HomePoliticaOre 24. Regionali: affluenza giù di oltre 8 punti

Ore 24. Regionali: affluenza giù di oltre 8 punti

PUBBLICITÀ

Ore 24. Sono i dati definiti dell’affluenza alle urne registrati alle 22: In Campania hanno votato il 43,27% degli aventi diritto con un calo di oltre 6,5% rispetto alle regionali del 2005, quando alle 22 aveva votato il 49,85%. Si conferma l’andamento anche sul dato nazionale: 47,08% rispetto al 55,96%, circa l’8% in meno. E’ l’Emilia Romagna l’unica regione che supera il 50%, con un dato sull’affluenza pari a 51,50%, ma con un calo tra i più consistenti: circa il 10%. Si confermano dunque anche in Italia i timori sull’astensionismo registrato in Francia poco più di due settimane fa, ma per sapere chi tra gli schieramenti uscirà realmente penalizzato, bisognerà aspettare fino alle 15 quando avranno inizio le operazioni di scrutinio .

Ore 22. Seggi chiusi. il voto riprende domani mattina alle 7 e si concluderà alle 15, dopodiché cominceranno le operazioni di scrutinio per le Regionali (per le comunali lo scrutinio inizierà martedì mattina alle 8). L’affluenza in Campania alle 22 è di circa il 42,17% (dato ancora non definitivo), rispetto al 47,71% di cinque anni fa il calo è ben oltre il 5% e la Campania si conferma tra le regioni di coda rispetto al dato dell’affluenza alle urne. A livello nazionale il calo dell’affluenza è più sensibile, alle 22 infatti hanno votato il 47,28%, il 9% in meno rispetto alla competizione elettorale del 2005 quando alle 22 aveva votato il 56,20% dell’elettorato. La regione con il maggior numero di votanti, in termini di percentuale è ancora l’Emilia Romagna con il 52% dei votanti (dati non definitivi).

PUBBLICITÀ

Ore 20. Si consolida il dato sull’affluenza prelevato alle 19 nei seggi. La Campania si attesta al 29,88%, segnando comunque un calo di circa 5% e conferma la posizione di coda nella classifica dell’affluenza alle urne insieme alla Calabria che fa segnare il 28,78% circa (dato non definitivo). L’Emilia Romagna fa segnare un dato definitivo del 39,61%, confermando il primato a livello nazionale. Il dato complessivo delle regioni al voto fa segnare un 35,13% che corrisponde ad un calo di oltre il 6%.

Ore 19. In campania ha votato appena il 28,71% degli aventi diritto. Cala l’affluenza di quasi 5 punti percentuale rispetto alle scorse regionali, quando alle 19 aveva votato il 33,45% degli elettori e la Campania si attesta come la regione dove si è votato di meno in termini di percentuale. Il dato nazionale va anche peggio: 35,79% contro il 42,78% di cinque anni fa. L’emilia Romagna si conferma come la regione dove hanno votato il maggior numero di elettori, sempre in termini di percentuale, infatti è l’unica a superare, alle 19, la soglia del 40%, con un calo comunque netto di 8 punti rispetto alle scorse elezioni.

Ore 13. Si consolida il dato dell’affluenza alle urne prelevato nei seggi alle 12 di oggi. In Campania la percentuale si attesta intorno al 8,32%, circa 2 punti in meno rispetto alle precedenti elezioni. Il dato nazionale è pari al 10,38, rispetto al 13,31 della scorsa tornata elettorale. Resta in coda la Basilicata con il 7,43%. Guida invece la classifica l’Emilia Romagna con il 12,96%. La prossima rilevazione è fissata per le 19 di stasera.

Ore 12. Giungono i primi dati sull’affluenza alle urne. In Campania alle 12 ha votato il 7,82% degli aventi diritto. La regione con la percentuale più alta di votanti è l’Emilia Romagna con il 13,20. Quella con la percentuale minore è la Basilicata con il 6,61%. La media nazionale si attesta intorno al 10,32%. Alle precedenti elezioni il dato era di 13,38. Il calo dunque si attesta intorno al 3%. Il calo si registra anche in Campania dove alle scorse elezioni la percentuale si attestava intorno al 10,%.

Urne aperte oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15 per il rinnovo di tredici consigli regionali tra cui la Campania. Si vota anche in venti comuni della provincia di Napoli. Sono quattro candidati, tutti uomini. Per sostituire Antonio Bassolino si sono candidati: Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, sostenuto da Pd, Campania LIbera, Italia dei valori, Sinistra ecologia e libertà, Lista Bonino Pannella, Verdi con De Luca, Alleanza per l’Italia. Suo principale oppositore sarà Stefano Caldoro, sostenuto da Pdl, Udc, Udeur, La Destra, Adp, Alleanza di Centro – DC, Noi Sud, Mpa. La Federazione della sinistra candida il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, mentre il movimento 5 stelle candida Roberto Fico. In tutto le liste sono 18.

Scheda verde. Per le regionali gli elettori riceveranno una scheda verde che reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di presidente, al cui fianco sono riportati, il contrassegno del gruppo di liste ovvero i contrassegni dei gruppi di liste riunite in coalizione con cui il candidato è collegato. Ciascun elettore può, con un unico voto, votare per un candidato alla carica di presidente e per una delle liste a esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste. Nel caso in cui l’elettore tracci un unico segno sulla scheda a favore di una lista, il voto s’intende espresso anche a favore del candidato presidente a essa collegato. Ciascun elettore può, altresì, votare per un candidato alla carica di Presidente, anche non collegato alla lista prescelta, tracciando un segno sul relativo rettangolo (cosiddetto voto disgiunto). L’elettore può esprimere, nelle apposite righe della scheda, uno o due voti di preferenza, scrivendo almeno il cognome dei due candidati consiglieri compresi nella lista stessa. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Lo scrutinio. Per le regionali l’elezione è diretta e a un solo turno. Lo scrutinio inizierà lunedì 29 marzo, subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti. La maratona dunque avrà inizio alle 15 e sancirà anche la ripresa dei talk show politici sospesi nel periodo di campagna elettorale.

Sono chiamati al voto oltre 41 milioni di elettori. L’appuntamento più atteso e più consistente, per il suo impatto politico, è ovviamente quello delle regionali. Si vota in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Solo in Campania sono 4.945.381 gli elettori chiamati al voto.
La mappa politica attuale è a favore del centrosinistra per 11 a 2: solo Veneto e Lombardia sono al momento in mano al centrodestra. Occhi puntati, quindi, soprattutto su quest’appuntamento per verificare come si ridisegnerà la compagine delle Regioni. Se il blocco dell’Italia centrale, con Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria, non sembra in discussione e dovrebbe veder confermata, in termini di colore politico, la leadership attuale, ben più incerto appare invece il risultato in territori come il Piemonte, il Lazio, la Liguria, la Puglia.
Oltre che per le regionali si vota anche in quattro province e 462 comuni. Le provinciali toccheranno Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta. La scheda è quella gialla. Attualmente tre delle 4 Province chiamate alle urne hanno una giunta di centrosinistra: L’Aquila, Caserta e Viterbo. Scheda azzurra invece per eleggere primi cittadini e consigli comunali. Dei numerosi comuni interessati dal voto, nove sono capoluogo di provincia: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera e Vibo Valentia. Per scegliere i sindaci dei centri maggiori – così come per i presidenti di provincia – é previsto il doppio turno. Nei comuni più piccoli, invece, sotto i 15 mila abitanti si vota con turno unico.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ