HomePoliticaCalvizzano, intervista al sindaco Granata: «Basta inciuci»

Calvizzano, intervista al sindaco Granata: «Basta inciuci»

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“Basta inciuci”. Questo il commento del primo cittadino, Giuseppe Granata, all’indomani della querelle tra maggioranza ed opposizione. L’ennesima consumatasi sui muri, a botta di manifesti.

“Viviamo un clima particolarmente acceso, che dalle provinciali ha visto susseguirsi movimenti politici e partitici – spiega Granata – Ribadiamo, però, il nostro impegno nel rispetto delle linee politiche stabilite nel programma elettorale. Senza lasciarci intimidire”.

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Parla di intimidazione, a cosa si riferisce?
“Ad azioni politiche forti, ad esempio. Come quella mossa dai consiglieri d’opposizione, attraverso il manifesto comparso qualche giorno fa. Eppure a loro va il nostro rispetto. Se in passato si è trasceso, scendendo nelle pieghe di faccende personali, ce ne scusiamo”.

Sono anni, in effetti, che la politica calvizzanese passa per i manifesti. Manifesti spesso al vetriolo, che finiscono per essere deleteri. Eppure si continua per la stessa via. Perché?
“Perché è il mezzo più efficace, più immediato. Sebbene spesso sia controproducente. La piccolezza del paese, infatti, influisce spesso sulla mentalità e si finisce così su discorsi personali. Bisogna tornare a volare alto, ed a parlare di politica”.

Volare alto, in che modo?
“Affrontando argomenti concreti. Come quello della crisi economica, una realtà che ci tocca molto da vicino. Basti pensare al taglio dei fondi da parte dello stato, che va a colpire i trasferimenti. Oggi Calvizzano è costretta a scegliere tra il taglio dei servizi, oppure l’incremento delle entrate tributarie. Per mantenerci in equilibrio abbiamo, infatti, ridotto ad un terzo la spesa per le festività. A fatica, invece, grazie anche ai successi ottenuti dall’avvio della raccolta differenziata, siamo riusciti a lasciare immutata la tassazione sui rifiuti solidi urbani, mentre nella maggioranza dei paesi di Napoli la tarsu è invece aumentata. Nonostante tutto, il nostro impegno va avanti. Ed è concreto, si tocca.”

Ce ne può dare un esempio?
“Simbolo ne sono le opere pubbliche, per un totale di dieci cantieri aperti, tra la riqualificazione di via Pertini, Mazzini, Garibaldi, viale della Repubblica. Completata, inoltre, la tensostruttura alla scuola Polo, e la palestra ed otto aule all’elementare Diaz. A breve, inoltre, ci sarà il trasferimento degli uffici asl nel locali, più spaziosi, adiacenti la caserma dei carabinieri. Pronto, ancora, il bando pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato dei vigili urbani, ed anche quello del Servizio Civile, in seguito al accreditamento del comune come “soggetto attuatore”, e la presentazione di progetti propri, senza federarsi con altri enti”.

Tutto a gonfie vele, quindi. Eppure nei corridoi si sussurra di dissidi, forti, tra lei ed il presidente del consiglio Giuseppe Salatiello. Divergenze così forti che minerebbero addirittura la stabilità dell’attuale amministrazione.
“Queste sono voci di corridoio. Non mi pare che nella realtà sia una situazione così drammatica. In ogni caso non si tratta di dissidi personali, ma politici. Non riguardano, inoltre, specificamente la persona del presidente del consiglio, ma l’intero gruppo consiliare a cui è legato, l’unione di centro, il cui capofila è Antonio Martiello. Abbiamo una visione politica molto differente”.

Ce ne può dare un esempio?
“Le deleghe agli assessorati, come la parola stessa indica, non le scelgono i delegati. Le sceglie il primo cittadino. Su questo, ad esempio, non siamo d’accordo”.

Come pensa di risolvere tali divergenze?
“ Attraverso il dialogo ed il confronto. Dobbiamo garantire stabilità per fare il bene del paese”.

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