Npsi) e Nicola Manco (Prc – circolo Vera Lombardi). La conferenza stampa è stata introdotta dalla consigliera del Pd Ilaria Romano, che ha spiegato gli argomenti trattati nel corso della serata con un rapido escursus sui temi che nel prosieguo della conferenza stampa sono stati approfonditi e spiegati nel dettaglio e annuncia che l’opposizione si è rivolta al Tar per chiedere l’annullamento degli ultimi tre consigli comunali, convocati dal presidente del consiglio dimissionario e per questo, afferma Romano: «da ritenere illegittimi», anche perchè – aggiunge Marrazzo – «nell’ordine del giorno del primo consiglio comunale mancava la “presa d’atto delle dimissioni” e la “nomina del nuovo presidente”».
Questione Acqua. Punto per punto sono stati elencati quelli che l’opposizione chiama “veri e propri fallimenti” a cominciare dalla questione “Acqua”, nodo centrale di due campagne elettorali a cominciare da quella dell’ex sindaco Pasquale Galdiero che coniò lo slogan “Giù le mani dall’acqua” ma «nei fatti non fece nulla per farla restare pubblica, ed è per questo – affermano gli esponenti di opposizione – che nel novembre 2007, undici consiglieri di maggioranza e minoranza decisero di farla finita mandandolo a casa». Ma ad oggi nulla è cambiato, l’Acqua è saldamente in mano alla soc. Acquedotti di Orta di Atella e, come si è visto nel penultimo consiglio comunale, non solo non emerge la volontà politica dell’amministrazione retta da Salvatore Onofaro, che pure in campagna elettorale ha dato battaglia alla privatizzazione dell’acqua, di mettere in atto un provvedimento “significativo” per dare seguito “con i fatti” alle parole, ma spuntano perfino le gravi accuse di “spartizioni di posti di lavoro” lanciate da Antonio Castaldo, consigliere di maggioranza eletto nel Mpa e recentemente passato tra le fila di Adc. Nonostante la smentita di Onofaro però, resta in piedi il sospetto che «tra amministratori e società Acquedotti vi sia un solido legame basato su interessi che vanno oltre i normali rapporti tra enti pubblici e aziende che prestano servizi» affermano i consiglieri di opposizione. Ad oggi infatti non ci sono né denuncie né querele e «questo dimostra la fondatezza dei nostri sospetti». Un atteggiamento “ambiguo” dunque quello degli attuali amministratori e lo si evince anche dalle dichiarazioni del presidente del consiglio comunale Giovanni Palma che, secondo il consigliere dell’Udc Francesco Odierno, nell’ultima riunione della commissione istituita per valutare la possibilità di revoca della delibera di affidamento dell’Acqua, avrebbe dichiarato: «…erano scelte politiche… erano altri tempi».
Ancora bollette pazze. «Corrono dietro ai problemi che essi stessi creano» afferma Domenico Marazzo (Udc) riferendosi prima all’errata bollettazione dei canoni idrici, ad opera dell’ufficio tributi, che costrinse l’amministrazione ad emanare una sorta di “Concordato idrico”, dopo che migliaia di cittadini furiosi si scagliarono contro le “bollette pazze” che, anche se in pochissimi casi, arrivavano perfino a sfiorare i 10mila euro, tutto a causa della leggerezza mostrata nello svolgere un normale lavoro di ufficio, applicando formule di calcolo arbitrarie e lontane dalla “equità”, il tutto dimostrato poi dal cosiddetto “concordato” che applicando le formule giuste ha riportato equità nel pagamento delle tariffe; ma c’è anche chi ha scelto di fare ricorso, sono circa 350-500 i cittadini che hanno ritenuto illeggittimo l’iter con il quale l’amministrazione ha gestito la cosa e che hanno deciso di rivolgersi al giudice.
Non passa nemmeno qualche mese che, questa volta la Sogert (la società che gestisce la tesoreria comunale) emette altre bollette, definite testualmente “fatture” che riguardano la Tia (Tariffa di igiene ambientale, cioè i rifiuti, ndr) applicando ingiustamente anche l’Iva: una tassa sulla tassa. «Lo ha stabilito nel mese di luglio scorso la Corte Costituzionale e pochi giorni dopo la sentenza – afferma Marrazzo – la Sogert ha emesso le bollette in netto contrasto con la stessa sentenza». «I cittadini hanno diritto al rimborso – ha spiegato Pelella (Udc) – e da novembre ci attiveremno per sostenerli per la restituzione degli ultimi 10 anni di Iva» e tocca anche l’argomento “Sogert”, il cui mandato è scaduto da oltre un anno così come ogni altro tipo di proroga «inapplicabile in alcun modo» di cui nell’ultimo consiglio comunale si è preferito non discutere rimandando l’argomento “per approfondire e valutare meglio la questione” come aveva dichiarato l’assessore competente Stefano Castellano. «Approfondire cosa? – Chiede Pelella – Se la Sogert ha i requisiti riceva pure un altro mandato, altrimenti si trovi rimedio con un’altra società». Tornando nel merito delle bollette (o fatture) della spazzatura, emergono anche incredibili inesattezze ed incongruità che il segretario del Pd, Raffaele De Leonardis, che di mestiere fa il commercialista, definisce un “obbrobrio giuridico”: «Suggerisco all’amministrazione di ritirarle, poiché la Sogert in quanto concessionaria per la riscossione dei tributi, non può emettere fatture, piuttosto dovrebbe essere il Comune oppure la soc. Multiservizi ad emettere fatture o bollette e tutt’al più – prosegue De Leonardis – la Sogert può inviare ai cittadini un semplice Avviso» e spiega anche perché le bollette inviate dalla Sogert risultino incomprensibili: «In più parti del documento recapitato è scitto Avviso, poi Fattura, poi ancora Lista di carico, termini – afferma De Leonardis – assolutamente in contrasto fra di loro e poi – aggiunge – il testo “in piccolo” cita l’articolo 19 del DL 546/92 che delucida il contribuente sulla possibilità di impugnare il documento, ma in quello stesso articolo, di tutto si parla – chiarisce il segretario del Pd – tranne che di fattura e – rincara – non esiste nessuna “commissione provinciale” alla quale fare ricorso, com’è scritto sempre nel “testo in piccolo”, semmai si tratta della “Commissione Tributaria Provinciale”». Una vera e propria “porcheria” dunque che dimostrerebbe nuovamente l’incompetenza di chi è preposto a redigere tali documenti. Il comune dal canto suo sta pensando di risolvere il problema stornando l’ultima rata, ma sempre De Leonardis ammonisce: «Avrebbe gravi ripercussioni sul bilancio dell’Ente, meglio ritirarle» e conclude ponendo un’altra questione, quella delle variazioni di bilancio dovute proprio ad un minor gettito derivante sia dalle bollette dell’acqua che da quelle della spazzature, grazie alle quali, nei bilanci di previsione gli importi risultavano più elevati, ora quegli stessi bilanci dovranno essere ridimensionati creando scompensi difficilmente gestibili.
Questione antenne. «Mentre il piano per la regolamentazione delle antenne per la telefonia mobile giace in commissione, gli amministratori di questo comune installano sulle loro proprietà antenne che emottono onde radio dannose per la salute dei cittadini» è Pasquale Liccardo (Pd) a spiegare che qualcuno in quest’amministrazione sembra non avere molta voglia di approvare quel piano “almeno fino a quando non saranno prima installate tutte le antenne per le quali vi sono già trattative in corso”. Affermazioni dure rese ancor più gravi dal fatto che – secondo i consiglieri di opposizione – l’ultima antenna installata risale a pochi giorni fa e «non è un caso che sia stata installata su una proprietà del neo assessore all’ambiente Donato Marrazzo». Un paradosso – secondo loro – poiché proprio l’assessore all’ambiente ha il dovere di mettere in atto iniziative per la salvaguardia della salute dei cittadini e di sollecitare l’approvazione di quel piano di regolamentazione: «Se quel piano fosse già in vigore, – affermano – quell’antenna non sarebbe stata installata poiché realizzata in netto contrasto con il piano stesso» un’accusa grave che richiama un principio d’incompatibilità tra incarico amministrativo e interessi personali: un vero e proprio “conflitto d’interessi” dunque. Ma Marrazzo non è l’unico amministratore ad avere un’antenna installata sulle sue proprietà: «Se andiamo a guardare ce ne sono altre – affermano i consiglieri di opposizione – sempre sui tetti di attuali amministratori».
Gli altri interventi. Nel corso della conferenza ha preso la parola anche Nicola Giocondo, ex assessore nell’amministrazione Galdiero, esponente dell’ex Npsi, oggi del Pdl, che ha accusato l’attuale amministrazione, in particolare proprio gli esponenti del Pdl di aver fatto “strane alleanze”, riferendosi alla presenza di Idv in maggioranza e di quella liste civiche riconducibili ad esponenti della ex Margherita/Pd. «Questa maggioranza non fa ragionamenti politici – dichiara Giocondo -. Essa non rappresenta il Pdl, ma solo ed esclusivamente gli interessi personali».
Prima della conclusione prende la parola anche Nicola Manco del Partito della Rifondazione Comunista e rappresentante del circolo “Vera Lombardi”: «Anche se non siamo rappresentati in consiglio comunale – dichiara – non facciamo venir meno il nostro impegno politico e sociale sul territorio» e cita la vicenda di “Via Sambuco” strada a limite tra i territori di Qualiano e Villaricca praticamente invasa da enormi cumuli di rifiuti. Questione più volte affrontata, grazie a loro, anche sui media locali che hanno portato i due comuni ad accordarsi per la rimozione della spazzatura, «ma che ad oggi è stata solo spostata».


