Scaduti i termini della diffida, resta il giallo sul futuro dei cinque consiglieri del Popolo della Libertà, che hanno formato un nuovo gruppo in seno al consiglio comunale ‘Raggruppamento per la Libertà’. Il coordinatore provinciale Luigi Cesaro e il vice Vincenzo Nespoli avevano invitato i dissidenti a rientrare nel gruppo consiliare della Pdl entro 15 giorni. Nessuna decisione ufficiale è stata presa. In settimana potrebbero dunque scattare sanzioni ai danni di Pietro Ciccarelli, Carmine Maisto, Pasquale Ascione, Simona Palumbo e Giulio di Napoli. I provvedimenti potrebbero essere evitati nel momento in cui i cinque tornassero sui propri passi. Il capogruppo Ciccarelli aveva così commentato la notizia della diffida: “Forse i vertici provinciali hanno frainteso la nostra decisione. La nostra non è una scissione ma solo un monito al partito a fare di più visto che tutte le cose che l’amministrazione sta facendo non viene veicolato nel modo giusto ai cittadini. Comunque se ci saranno le condizioni non esiteremo a fare marcia indietro e rientrare nel gruppo della Pd. Prima però è necessario che il partito si organizzi attraverso degli organi direttivi”. Ma non è solo questo il motivo che ha spinto i consiglieri i a formare un nuovo gruppo. Alla base della scelta c’è la volontà dei cinque consiglieri di chiedere un allargamento della giunta: “Vogliamo un esecutivo composto da 10 persone. La funzione del partito dovrebbe essere quella di chiedere maggior visibilità all’interno della giunta, stimolando il sindaco a prendere questa decisione”. Tre dei cinque consiglieri hanno però già avuto dal sindaco Pianese deleghe: Pasquale Ascione alle Strade, Fogne e Pubblica illuminazione; Carmine Maisto alla Polizia municipale, Viabilità e Traffico; Giulio Di Napoli alla Zona Asi e Politiche occupazionali. “Anche in altri comuni è capitata che il partito richiamasse il sindaco a rispettare gli accordi elettorali, non vedo nulla di strano” – ha affermato Ciccarelli – . “Il nostro intento è solo quello di dare un contributo fattivo al lavoro svolto da questa maggioranza all’amministrazione della città. Noi non avevamo informato gli organi provinciali perché abbiamo ritenuto che il problema fosse solo cittadino”. Cesaro e Nespoli hanno però provveduto a richiamare all’ordine i consiglieri dissidenti che a stretto giro dovranno prendere una posizione definitiva. “Il nostro è uno stimolo a fare di più perché lo stesso partitoriscuota più consensi alle prossime regionali. Rientreremo solo se ci sarà un partito meglio organizzato perché l’azione politica in una città grande come la nostra, non può essere demandata al solo gruppo consiliare e comunque, riteniamo che la dialettica interna ad un partito, sia una cosa della quale la città s’importi poco, noi pensiamo ai fatti”.
Giugliano: A rischio sanzione i consiglieri “dissidenti” del Pdl
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