Parla Lucia De Cicco, candidata al consiglio regionale della Campania alle elezioni di domenica e lunedì prossimo. Lucia, o meglio la “pasionaria” di Taverna del Re, si è candidata nella lista di Idv a sostegno del candidato presidente Vincenzo De Luca. Vive a a Giugliano, sulla fascia costiera: «Siamo Figli di un Dio minore, – afferma – e ciò si rileva dal fatto che la tanto ambita società civile, di cui tutti parlano, che debba partecipare attivamente alla vita politica, di fatto viene ostacolata e oscurata». Non ha sponsor che la sostengono ma ha « solo la voglia popolare di tentare di rappresentare i nostri territori che di fatto sono abbandonati e di “alzare la voce” rammentando ai nostri attuali politici, quali sono le vere istanze popolari, le verità, la legalità e le responsabilità delle amministrazioni e che devono rendere conto dei loro doveri e rispetto agli elettori e concittadini».
In molti già conoscono la sua storia. Lucia è stata lanciata alla ribalta dai media nei “giorni caldi” di Taverna del Re: era il 29 febbraio del 2008, Lucia per protestare contro la riapertura del sito di stoccaggio di ecoballe, si diede fuoco. «Ma oggi – afferma – tentano di oscurarmi», ma ciò nonostante continua a “muoversi” sul territorio sempre in modo silenzioso e senza cercare visibilità. Ha tentato di concorrere alle scorse Provinciali del 2009, creando una lista civica “Per il bene comune”, «ci hanno ricusato per un “vizio di forma”, sempre perchè siamo “figli di un dio minore” – rimarca – e forse con l’attuale “decreto Salvaliste” saremmo stati reintegrati».
Ha un carattere schivo, ma è testarda. Lucia è madre di famiglia, crede nei sani ideali, figlia di operai, chi vive sul territorio di Giugliano e nello specifico della fascia costiera, lo sa bene. «La decisione di candidarmi è avvenuta quando ho appreso la notizia della “costruzione di un nuovo inceneritore a Taverna del Re”, provvedimento passato alla Camera e tuttora al vaglio del Senato. Per coincidenze “astrali o fatali”, mi sono incontrata con Claudio De magistris e così è nata la candidatura, nell’ultima settimana di Febbraio. Quindi la mia candidatura è stata motivata principalmente da questo evento, quello dell’inceneritore, perchè mi sono sentita ancora una volta depredata, “violentata” da un’amministrazione che non rispetta e non tutela i propri cittadini. Durante la campagna elettorale delle comunali, non si accennava all’inceneritore, quindi ci hanno ingannato, ci svendono ai miglior offerenti, decidono delle nostre vite, senza ritegno. Nella nostra città c’è un aumento impressionante delle patologie tiroidee, delle problematiche respiratorie e tumorali. La mancanza di un referente sulla fascia costiera fa sì e dimostra, che siamo “figli di un Dio minore” e che non esiste in alcun modo risoluzione all’evidente e concreto stato di abbandono e illegalità in cui versa il territorio. Spero che la popolazione si desti da questo torpore, da questo senso di delusione e faccia una scelta rappresentativa votando coloro, auspicando che siano donne, che risiedono e vivono sul territorio, affinchè il nostro voto venga rispettato in pieno e siano pronti a darcene conto.
Il suo programma si fonda sull’impegno e sul rispetto delle problematiche ambientali e della legalità. «Dal rispetto di una seria e concreta politica ambientale – continua – derivano: opportunità lavorative, quindi creazione di posti di lavoro nel servizio di raccolta differenziata, attuando una politica di “rifiuti zero”, un serio sviluppo per le energie rinnovabili, alternative agli inceneritori e alla risoluzione dello smaltimento delle “balle di Taverna del Re”. Arredo urbano, piste ciclabili, riqualificazione della nostra costa e dei beni archeologici, ridando vita allo sviluppo dell’industria turistica e agro-alimentare, con il ritorno alle origini di quella che una volta era la “Campania felix” e infine il concreto interesse per la salvaguardia e tutela della salute pubblica, anche in tema della sicurezza stradale».

