Secondo giorno da sindaco per Giovanni Porcelli, la cui proclamazione ufficiale avverrà venerdì, mentre in città è ancora forte l’eco del suo netto successo elettorale. Con una coalizione considerata anomala, composta da Udc, Mpa, Api, Idv e da tre liste civiche, è riuscito a prevalere su avversari sostenuti dai due grandi colossi: Pd e Pdl. Un terzo polo, insomma, che ha fatto breccia nella testa degli elettori, sulla cui tenuta futura il neo primo cittadino ostenta un cauto ottimismo. Sul fronte strettamente politico, poi, in primo piano anche i rapporti con i partiti che non hanno sostenuto la sua candidatura, in primis con il Pd, partito dal quale era fuoriuscito in aperta polemica.
A Mugnano, così come in altre realtà del Napoletano, la nascita di un polo equidistante dai due grandi colossi, Pd e Pdl, è stato salutato con grande favore dagli elettori. Siamo di fronte ad un semplice quanto efficace escamotage elettorale o si tratta di un progetto politico destinato a durare nel tempo?
“Nella nostra città il bipolarismo ha subito una grave battuta d’arresto. Soltanto nei prossimi mesi, però, potremo dire se l’esperimento messo in campo potrà tradursi in un progetto politico di ampio respiro, capace di resistere nel tempo. La costituzione di un polo alternativo al centrodestra e al centrosinistra è anche e soprattutto frutto di un malcontento popolare. Con il loro voto, gli elettori hanno voluto punire un sistema partitico che, col tempo, è diventato autoreferenziale, distante dalle reali esigenze della cittadinanza”.
In che rapporti è con il suo ex partito, il Pd, i cui vertici hanno preferito appoggiare la candidatura di Vincenzo Massarelli e dal quale era fuoriuscito in aperta polemica?
“A livello locale i rapporti con gli esponenti del Partito democratico sono ormai lacerati. Da qualche tempo sottolineo il fatto che il Pd locale si è tramutato in un luogo di potere poco aperto alle istanze della gente. Di taglio completamente opposto, invece, sono le dinamiche sovracomunali: i rapporti con gli organi provinciali e regionali sono più che buoni”.
Quale sarà il suo primo atto da sindaco?
“Dopo la proclamazione ufficiale, che avverrà nella giornata di venerdì e il successivo incontro operativo con il comparto dirigenziale del Comune, ci metteremo subito a lavoro per predisporre il bilancio previsionale: avremo soltanto due settimane di tempo per approvare l’atto più importante di tutta la vita amministrativa”.
A quando la nomina degli assessori? C’è già un’intesa sul nome del futuro vicesindaco?
“I tempi per la nomina della giunta saranno molto stretti. La squadra di governo sarà composta da otto assessori, alcuni dei quali saranno espressione della società civile, ovvero delle professionalità più quotate della città. Sul nome del vicesindaco non c’è ancora nulla di definito. Identico discorso sulle deleghe che potrei mantenere ad interim”.
Munianun spa, mercato ittico, impianti sportivi. Come intende muoversi?
“Come ho già avuto modo di precisare nel corso della campagna elettorale, la Munianun spa necessita di un piano di rilancio. Occorre operare sulla qualità dei servizi che si intende offrire alla cittadinanza ed evitare inutili sprechi di risorse economiche. La gestione del mercato ittico, invece, sarà svolta da una struttura ad hoc. In ottica impianti sportivi, infine, il primo atto che predisporrò sarà il ripristino del manto erboso dello stadio Vallefuoco: una struttura che vogliamo preservare ad ogni costo”.
In passato, per i Ds, lei è stato vicesindaco della giunta guidata da Daniele Palumbo. Un bagaglio di esperienza importante, insomma. Errori da evitare?
“Non bisogna in alcun modo perdere il contatto con la città. Un buon amministratore non deve chiudersi in una sorta di Torre d’Avorio”.
Il Mattino 14/04/2010

