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Intervista esclusiva al sindaco di Giugliano

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Intervista esclusiva al primo cittadino di Giugliano, l’avvocato Giovanni Pianese, 64 anni, già sindaco di Giugliano tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ’90. Tre volte consigliere regionale: dal ’90 al ’95, dal 2000 al 2005 e poi fino al 2008 quando, appoggiato da 9 liste di centro – destra, prenderà di nuovo in mano le redini della terza città della Campania. Pianese risponde alle domande di InterNapoli.it. Molti i temi affrontati: dalla politica ai rifiuti, dalla questione Rom all’economia e poi il problema delle ecoballe di Taverna del Re, i roghi tossici e il commercio.

Si è aperta in questi giorni la discussione sul tema della giunta e di un eventuale rimpasto. Cosa accadrà?
Si tratta di una normale verifica di maggioranza, un “tagliando” di metà mandato. Con la giunta minima di quattro assessori, più le deleghe ai consiglieri, abbiamo dato un’impostazione stabile. L’intenzione è quella di proseguire sulla stessa linea.

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Alcuni gruppi consiliari di maggioranza reclamano presenza in giunta. Cosa farà? Cederà alle loro richieste?
Si tratta di pretese da Manuale Cencelli. Legittime, intendiamoci. Vengo dalla “scuola democristiana” per cui non mi scandalizzo davanti a simili richieste. Resta il fatto che non vedo la necessità né di nominare nuovi assessori, neppure di allargare la giunta. Dico sì alle deleghe ai consiglieri. È una scelta che garantisce presenza politica. I consiglieri eletti hanno fatto campagna elettorale ed hanno un preciso impegno con gli elettori, non dimentichiamolo.

Roghi e questione Rom. Un binomio o semplicemente due problemi diversi?
Il Prefetto ha convocato un tavolo sulla questione. Il binomio c’è, ma arriva non oltre il 90%. Per il resto si tratta di fenomeni locali: criminalità e delinquenza. Il problema dei rom richiede politiche Europee e va comunque decontestualizzato dal fenomeno dei roghi di rifiuti tossici. Sarebbe però un errore dire che tra i due problemi non vi è alcuna relazione. La questione rom è legata ad una serie di problemi, come ad esempio la non facile integrazione con il territorio oppure le scarse condizioni igieniche in cui vivono. Il problema dei roghi tossici, di base è certamente un fenomeno criminale ma, in alcune aree ben localizzate, è legato indubbiamente anche alla presenza dei rom.

Separiamo per un attimo i due problemi. Come intende affrontare la questione dei roghi tossici?
Diciamo innanzitutto che non esiste una soluzione metodica. Le forze dell’ordine, polizia municipale compresa, sono disponibili ad intervenire ogni qualvolta vengono allertate, ma sappiamo bene che dal momento in cui scatta l’allarme fino all’arrivo delle forze dell’ordine, il peggio si è già consumato. Il presidio delle aree è poco fattibile, non solo per la scarsità di uomini e mezzi, ma anche per la vastità del territorio e dell’elevato numero di zone, spesso impervie, in cui vengono appiccati i roghi. Al momento l’azione preventiva nei confronti dei gommisti è la cosa più fattibile. C’è tuttavia il riconoscimento da parte del Prefetto della situazione di emergenza. Sono al vaglio anche altre soluzioni.

Torniamo al problema Rom. Si parla di un imminente sgombero dei campi in zona Asi. Lei conferma la notizia?
Sappiamo quello è stato scritto nei giorni scorsi. Abbiamo ricevuto l’invito, da parte del Prefetto, a terminare i lavori del nuovo campo che dovrà accogliere circa 24 famiglie. Entro il 25 ottobre sarà completato, così come il muro perimetrale. Abbiamo predisposto assistenza per i minori, i malati e gli anziani. Per quanto ci riguarda noi siamo pronti.

Dove andranno i Rom sgomberati dalla zona Asi di Giugliano?
Questo non lo sappiamo. Bisognerebbe chiederlo al Prefetto di Napoli.

Gli industriali hanno accolto con soddisfazione la decisione del Prefetto sullo sgombero dei campi nomadi. Ci sarà il tanto atteso rilancio della zona industriale?
C’è sempre stata convergenza con gli industriali della zona Asi. È un territorio particolare a vocazione industriale. Ci aspetta molto lavoro per recuperare le aree oggi occupate dai campi nomadi. Il primo passo sarà la bonifica dei terreni. L’obiettivo è quello di ristabilire il clima di fiducia necessario che manca ormai da molti anni.

Passiamo al tema dell’economia. I progetti “Più Europa”, “Jessica” e gli “Accordi di reciprocità”. Si parla di milioni di euro che rischiano di saltare da un momento all’altro. A che punto sono?
Per “Più Europa” e “Jessica” c’è ancora uno spiraglio aperto. Si tratta di progetti non più rifinanziabili e sottoposti ai tempi dettati dalla normativa comunitaria. Ci troviamo però davanti ad un problema di fondi. Potrebbe esserci una contrazione dei contributi poiché la Regione ha l’obbligo di stare nel Patto di Stabilità. Al momento il lavoro per portare a termine i progetti sta proseguendo, ma per sapere come andrà a finire bisognerà aspettare. Quanto? Non lo sappiamo.
Per gli “Accordi di reciprocità”, la situazione è più o meno simile. Anche in questo caso, problemi relativi allo sforamento del Patto di stabilità, ci pongono davanti ad un possibile blocco dei fondi. I nostri progetti sono al secondo posto in graduatoria ma rispetto a “Più Europa” e “Jessica”, hanno meno possibilità di essere finanziati.

Ristori ambientali e bonifica. A che punto siamo?
Proprio in questi giorni, il presidente della Provincia Luigi Cesaro, sta facendo pressione sul Governo affinché rispetti i patti con gli enti locali. Giugliano attende l’arrivo di 21 milioni di euro a titolo di ristoro ambientale, ma il Governo, attraverso il Ministro dell’economia Giulio Tremonti, temporeggia. Il rischio è che i soldi, provenienti dai fondi Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate, bloccati dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti nel maggio del 2008, ndr), restino bloccati ancora a lungo. Per quanto riguarda la bonifica, possiamo dire che qualcosa comincia a muoversi. Siamo nella fase della caratterizzazione dei siti.

Qual è secondo lei la soluzione migliore per le ecoballe di Taverna del Re?
Il problema è di competenza delle Province di Napoli e Caserta. Io credo che la soluzione migliore sarebbe la costruzione, in loco, di un termovalorizzatore con una o due linee. Una linea potrebbe risolvere il problema nell’arco di 15 – 20 anni. Con due linee il problema potrebbe risolversi nel giro di 5 – 10 anni.

Problema dei rifiuti e raccolta differenziata. Giugliano è particolarmente indietro rispetto agli altri comuni dell’hinterland. Quali sono i motivi?
Il problema è legato all’affidamento precario alla ditta che svolge il servizio. Tra bandi di gara, ricorsi al Tar, ditte che andavano e venivano è già tanto tenere pulita la città. Comunque la raccolta differenziata ha superato il 20%, credo siamo al 22% circa. Contiamo di risolvere il problema dell’affidamento al più presto, così da poter varare un piano per la raccolta a lungo termine.

Un tribunale a Giugliano. Si è parlato a lungo. Esiste solo sulla carta (unico caso in Italia). Che fine farà?
Il tribunale a Giugliano fu istituito da una legge, ma il Ministero di Grazia e Giustizia non ha mai avuto i soldi necessari per realizzarlo. Il Comune ha valutato varie ipotesi, non ultima quella degli immobili nel parco Rea, oggi gestito dal consorzio Sole, ma anche in questo caso i problemi sarebbero molti. Servirebbero comunque 40 – 50 milioni di euro per portare a termine i lavori di realizzazione. Si è parlato anche di Project Financing, ma non credo che una soluzione del genere sia fattibile per un tribunale. Realisticamente? Non sono ottimista a riguardo, penso che servirà una nuova legge per destituirlo, ma non credo che avranno il coraggio di farla.

Un’ultima domanda: Il centro commerciale all’aperto sul Corso Campano. Sarebbe una buona opportunità per i commercianti di Giugliano di fare concorrenza al Centro commerciale Auchan. È solo un’idea?
No, anzi, il Comune è intenzionato a realizzarlo. Abbiamo chiesto la sponsorizzazione ad un grande marchio e ci accingiamo a chiedere il riconoscimento alla Regione per accedere ai finanziamenti. L’idea del centro commerciale all’aperto è inclusa nell’ambito del progetto Più Europa, ma in ogni caso credo che abbia buone possibilità di vedersi realizzata. Stiamo lavorando anche per questo.

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