Luigi Palumbo dovrà lasciare gli scranni dell’Assise giuglianese. E’ questo l’ultimo capitolo del percorso giudiziario che ha visto protagonista l’oramai ex consigliere comunale, eletto nelle file della ‘Sinistra-L’Arcobaleno’, poi passato nelle fila del movimento Sinistra Unita creato dal consigliere regionale Corrado Gabriele. A sancire l’incompatibilità è stata la prima sezione della Corte d’Appello di Napoli che ha respinto il ricorso di Palumbo contro la sentenza di primo grado che aveva dato ragione al ricorrente Marco Di Falco. Quest’ultimo, all’indomani delle elezioni amministrative, aveva presentato un’istanza al segretario comunale, al sindaco, al Presidente del Consiglio e alla Prefettura affinchè verificassero lo stato di compatibilità dei consiglieri comunali eletti, ed in particolare la norma che prevede che nessun esponente del consesso civico possa far parte dell’Assise qualora abbia in corso un contenzioso di tipo amministrativo con l’Ente. Dagli accertamenti Palumbo è risultato in lite giudiziaria con il Comune per un presunto caso di abuso edilizio. Da qui il ricorso di Di Falco, che ha superato lo scoglio dei due gradi di giudizio. La parola fine alla querelle è stata emessa il 6 ottobre scorso con la sentenza definitiva della Corte d’Appello di Napoli che ha accertato la sussistenza della incompatibilità di Palumbo respingendo la tesi difensiva. Ora la sentenza dovrà essere inviata al Comune, poi nel prossimo consiglio comunale Palumbo annuncerà le sue forzate dimissioni. Infine ci sarà la surroga con Gaetano Di Falco, primo dei non eletti nella lista ‘Sinistra-L’Arcobaleno’ e nipote del ricorrente Marco Di Falco. Tanti i messaggi di solidarietà giunti in questi giorni al consigliere Palumbo, che si è contraddistinto per una sempre attenta azione amministrativa, soprattutto verso le fasce più deboli, insieme ai colleghi della terza commissione. “Accetto serenamente il verdetto anche se non lo condivido – afferma Palumbo – ha prevalso l’interpretazione di una norma alquanto che nella giurisprudenza ha davvero poco seguito. Non voglio entrare nel merito della questione, voglio solo affermare che riguardo quel caso di abuso edilizio è di pochi giorni fa la notizia che il Tar mi ha dato ragione. L’abuso edilizio è dunque un reato di cui non mi sono macchiato, pertanto è improprio utilizzare questi termini in riferimento alla mia vicenda personale. L’incompatibilità nasce dall’aver voluto ostinatamente sostenere il mio sacrosanto diritto a ricorrere contro una determina del dirigente del settore Assetto al Territorio, il quale, dopo aver concesso un condono in sanatoria, ha in autotutela revocato lo stesso atto da lui emesso. Ho pagato il mio diritto a difendere con la decadenza da una funzione ottenuta con anni di sacrificio e di impegno come cittadino militante prima e come dirigente di partito poi. Dopo tutto, lo stesso consiglio comunale aveva deliberato la compatibilità del mio ruolo di amministratore rispetto all’azione che avevo avviato. Mi sentivo quindi sereno e sorretto di fronte al tentativo di usurpazione del mio ineccepibile lavoro. Ho accettato – continua – ma non condiviso la sentenza che ha generato la mia decadenza da consigliere comunale, eletto democraticamente per suffragio popolare, carica per la quale ho profuso professionalità ed energie. Rivolgo un augurio a chi ha voluto sostituirsi nel ruolo da me ottenuto attraverso regolari elezioni, affinché operi da questo momento con lealtà ed onorabilità, conquistando la fiducia dei cittadini e di quella parte dell’elettorato che aveva inteso premiarmi, indicandomi come loro rappresentante. Ho la presunzione di dire che sono stimato cittadino onesto e uomo politico schierato dalla parte della gente e appunto per questo il mio impegno politico si tradurrà, solo per il momento, da istituzionale ad impegno sociale e civile, non sentendomi in questo diminuito nell’onore di partecipare attivamente alla vita di Giugliano”.
“Ho solo fatto rispettare una legge, non ho nulla contro Luigi Palumbo”. Questo il commento di Marco Di Falco, colui che ha presentato ricorso e permesso che suo nipote Gaetano di entrare nel consesso civico. A chi l’accusa di aver fatto sollevato questo caso giudiziario solo per permettere al nipote di far parte dell’Assise risponde così: “non ho mai avanzato azioni legali per evidenziare abusi edilizi del consigliere Palumbo, il mio intento era solo quello di chiedere la verifica della compatibilità dei rappresentanti in Assise. Non ho mai fatto riferimento a presunti abusi edilizi di consiglieri comunali, né tirato in ballo personalmente singole persone. Ho solo chiesto agli organi competenti, facendo leva su una precisa legge, che venissero fatti gli opportuni accertamenti in merito alle compatibilità delle persone elette all’interno del consiglio comunale di Giugliano. Ho solo esercitato un mio diritto di libero cittadino” – sottolinea Di Falco. “Del resto sia i giudici di primo grado sia quello di secondo grado mi hanno dato ragione. Non c’è nessun interesse personale da parte mia anche se so il fatto che sarà mio nipote ad entrare in Consiglio farà storcere il naso a molti”. Secondo prime indiscrezioni sarebbe quasi certa l’adesione di Gaetano Di Falco nelle file del Pd, che dunque acquisterebbe un ulteriore componente, oltre ai quattro consiglieri già presenti, rafforzando la posizione di maggior partito di minoranza. “Non so cosa abbia intenzione di fare mio nipote, sinceramente non abbiamo avuto modo di parlarne – dichiara lo zio – so che ci sono delle indiscrezioni che lo danno vicino al Pd ma sarà lui a scegliere nella totale autonomia che lo contraddistingue”.


