HomePoliticaMastrantuono e Molino: «Arabia, la vittoria di Pirro!»

Mastrantuono e Molino: «Arabia, la vittoria di Pirro!»

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Leggiamo con stupore (ma non eccessivo) il comunicato stampa del Circolo PD di Villaricca all’indomani del congresso e, sul punto siamo “costretti” ad intervenire per fare alcune considerazioni.

Insieme a tanti giovani amiche ed amici siamo stati tra i cofondatori del PD di Villaricca contro tutti gli scetticismi iniziali, anche quelli più autorevoli, contribuendo a far nascere e crescere il circolo PD di Villaricca e costituendo, senza indugi, il gruppo consiliare del PD.

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Abbiamo sempre puntato sulla valorizzazione del PD cercando di dare priorità all’appartenenza ed alle scelte del partito, quest’ultime troppo spesso e con troppa disinvoltura disattese.

E, nel pieno rispetto dei principi fondanti il PD, ci siamo sempre impegnati affinché nel partito fosse dato concreto “spazio ai giovani” (evitando che quest’affermazione diventasse solo uno slogan) e si contribuisse alla formazione ed al rinnovamento della nuova classe dirigente, che partecipi “realmente” alla vita politica e non che la “subisca”.

Orbene, proprio in ossequio a dette “motivazioni”, condivise da tutti, non abbiamo partecipato al congresso provinciale dove volevano farci “ratificare” decisioni (di pochi) già prese e non condivise.

Al contrario, nel congresso del Circolo di Villaricca abbiamo sostenuto e chiesto di sostenere con estrema convinzione il candidato segretario Marco Migliaccio, giovane professionista di lunga militanza politica e cofondatore del PD Villaricchese. Un candidato “kamikaze”, che sulla carta non poteva mai avere i numeri per vincere e che nonostante ciò si è egualmente proposto; un candidato estraneo alla logica dei tesseramenti, che per essere eletto necessitava di una scelta e non di una tessera.

Per questo lo abbiamo sostenuto! Per vedere se veramente il partito voleva puntare sul rinnovamento della classe dirigente, offrendo una possibilità concreta ad un giovane che ha avuto il “coraggio” di mettersi in discussione rompendo gli schemi dell’assuefazione generale.

In altre parole, ci siamo comportati da Democratici!
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Purtroppo, però, si è voluto dare una lettura distorta e strumentale a questa scelta, la si è voluta qualificare come una sorta di “lesa maestà”, “l’ardire di giovani marmotte” di voler (tentare) di rompere un monocolore (di cui tutti si lamentano).

In particolare, abbiamo assistito ad un inspiegabile accanimento ed un’inutile dimostrazione di forza, di cui, francamente, a distanza di un settimana non ne comprendiamo ancora le motivazioni; uno “spiegamento di forze” sproporzionato e spropositato che ha visto la partecipazione di molti, ormai scomparsi dai nostri ricordi, ma che hanno trovato in questo congresso (finalmente) le giuste motivazioni per “impegnarsi” e “riapparire”. Abbiamo avuto il piacere di vedere tanti iscritti che hanno avvertito il “richiamo” del congresso, alcuni dei quali pensavamo anche passati a miglior vita.

La cosa ci conforta tanto e ci fa sperare bene per il futuro!
Il Congresso è ormai finito, si è concluso con l’elezione di Vincenzo Arabia. È stato un congresso che si è svolto regolarmente e che accettiamo senza “se” e senza “ma”: Enzo Arabia è il nostro segretario ed a lui vanno i nostri più sinceri auguri.

Con queste premesse, però, ci rammarica – davvero tanto – che il partito faccia un comunicato stampa inopportunamente provocatorio che, altro non fa, che gettare le basi per inutili e dannose divisioni: voler dividere il partito tra “vincitori” e “vinti” istiga i “vinti” a dividersi e non fa comprendere ai “vincitori” che, se vittoria c’è stata, in questo contesto trattasi di “vittoria di Pirro”.


Francesco Mastrantuono

(Consigliere comunale PD – Capogruppo)

Mario Molino
(Consigliere comunale PD)

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