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giovedì, Maggio 19, 2022
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Salvato con un doppio trapianto, 16enne napoletano torna a casa per le feste


E’ tornato a casa per Natale il 16enne, ammalato di fibrosi cistica, che nello scorso ottobre è stato sottoposto nell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma a un doppio trapianto di fegato e polmoni. La malattia ha toccato anche il fegato e il pancreas del giovane napoletano. A fronte dell’aggravio delle condizioni il trapianto di uno o più organi coinvolti è l’unica cura possibile. Le condizioni del ragazzo erano davvero critiche quando si è reso disponibile un donatore idoneo al prelievo dei polmoni e del fegato. La sua famiglia ha festeggiato il suo rientro a casa con i fuochi d’artificio, gioia immensa della mamma.

INTERVENTO DA RECORD

È il primo trapianto combinato di polmoni e fegato eseguito interamente dagli specialisti del Bambino Gesù. L’intervento è durato complessivamente 22 ore; se si aggiungono anche le procedure di prelievo effettuate nell’ospedale del donatore, spiega una nota del Bambino Gesù, sono state necessarie più di 36 ore. Diverse le équipe coinvolte: cardiochirurghi, chirurghi del trapianto di fegato, cardioanestesisti e cardiorianimatori, anestesisti e rianimatori del trapianto di fegato, pneumologi, pediatri, epatologi, cardiologi, strumentisti della cardiochirurgia e del trapianto di fegato, infermieri del coordinamento trapianti, personale infermieristico della rianimazione cardiochirurgica, tecnici di radiologia e radiologi, tecnici di laboratorio e biologi, autisti e operatori socio sanitari. In totale più di 40 professionisti.

LA STORIA DEL RAGAZZO

Seguito nel Centro fibrosi cistica di Napoli dal 2016, a causa del progressivo peggioramento delle sue condizioni, il ragazzo è stato preso in carico dal Centro fibrosi cistica del Bambino Gesù in vista di un programma di trapianto. E lo scorso marzo è stato inserito nella lista di attesa per un trapianto combinato di polmoni e fegato. L’attesa per il sedicenne è stata lunga, con un progressivo peggioramento delle sue condizioni respiratorie che hanno portato, alla fine di settembre, a un ricovero urgente in terapia intensiva, con necessità di intubazione e ventilazione meccanica.

Finché non si è finalmente trovato un donatore disponibile. Dopo il lungo e complesso intervento, il giovane paziente è stato trasferito nella rianimazione cardiochirurgica e in seguito nel reparto di fibrosi cistica: 54 giorni dopo il trapianto è tornato a casa, dove è stato accolto con i fuochi d’artificio dai familiari.

LA FELICITA’ DELLA MAMMA DOPO L’OPERAZIONE

Oggi posso dire che i miracoli esistono – commenta la mamma del ragazzo – A Natale 2020 iniziavamo il percorso al Bambino Gesù con l’unica, ma incerta, prospettiva di un trapianto per salvare la vita di mio figlio. Averlo oggi a casa con me è il regalo di Natale più grande e inaspettato. Desidero ringraziare tutti i medici e gli operatori del Bambino Gesù per la loro professionalità e umanità e, soprattutto, per aver creduto con noi, e a volte più di noi, che mio figlio potesse tornare a vivere”.

Nessuno dei risultati eccezionali conseguiti e di cui siamo davvero fieri – sottolinea Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù – sarebbe mai possibile senza la generosità dei donatori e delle loro famiglie, chiamati alla più altruistica delle scelte nel momento più profondo della sofferenza personale. La loro disponibilità è l’elemento indispensabile per l’attività di trapianto di organi, che in Italia ogni anno cura più di 3.000 pazienti“.

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