HomePoliticaDebiti: il Tar nomina il commissario ad acta

Debiti: il Tar nomina il commissario ad acta

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Debiti insoluti, il Tar dà il via libera al commissario ad acta. Il tribunale amministrativo si è espresso sul ricorso presentato dall’avvocato Luigi Cavalli, il legale che ha ottenuto la nomina del commissario ad acta per il pagamento di 60mila euro: spese legali relative alla difesa dei coloni ai quali, nel 1994, furono espropriati i terreni appartenuti agli ex educandati religiosi, poi destinati a un piano di lottizzazione denominato C1 realizzato da alcune cooperative. Un’area ubicata nell’attuale via Falcone, nei pressi del tratto ferrato pedemontano, acquisita al patrimonio del Comune di Napoli in seguito allo scioglimento dell’Ipab. Il Comune di Marano è stato condannato inoltre al pagamento di circa 8mila euro quale somma da corrispondere per il lavoro che sarà chiamato a svolgere il funzionario nominato dal tribunale amministrativo regionale. La vicenda ha aperto l’ennesimo fronte polemico tra la giunta Perrotta e l’ex sindaco Mauro Bertini, artefice nel 1994 della transazione con i coloni. “Ho certezza che, all’epoca dei fatti, raggiungemmo l’accordo economico non solo con i contadini ma anche con lo studio legale Cavalli – spiega Bertini – L’amministrazione avrebbe dovuto effettuare ricerche per verificare la regolarità del procedimento”. Accuse prontamente rispedite al mittente: “Sono debiti contratti dalla vecchia amministrazione e mai onorati”, ribatte il sindaco Salvatore Perrotta. La nomina del commissario ad acta è l’ultimo atto di un iter caratterizzato da diverse tappe. Contro il provvedimento del Tar, il Comune avrebbe potuto opporre ricorso o, in alternativa, onorare il debito – risparmiando in tal modo sulle spese accessorie – subito dopo la notifica del decreto ingiuntivo. Sulla vicenda interviene anche il dirigente dell’area economico-finanziaria, Domenico De Biase. “Ci sono alcuni debiti, come nel caso del pagamento della parcella dell’avvocato Cavalli – sottolinea De Biase – che andrebbero riconosciuti in tempi celeri: corriamo infatti il rischio di dover far fronte ad ulteriori aggravi di spesa”. (Il Mattino 19/08/2010)

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