HomePoliticaTermovalorizzatore: dall'opposizione una pioggia di critiche

Termovalorizzatore: dall’opposizione una pioggia di critiche

PUBBLICITÀ

Pioggia di critiche e di accuse verso il sindaco e tutta la maggioranza sono venute dai banchi dell’opposizione, fortemente contraria alla costruzione di termovalorizzatore per smaltire le ecoballe di Taverna del Re. Tra i primi ad intervenire Luigi Aruta, eletto nella lista civica ‘Democrazia e Coerenza’ ed ora nel Mpa. “Si parla di legge dello Stato. Anche quella che aveva istituito il tribunale a Giugliano è una legge dello Stato, eppure dopo oltre dieci anni, non è stato fatto un bel niente. Siamo stati eletti per fare l’interesse della collettività e non delle grandi aziende economiche. Se non siamo in grado di difendere il nostro territorio credo sia cosa opportuna da fare di andare tutti a casa. La città di Giugliano ha subito negli ultimi anni un forte svuotamento istituzionale. Non c’è nessun esponente né in Provincia né in Regione né tantomeno in Parlamento. Questo fa sì che la nostra città venga continuamente mortificata. Prima con l’apertura di Taverna del Re, poi con l’ampliamento, infine col termovalorizzatore. Senza parlare del protocollo stipulato con Bertolaso, che si è rivelato come un libro dei sogni così come noi della minoranza avevano più volte denunciato. Non so quale sia la soluzione più idonea dal punto di vista scientifico – ha affermato Aruta – ma certamente so che non è quella dell’inceneritore”. Diversi gli interrogativi posti dal consigliere del Prc Luigi Palumbo: “Che tipo di impianto si vuole costruire? Con quali risorse? In quale area? Smaltirà solo i rifiuti di Giugliano? Che fine farà? E la bonifica?”. Tutte domande seguite da un’analisi tecnica-scientifica dei danni provocati dai termovalorizzatori. “Lo Stato ha deciso per noi, sulle nostre teste. Ancora una volta. Eppure sono state emanate altrettante leggi che inquadravano Giugliano come sito di interesse nazionale a rischio ambientale. La bonifica è rimasta solo un sogno, così come il tanto decantato protocollo stipulato con Bertolaso”. Secondo Domenico Taglialatela (GpV): “E’ giusto che ogni consigliere si esponga in Assise per chiarire ai cittadini il proprio pensiero in ordine alla costruzione di un inceneritore. Siamo in debito con la cittadinanza, a cui era stata garantito che mai altri siti di rifiuti sarebbero stati aperti in città. Dieci anni di bugie sono anche troppi”. “Vogliono costruire a Giugliano il polo di smaltimento dei rifiuti del Sud Italia – ha dichiarato invece Giuseppe Di Girolamo (Idv) – sarebbe l’ennesimo colpo di grazia per un territorio per anni già devastato dalle ecomafie e dall’emergenza rifiuti. Quello giuglianese è un territorio che ha già subito tanto, l’inceneritore sarebbe l’ennesima mortificazione. Sappiano tutti – ha affermato Di Girolamo – che ci sono regioni d’Italia che stanno candendo in emergenza rifiuti come il Lazio, la Calabria, la Puglia e la Sicilia. Non vorrei che i rifiuti di queste regioni venissero smaltiti nell’impianto di Giugliano”. “Basta con lo scaricabarile e con il palleggio di responsabilità oramai passate – ha affermato invece Luigi Sequino – . Troviamo insieme una soluzione alternativa al termovalorizzatore. Questo territorio ha già dato. Ora i cittadini chiedono la bonifica, i ristori, l’aumento della differenziata, l’abbattimento della Tarsu, un polo ospedaliero specializzato in oncologia”. Di “ennesimo disastro ambientale – ha parlato il capogruppo del Pd Nicola Pirozzi – basta promesse, questa città ha bisogno di risanamento”. La proposta finale di Francesco Taglialatela di votare un ordine del giorno per escludere il termovalorizzatore come tipo di impianto da costruire non è stata messa ai voti. “Segno che quest’amministrazione ha già deciso cosa fare. Sono fortemente contrario all’inceneritore e come me tanti consiglieri, anche di maggioranza, che però si nascondono dietro ad un velo”.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ