HomePoliticaMarano, Perrotta "resta in sella": Non passa la sfiducia

Marano, Perrotta “resta in sella”: Non passa la sfiducia

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Perrotta resta in sella, la mozione di sfiducia non passa. Contro la sfiducia al primo cittadino si sono schierate tutte le forze politiche della maggioranza: Pd, Udc e Prc e l’indipendente di sinistra Stefania Fanelli. Sedici voti contrari, compresi quelli del sindaco e del presidente del Consiglio comunale Giovanni Gala, contro i quindici dell’opposizione, in pratica gli stessi che lo scorso 27 novembre si erano fatti promotori dell’iniziativa, la seconda partorita dalla minoranza nell’arco degli ultimi dieci mesi. L’esito della discussione è arrivato al termine di un lungo dibattito, durante il quale sono stati toccati svariati punti e contrassegnato dall’ennesima polemica, alimentata dal consigliere del Pdci Mauro Bertini, sulle presunte operazioni clientelari avallate dalla maggioranza, questa volta riferite alle recenti assunzioni effettuate dalla Enerambiente. “Questa maggioranza si regge grazie ai voti del sindaco e del presidente del Consiglio comunale – dice Castrese Alfiero, primo firmatario della mozione – Una giunta fallimentare ed eterogenea, che accomuna in un unico progetto Rifondazione, indipendenti di sinistra e Udc. Chi ha votato contro la mozione – aggiunge – si è assunto una grande responsabilità nei confronti della città. Sarebbe stato meglio ritornare al voto già dal marzo del 2010: il rischio di un commissariamento è dietro l’angolo”. Gli fa eco l’ex sindaco Bertini: “Perrotta è un sindaco strutturalmente incapace – rincara la dose – Questa maggioranza si è contraddistinta esclusivamente per le numerose operazioni clientelari messe in campo”. Secca la replica del primo cittadino: “I numeri, seppur risicati, sono dalla mia parte. Vado avanti nell’interesse della collettività. Sono tanti i progetti e le azioni messe in campo dalla mia giunta: dall’ampliamento del cimitero all’aver ottenuto finanziamenti europei che ridisegneranno il volto della città. Fatti concreti e non accuse strumentali come quelle pronunciate dal consigliere Bertini”.

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