HomePoliticaApprovazione del Piano Casa: commenti e reazioni

Approvazione del Piano Casa: commenti e reazioni

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Durante la seduta che ha visto l’approvazione del Piano casa si è consumato l’ennesimo strappo nella maggioranza. Il consigliere comunale indipendente Francesco Carlea (ex capogruppo Cpl) ha lasciato l’aula in aperta protesta contro la linea politica dell’esecutivo, affermando di essere pronto a non appoggiare più la maggioranza qualora le cose non dovessero cambiare. “Mi sono scocciato di questo modo di fare politica, se il sindaco non dà una sterzata non ha più senso restare in maggioranza. La scelta della giunta tecnica si è dimostrata un fallimento, non abbiamo bisogno di super assessori provenienti da altri paesi, Gugliano è una città che può vantare fior fiore di professionisti pronti a dare un contributo importante alla crescita della propria città”. Sulla stessa scia le dichiarazioni di Pietro Ciccarelli, capogruppo del ‘Raggruppamento per la Libertà’ che ha invitato il sindaco a prendere atto dello scollamento tra la giunta e i problemi della città”. “Apra gli occhi e prenda atto dello sfogo di Carlea – ha affermato Ciccarelli – . Bisogna puntare sui professionisti del territorio, c’è qualcuno pronto a cambiare residenza per avere maggiore attenzione da quest’amministrazione”. Evidente la provocazione dell’ex consigliere del Pdl, che però votazione finale del Piano casa ha ricucito lo strappo con l’intera maggioranza. “La coalizione è compatta, le critiche che rivolgiamo non devono essere interpretate come uno scontro ma come un confronto leale. Alcuni consiglieri di minoranza non gli ultimi a poter parlare dopo aver portato allo sfascio questa città con un malgoverno durato 15 anni” – ha tenuto poi a precisare Ciccarelli. Ma la frattura tra parte della maggioranza e l’esecutivo c’è e viene rimarcata ad ogni seduta di consiglio comunale. Lo stesso capogruppo del Pdl Antonio Dell’Aquila, in una nota di qualche giorno fa, aveva invitato il sindaco ad effettuare, a distanza di circa 2 anni dall’insediamento, una verifica di maggioranza, “per evitare contraccolpi sull’attività amministrativa e garantire l’agibilità dei lavori consiliari”. Il sindaco – almeno per ora – fa orecchie da mercante continuando diritto nella sua linea politica, coadiuvato dai quattro super assessori.

Duri i commenti dell’opposizione nell’ultima seduta di consiglio comunale, che ha visto diversi momenti di frizione. Ancora una volta, nel mirino dei consiglieri di minoranza, il ruolo degli assessori tecnici e i metodi scelti dall’esecutivo di portare gli atti in Assise. “Ci siamo ritrovati ad affrontare una discussione su un argomento così importante, che potrebbe avere forti ripercussioni sul territorio comunale avendo ricevuto solo quattro ore prima della seduta la proposta di delibera della giunta – ha affermato Luigi Sequino (Udc) – . Non è la prima volta che accade, è questo il modus operandi di quest’esecutivo. Non possiamo ridurci a decidere sempre all’ultimo momento utile. Con questo metodo i consiglieri hanno poco tempo per analizzare i documenti, spesso deficitari e monchi. E’ questo un metodo che mette sotto pressione l’intera Assise, per noi è inaccettabile. Come dichiarato nell’ultima seduta, la luna di miele all’interno della maggioranza è finita, la coalizione è sfilacciata, come dimostrano le parole di Carlea, dette con il cuore e senza nessun interesse particolare. Il sindaco prenda atto di questo scollamento tra la giunta e il consiglio e l’Assise stessa e la città”. “La proposta di delibera presentata dalla giunta dimostra la loro poca conoscenza del territorio giuglianese – ha sottolineato Aruta (Mpa) – c’era bisogno né di luminari nè di scenziati per capire che oramai la città è satura di cemento ed ha solo bisogno di essere infrastrutturata”. Secondo Domenico Taglialatela “Chi non condivide l’opera della giunta abbia il coraggio di fare scelte coerenti dichiarandosi ufficialmente fuori dalla maggioranza”. Evidente il riferimento a Carlea. “Bisogna smetterla a convocare l’Assise a pochi giorni dalla scadenza dei termini. E’ stato così per il Piano casa, così sarà per il Bilancio e il piano di Zona. In questo modo i consiglieri si trovano a lavorare con l’ansia addosso. E’ una forzatura del regolamento e delle regole democratiche”. Poi ha auspicato “un incontro tra i consiglieri e la giunta per ricomporre una spaccatura che può portare solo danni alla città”. Secondo Palumbo “la città bisogna porre un freno alla cementificazione e pensare d’ora in poi solo alla riqualificazione. Mi domando chi controllerà gli ampliamenti che verranno effettuati”. Duro l’attacco dell’ex sindaco Francesco Taglialatela (Pd): “La proposta della giunta era sbagliata nella forma e nella sostanza. E’ stata creata una forte sperequazione nell’individuazione delle zone dove è possibile effettuare gli interventi previsti nel piano casa. La divisione manichea fra buoni e cattivi non ha nessuna logica. Ancora una volta sono costretto a sottolineare la mancanza di confronto e concertazione degli atti posti in essere da questa giunta, sempre più lontana dai problemi reali della città. Sulla stessa scia le dichiarazioni di Pirozzi e Russo, capogruppo e consigliere del Pd, che hanno sottolineato l’inadeguatezza del piano presentato dalla giunta e della proposta alternativa poi approvata dalla maggioranza. “Stanno perdendo pezzi per strada, ne prendano atto” – ha affermato Pirozzi. Russo: “Per approvare il piano casa hanno usato lo metodo del Dos, che consiste nell’organizzare grandi convegni e poi prendere decisioni senza un minimo di confronto con la minoranza”.

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