HomePoliticaMarano. E' guerra legale sul sito di stoccaggio

Marano. E’ guerra legale sul sito di stoccaggio

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E’ guerra legale sulla cava di via Cupa del cane. Il Comune è stato citato in giudizio per danni dai fratelli Liccardo, proprietari dell’invaso che ha ospitato il sito di stoccaggio provvisorio a due passi dalla discarica di Chiaiano, individuato dall’amministrazione comunale per contenere i disagi legati all’emergenza rifiuti e posto sotto sequestro nel 2008 dai carabinieri della tenenza cittadina. La richiesta di risarcimento avanzata dai legali dei fratelli Liccardo è pari a 119 mila euro, una cui parte sarebbe dovuta per il mancato sgombero dell’area in cui il Comune – che aveva preso in affitto l’area per un importo lordo di 7mila euro al mese, comprensivi di servizi di custodia, guardiania, fornitura elettrica e idrica e movimentazione di terra – stoccava provvisoriamente l’immondizia. L’iter giudiziario, dopo la prima udienza tenutasi il 19 gennaio scorso, proseguirà con la nuova udienza fissata per l’11 gennaio del 2011. La vicenda è strettamente legata alla disavventura giudiziaria che ha colpito il sindaco Salvatore Perrotta, rinviato a giudizio per le presunte irregolarità riscontrate dalla magistratura, tutte inerenti la realizzazione e la gestione della cava di proprietà dei fratelli Liccardo. Primo cittadino che, per la vicenda del sito di trasferenza provvisorio, ha rimediato un lungo periodo divieto di dimora sul territorio comunale e un processo per i reati di abuso in atti d’ufficio, falso ideologico e procurato danneggiamento alle casse comunali: un processo la cui prima udienza, dopo il rinvio di marzo, è fissata per oggi. “Il Comune ritiene di avere tutte le carte in regola – dice il primo cittadino – tantevvero che si è opposto in giudizio e sarà dunque un giudice a stabilire da che parte stia la ragione: d’altra parte, il contratto definisce inequivocabilmente a chi spettava la bonifica dell’area, cioè ai proprietari del terreno. E’ opportuno ricordare che, in ogni caso – conclude Perrotta – la zona in questione è interdetta a chiunque, essendo stata dichiarata area di interesse strategico nazionale”.


Il Mattino 06/05/2010

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