Dopo quattro ore e mezza di discussioni e polemiche, è passato giovedì sera in Assise il Piano casa. Cinque i voti contrari (Pd, Prc e Gpv), un astenuto (Udc) e diciannove quelli favorevoli, con la maggioranza che ha potuto contare sull’appoggio di due consiglieri di minoranza, Aruta (Mpa) e Di Girolamo (Idv). Aspro il confronto tra gli opposti schieramenti, non sono mancate accuse reciproche e momenti di tensione. Bocciata la proposta presentata dalla giunta e letta in aula dall’assessore all’Urbanistica Roberto Castelluccio che prevedeva l’imposizione di limiti e paletti all’applicazione del Piano casa solo in quelle zone dove il Piano regolatore attualmente in funzione, risalente a 27 anni fa, non è stato ancora attuato. Dopo il siluramento bipartisan della proposta dell’esecutivo, concretizzatosi nel parere negativo espresso dalla IV commissione urbanistica, che ha criticato sia i metodi scelti che la sostanza del deliberato di giunta sul Piano casa, si è arrivati a formulare una proposta alternativa che prevede la realizzazione del Piano casa nelle zone previste dalla delibera di giunta e nelle zone E1, E2, rispettivamente E1 zona agricola normale e zona agricola di pregio, e nella zona G5, che secondo il Prg dovrebbe ospitare zone sportive ad uso collettivo. “Gli esperti dell’Università di Salerno hanno evidenziato la crescita esponenziali di insediamenti dagli anni ’80 ad oggi – ha affermato l’assessore Castelluccio – . Il mancato adeguamento del piano regolatore alla crescita demografica ha portato al nascere di abitazioni spontanee, spesso abusive. L’assurdo – ha dichiarato Castelluccio – è che si è costruito dove non era possibile farlo, e non si costruito sui suoli edificabili secondo il Prg in vigore, che difatti risulta ancora non attuato al cento per cento. Per non caricare ulteriormente un territorio già martoriato e per non dare un premio a chi ha edificato in dispregio delle norme edilizie avevamo deciso di limitare l’applicazione del Piano casa a determinate zone e rimandare alla redazione del Puc una crescita sostenibile”. “”Giugliano ha bisogno di infrastrutture e servizi e non di altro cemento – ha dichiarato invece il sindaco Giovanni Pianese – ci prepariamo ad affrontare l’arrivo di 5000 unità a causa dell’insediamento della base Nato a Lago Patria, senza contare i 30mila vani che secondo il Ptcp dovrebbero essere costruiti nel Giuglianese. La città, allo stato dei fatti, non può sopportare questo peso abitativo senza avere gli strumenti per fornire ai cittadini servizi e infrastrutture primarie. Ad ogni minima goccia di pioggia la rete fognaria cittadina va in tilt, per non parlare delle strade. Attraverso i progetti Più Europa, le compensazioni ambientali e gli Accordi di reciprocità siamo impegnati in un’affannata corsa alla ricerca di fondi. Il problema – continua Pianese – è che non c’è il tempo per programmare e pianificare gli interventi, ci muoviamo nella continua emergenza”.
Giugliano. Approvato il piano casa, bagarre in aula
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