Udc melitese nel marasma. Il commissario cittadino, Mafalda Amente, ha lasciato il partito per candidarsi alle Regionali con il Pdl: “L’Udc oggi? Un partito ondivago, nel caos, dove non si comprende la linea politica e si adotta la scelta dei tre forni: dove si può si sta al potere, o si mettono i bastoni fra le ruote di chi ben amministra solo per togliersi il classico personale sassolino dalla scarpa. Non sono questi i valori di riferimento di chi, come me, è abituata alla coerenza e si è formata nei sani valori della vecchia Dc. Preferisco un partito, la Pdl, dove i leader nazionali e locali sono in perfetta sintonia, vedi l’esempio che danno Luigi Cesaro e Vincenzo Nespoli”.
Ciro Alfano, commissario provinciale Udc, nomina Gino Gabbano, assessore al Bilancio e Urbanistica, commissario del partito a Melito. Il sindaco di Melito defenestra Gabbano: “E’ venuta meno la fiducia nei suoi confronti per comportamenti che, già in passato, non ho condiviso – dice Antonio Amente – . L’avevo bacchettato in più di un’occasione per scelte che non collimavano con la linea politica dettata dal sottoscritto nel rispetto della maggioranza che mi sostiene. La revoca delle deleghe è diventata un atto dovuto”.
Intanto il commissario provinciale Udc Alfano ha detto, in sintesi: “Non voglio fare polemica ma queste scelte del sindaco costringono l’Udc all’opposizione”. Su questa indicazione si è subito allineato Gianni Barretta, consigliere Udc legato a Gabbano. Ma in realtà gli altri e più pesanti politicamente, esponenti in Consiglio comunale dell’Udc, sconfessano il commissario provinciale.
“Ma quale opposizione, non andremo mai a sinistra – dice Carmine Sanarico -. Io e il consigliere Corrado, non condividiamo l’operato di Alfano. Ho fatto campagna elettorale per le provinciali scorse e per le ultime consultazioni europee ottenendo risultati notevoli. Stavamo lavorando per far crescere il partito: alcuni consiglieri volevano passare con l’Udc. Poi arriva Alfano e nomina un commissario senza consultare i tre consiglieri comunali e addirittura ora, ancora senza consultarci, vuole metterci all’opposizione. Probabilmente grazie all’operato del commissario provinciale e del neo commissario locale, l’Udc in Consiglio potrà trovarsi da potenziali 5 consiglieri ad uno con un bagaglio personale di 60 voti scarsi: se il partito dovesse continuare su queste linee, non avremo scelta se non quella di valutare il passaggio con la Pdl. Siamo persone serie, abbiamo un patto con gli elettori e con il sindaco Amente che sta amministrando bene. Non metteremo a rischio la maggioranza per beghe di potere personalistiche che vanno contro la città”.
“Non ritengo il consigliere Barretta all’altezza di sostenere l’operato della mia amministrazione né dal punto di vista personale, né professionale, né politico” ha aggiunto il sindaco Amente. Per me è già fuori dalla maggioranza”. “Le deleghe ad Urbanistica e Bilancio sono incarichi importanti che avevano consentito a Gabbano di uscire da quell’anonimato – conclude il primo cittadino – nel quale ora inevitabilmente ripiomba. Per ora li assumo io ad interim. Poi vedremo. Consulterò la mia maggioranza e deciderò. Possiamo fare a meno di chi ritiene di dover assumere posizioni ibride non compatibili con la nostra linea politica”.
Comunicato stampa
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

