«Penso di avere chiarito tutto quello che c’era da chiarire. I magistrati sono stati gentili e disponibili». Lo ha detto l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino al termine dell’interrogatorio al quale e stato sottoposto per circa quattro ore alla Procura di Roma nel’ambito delle indagini sulla cosiddetta P3. Cosentino è sotto inchiesta per associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge Anselmi sulla costituzione di società segrete.
Gli episodi nei quali è coinvolto – ha sottolineato Cosentino «sono l’accelerazione dell’iter del ricorso in Cassazione presentato contro la richiesta di arresto fatta dai pm di Napoli ed il tentativo di discredito dell’attuale governatore della Campania Stefano Caldoro».
«Penso – ha concluso – di aver dato risposte a tutte le domande». Il parlamentare, interrogato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli, non è voluto entrare nel merito degli aspetti toccati durante l’interrogatorio.
All’uscita dalla procura ha spiegato: «Quando io ho preso il Pdl in mano in Campania eravamo opposizione in tutte le realtà locali, con me siamo ora al governo nelle principali realtà. Pensate che uno con questo ruolo e con questa forza si metta ad operare dei dossieraggi per fare cosa? Per screditare un candidato che io ho voluto insieme a tutto il partito e a tutti gli eletti? Mi pare pura fantasia»
Caldoro. «Non c’entra nulla con il dossier? È anche quello che ha detto al premier Berlusconi ed a me», questo il commento lapidario del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, raggiunto telefonicamente dall’ANSA, in merito alle dichiarazioni di Cosentino. Il presidente della Regione Campania ha aggiunto: «La candidatura alla presidenza è stata una scelta di Berlusconi, poi sostenuta dal Pdl».
La nota del Pdl Campania. La candidatura a governatore della Campania di Stefano Caldoro non fu imposta da Berlusconi ma individuata in piena sintonia con il partito su scala locale. Questa la precisazione contenuta in una nota del coordinamento regionale del Pdl della Campania. «Pieno accordo con quanto affermato dal presidente Caldoro – si afferma nella nota del partito guidato in Campania da Nicola Cosentino – in merito alla scelta della sua candidatura vincente da parte di Berlusconi. Ma, per amore di verità, si precisa che il Presidente Berlusconi non ha mai, in nessuna occasione, imposto nomi. Le candidature di tutti i governatori alle elezioni regionali sono state scelte dal premier, ma sempre in piena condivisione con le classi dirigenti locali». «Ciò – sottolinea la nota – è valso sia nel caso dell’on. Cosentino, la cui candidatura era stata promossa dagli eletti del PdL della Campania (sindaci, presidenti di Provincia, parlamentari), sia, dopo il passo indietro del coordinatore regionale, per la candidatura dell’on. Caldoro».
Nessun commento da parte del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo salvo che l’atto istruttorio «non ha riguardato la parte relativa al contenuto delle intercettazioni telefoniche poichè quelle relative a parlamentari non sono utilizzabili». (ilmattino.it – 18/07/2010)


