Al centro del dibattito, in questi giorni, è finito il Palazzo Baronale di Villaricca, la struttura acquisita al patrimonio comunale e, da alcuni anni, in corso di ristrutturazione. E’ Francesco Guarino, capogruppo del Pdl in consiglio comunale a richiamare l’attenzione sulla vicenda nell’ultima assise: «Dopo settimane in cui la scena politica è stata attratta dal toto candidature, credo sia venuto il momento di riportare al centro della discussione i contenuti politici e programmatici. La riflessione nasce dalle interrogazioni discusse dal sottoscritto nel consiglio comunale Del 15 giugno scorso, in particolare sul palazzo Baronale. L’opera necessita ancora di numerosi lavori di ristrutturazione. In modo particolare quelli relativi all’abbattimento delle barriere architettoniche. Il fatto drammatico è che il Palazzo Baronale doveva essere inaugurato nel 2006, oggi scopriamo che i fondi per i lavori di abbattimento di barriere architettoniche non sono stati previsti neanche nel prossimo bilancio di previsione, ma si attende che arrivino dalla Regione (parole dell’attuale vicesindaco Di Marino). Il paradosso è che l’abbattimento delle barriere architettoniche è un obbligo di legge, non derogabile e che invece non è stato previsto nelle previsioni di Bilancio. Questa amministrazione doveva misurarsi sulla capacità di gestione del Palazzo Baronale, sulla capacità di attrarre e avviare iniziative culturali di spessore. Ricordo ancora le parole dell’ex Vicesindaco Palumbo quando sosteneva che il Palazzo avrebbe attratto turisti, addirittura Giapponesi. Allo stato attuale non si riesce a determinare con certezza neanche se il Palazzo avrà un’inaugurazione. Intanto parte dei lavori già eseguiti negli anni necessitano di ritocchi o di nuova ristrutturazione».
Non si è fatta attendere la risposta dell’attuale vicesindaco Giosuè Di Marino che, dopo le dimissioni del sindaco Raffaele Topo, ha in mano le redini dell’ente: «I lavori al Palazzo Baronale sono terminati, mancano, oltre all’ascensore, alcune rifiniture interne e gli arredi. Riguardo all’ascensore esterno, appena sarà approvato il bilancio, provvederemo ad un affidamento diretto e per settembre sarà tutto pronto. Guarino sa bene – afferma Di Marino – che nel 2008 la Regione approvò con un impegno esecutivo, un progetto per il rifacimento del giardino, della piazza esterna e per la costruzione dell’ascensore. Bene – continua – quei soldi non sono mai arrivati, ma sia il giardino che la piazza esterna, oltre che ad una lunga serie di opere, sono state ugualmente finanziate con soldi del bilancio comunale. Ad oggi – prosegue Di Marino – siamo l’unico comune del territorio che attinge ai fondi di bilancio per la costruzione di opere e la fornitura di servizi. Siamo il comune con il livello più basso di imposizioni e nonostante il taglio da parte del governo di ingenti trasferimenti, a partire dall’Ici, abbiamo il livello più alto nella fornitura dei servizi rispetto ai comuni limitrofi. Fare la polemica sul Palazzo Baronale – conclude Di Marino – è segno che il centro destra è a corto di argomenti».
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