HomePoliticaQualiano. "Progressioni verticali" al Comune, blitz della giunta

Qualiano. “Progressioni verticali” al Comune, blitz della giunta

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Il 30 dicembre scorso, a meno di quarantott’ore dall’entrata in vigore della Legge 150/09 “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”, meglio nota come riforma Brunetta, la giunta comunale di Qualiano ha approvato un provvedimento (con delibera numero 194), che prevede la “progressione verticale” per 23 posti nella pianta organica dell’Ente, appartenenti ai settori Affari generali e del Personale (9 posti), Politiche sociali (2 posti), Pubblica istruzione (2 posti), Attività produttive (1 posto), Polizia Municipale (2 posti), Finanziario (1 posto), Tributi (1 posto), Lavori pubblici (1 posto) e Pianificazione e gestione del territorio (4 posti). Si tratta in pratica di una avanzamento di carriera per altrettanti dipendenti del Comune, la cui selezione è riservata al solo personale interno.
Secondo i partiti di opposizione, il provvedimento adottato dall’amministrazione qualianese, sarebbe un vero e proprio “blitz” ingiustificato e, a giudicare dalle modalità di approvazione così “tempestive”, privo di urgenza e di qualsiasi beneficio per l’Ente. E a darne ulteriore prova, sono le “decise perplessità” espresse dalla Segretaria Generale del Comune, la dottoressa Maria Carmina Cotugno e i voti contrari di tre componenti della giunta su otto: Il sindaco Salvatore Onofaro insieme a Domenico Di Domenico, Donato Marrazzo, Stefano Castellano, Sabatino Carmine hanno espresso voto favorevole, mentre Vincenzo D’Alterio, Daniele Lanzano e Santolo Licciardiello hanno votato contro.
L’episodio ha scosso il panorama politico locale, tanto da innescare voci di una “crisi imminente”, circostanza formalmente smentita dalla maggioranza, ma avvalorata da un documento a firma dei consiglieri di maggioranza Vincenzo Toti (Pdl), Salvatore Apostoli (ex Idv), Nicola Licciardiello (ex Idv), Giulio Cacciapuoti (Pdl) e Marianna Zara (Pdl) con il quale si chiede al Presidente del consiglio comunale Giovanni Palma di inserire nel prossimo consiglio comunale utile, un punto all’ordine del giorno per “l’immediata revoca della delibera 194”.
«Chiediamo la revoca della delibera perché è illeggittima – afferma il consigliere Toti del Pdl – Le nostre perplessità sono le stesse della Segretaria Generale dell’Ente, ovvero – prosegue Toti – che i comma 1 e 2 dell’art. 24 della Legge 150/09 prevedono che la Legge stessa sia “applicata in ogni caso” e – aggiunge – che l’art. 52 L.165/01 consente la “progressione verticale” con riserva non superiore al cinquanta per cento a favore del personale interno. Tra l’altro, la delibera viola l’art. 4 del C.C.N.L. (Contratto collettivo nazionale di lavoro) dove viene specificato che le “progressioni verticali” sono oggetto di concertazione con le organizzazioni sindacali, circostanza che nel caso della delibera 194 – conclude Toti – non si è verificata».
Se l’argomento dovesse approdare nel prossimo consiglio comunale, l’amministrazione Onofaro rischierebbe grosso, poiché ai cinque consiglieri di maggioranza che hanno chiesto la revoca del provvedimento, si aggiungono i cinque consiglieri di opposizione: Francesco Odierno, Domenico Marrazzo e Tommaso Pelella (Udc), Ilaria Romano e Pasquale Liccardo (Pd), i quali proprio ieri hanno protocollato una richiesta analoga a quella della maggioranza, inviata al Presidente dell’assise. Lo scenario minaccia seriamente l’equilibrio di quest’amministrazione, vi è infatti un undicesimo consigliere che non si è ancora espresso in merito alla delibera e si è chiuso in un “profondo riserbo”, si tratta di Raffaella Marfella (Il Ponte) la quale “prende atto del parere contrario del proprio assessore di riferimento (Vincenzo D’Alterio) e si riserva di decidere nei prossimi giorni”.

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