Intervista all’amministrazione comunale di Qualiano. A rispondere alle domande è il vicesindaco nonché assessore con le deleghe a Lavori Pubblici e Scuola, Domenico Di Domenico, 49 anni di Qualiano, geometra, sposato con tre figli, calca la scena politica locale da oltre 10 anni. Già consigliere comunale e assessore con l’ex sindaco e attuale consigliere regionale Michele Schiano Di Visconti, Di Domenico entra in giunta, dopo il rimpasto di settembre 2009, lasciando la carica di consigliere comunale del Pdl per vestire i panni di vicesindaco, al fianco di Salvatore Onofaro. Dopo due anni di amministrazione, Di Domenico è ospite di InterNapoli.it in un’intervista esclusiva.
Un contesto non certo facile, quello qualianese, dovuto ad una serie di circostanze, tra cui la mancanza di risorse economiche dalle quali attingere per muovere gli ingranaggi dello sviluppo sociale e civile, in un territorio difficile, attraversato da decenni di incuria e abbandono da parte delle istituzioni. Ma qualcosa sembra che si stia muovendo nonostante le difficoltà.
Il ritorno dell’emergenza rifiuti ha fatto ripiombare Napoli e l’intera Provincia nelle stesse drammatiche condizioni del 2008. Ma Qualiano, insieme ad altri pochi comuni dell’hinterland, grazie alla raccolta differenziata, hanno dimostrato che tenere una città pulita, nonostante l’emergenza, è possibile.
E’ vero. Dobbiamo dire grazie ai cittadini che da mesi dimostrano, facendo la raccolta differenziata, che è possibile avere un paese accettabile nonostante l’emergenza. La raccolta differenziata si è attestata, negli ultimi tempi, intorno al 30%. Il resto va negli Stir di Giugliano e Caivano. Grazie al piano che consente la raccolta dei materiali in giorni diversi, possiamo gestire e ottimizzare le risorse: uomini e mezzi, affinché le strade siano quasi sempre pulite. Per vedere la differenza, basta guardare nei comuni che non fanno la raccolta differenziata.
Manca però un’isola ecologica dove i cittadini possono recarsi autonomamente per conferire gli ingombranti ed altri tipi di rifiuti che oggi, in molti casi, finiscono per essere abbandonati ai bordi delle strade, creando comunque gravi disagi.
Come lei e i suoi lettori sanno. Il Comune sarà beneficiario di un terreno di oltre 10mila metri quadri, confiscato alla criminalità organizzata, di cui, grazie ad un intervento della Prefettura di Napoli e della Regione Campania, oltre il 70% sarà destinato ad un’isola ecologica per la raccolta di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tutto questo dovrà essere fatto entro il 2013. Il progetto è stato redatto dal nostro Ufficio Tecnico. Prevediamo di realizzare sulla stessa superficie: uffici, un autoparco e piazzole per la raccolta di plastica, cartoni, vetro e ingombranti.
Qualiano soffre da tempo ormai una situazione debitoria soffocante che limita, se non inibisce del tutto, il normale sviluppo della città. Quali sono le cause a suo avviso?
Diciamo innanzitutto che Qualiano ha avuto la sfortuna di restare “orfano” di un Piano Regolatore Generale, poi diventato Puc, per molti anni. E anche quello tutt’ora in vigore, serve a poco se non a niente dal punto di vista dello sviluppo. Senza contare poi che vi è una costante riduzione dei trasferimenti statali. Se a tutto questo aggiungiamo un buon tasso di evasione dei tributi locali e circostanze non molto felici derivate dal tentativo, poi fallito, di riscuotere l’Ici, l’imposta sugli immobili, capirà lei stesso che solo attraverso un’inversione di tendenza, favorita da azioni amministrative locali e centrali, sarà possibile tornare a parlare di sviluppo. Il Comune la sua parte la sta già facendo. Aspettiamo che Provincia e Regione facciano la loro parte.
Quando parla di “tentativo di recuperare imposte derivanti da Ici” si riferisce al caso “Formas” che ha procurato anche un danno economico all’Ente? Ci spiega in pratica cosa è accaduto?
La Formas è un’azienda che riceve incarico dal Comune (siamo nel ‘94 forse ’95, il sindaco era Pasquale Galdiero) di accertare le imposte Ici dei cittadini di Qualiano. Secondo l’accordo originario, la Formas sarebbe stata pagata in base alle somme accertate. Con il sindaco Michele Schiano, giunto qualche anno dopo, l’accordo venne modificato con il passaggio dal pagamento “su accertato” a quello “su incassato”. Da questo evento scaturirono i primi contenziosi.
Per il Comune sembrava assurdo che la Formas potesse essere pagata sull’accertato e non sull’incassato reale. In ogni caso, nonostante le nostre richieste, La Formas non ci consegnava le Banche Dati, tenendoci all’oscuro del lavoro svolto in quegli anni. Si è arrivati così al 2006 con la richiesta di 1 milione e mezzo di euro da parte della Formas. Il Comune amministrato all’epoca dal commissario prefettizio subentrato alle dimissioni di Schiano, incaricò un avvocato di far valere le ragioni dell’Ente, ma la causa andò persa e il Comune venne condannato al pagamento dell’intera somma.
Così arriviamo ai giorni nostri ed è solo grazie all’ufficio legale messo in piedi dall’amministrazione comunale che siamo giunti ad una transazione, una sorta di accordo fra le parti, che ci consente di risparmiare oltre 1 milione di euro. Il Comune, in ogni caso, intende rivalersi nei confronti dell’avvocato per lo stesso importo che sarà pagato alla Formas.
L’opposizione nell’ultimo consiglio vi ha accusato di “occultare” i debiti da riconoscere fuori bilancio e di utilizzare la priorità di quest’ultimi come strumento politico clientelare. Come si difende l’amministrazione comunale?
Guardi. Il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, segue un iter preciso stabilito dalla Legge. Prima che il consiglio approvi un elenco di debiti, è necessario che i dirigenti dei vari settori comunali, comunichino al responsabile della giunta, con delega al Bilancio, gli elenchi dei debiti riconoscibili nei propri settori di competenza. All’assessore non spetta altro che redigere un elenco cumulativo di tutti i debiti da riconoscere e sottoporli in assise. Più o meno, semplificando, è tutto qui. Non c’è nessun inganno e nessun imbroglio. Al consiglio comunale e quindi alla politica, spetta solo il compito di approvarli o no, ma il merito della scelta non è politica. Essa viene affidata a chi ha responsabilità amministrative, ovvero, ai dirigenti comunali che di certo non sono dei politici. Ad oggi la Corte dei Conti ha ritenuto di non fare alcuna osservazione in merito e inoltre, aggiungo, entro il 30 novembre prossimo, l’assise si troverà di fronte un nuovo elenco di debiti, maturati nel frattempo, da approvare come “debiti fuori bilancio”. È la prassi.
Si può dire che il principale problema di Qualiano sono i debiti accumulati e la sofferenza di cassa?
Io direi piuttosto “sofferenza di incassi” che non ci ha permesso di onorare i pagamenti. Il nostro principale problema è che non riusciamo a farci pagare dai contribuenti. E’ una difficoltà che stiamo cercando di risolvere con un nuovo bando che scadrà a breve, con l’affidamento ad una società di riscossione tributi. La vecchia esperienza con la Sogert è finita. Ora quest’ultima si occuperà, con un risparmio annuale di circa 150mila euro, solo della Tesoreria Comunale. Siamo fiduciosi che con il nuovo bando le cose cambieranno notevolmente. Lo possiamo prevedere in base alla riscossione delle multe, già affidata ad Equitalia da alcuni anni. Gli introiti in questo caso, sono molto più alti, in percentuale, rispetto agli altri tributi affidati alla Sogert. E’ comunque obbligatorio fare una doverosa precisazione: Il Comune ha sempre rispettato il Patto di stabilità.
Se la sente di affermare che in passato vi è stata una situazione di sperpero di danaro pubblico?
No.
Quali errori sono stati commessi? Perché Qualiano si trova in questa situazione?
Semplicemente perché il Comune non ha incassato a sufficienza. Non vedo e non ho visto situazioni di sperpero né oggi e neppure in passato. I soldi vengono regolarmente spesi per scuole, manutenzione, arredi urbani, vari servizi e tutto ciò che è strettamente necessario.
Sembrano spese ordinarie. Poi?
È la difficoltà ad incassare ci mette in questa situazione. Non dimentichiamo, lo ripeto, che i trasferimenti statali sono stati notevolmente ridotti e senza un piano regolatore efficacie, il Comune non altra scelta che incassare i tributi locali, imparando a farlo bene.
L’assessore al Bilancio Stefano Castellano, proprio nell’ultimo consiglio ha dichiarato che l’Ufficio Tributi è in procinto di organizzarsi per una più efficace riscossione dei tributi. Sinceramente abbiamo già sentito più volte un simile annuncio. E poi la debacle sui conteggi errati delle bollette idriche, lo scorso anno, dimostrano ampiamente una cattiva organizzazione di quell’ufficio. Non crede?
L’ufficio evidentemente ha commesso degli errori che ha provveduto a rettificare. Non parlerei di cattiva organizzazione, ma più precisamente di scarso organico.
Immagino che l’Amministrazione abbia già pronto un piano per invertire la tendenza è riportare Qualiano in condizioni di normalità. Quali sono i provvedimenti che avete in programma?
In tempi brevi assisteremo all’ampliamento della Scuola Don Bosco dove al posto della vecchia palestra, vedremo nascere 7 nuove aule più una nuova palestra. Questo ci consentirà di lasciare l’immobile in affitto (Teresa Cacciapuoti in Via Verdi) risparmiando circa 30mila euro all’anno.
Entro il prossimo anno, invece, la Provincia dovrebbe far partire la costruzione dell’Istituto Alberghiero, atteso ormai da un decennio. Presso il nuovo stabile, potremmo far confluire anche tutte le succursali già presenti: il Marconi e il Cartesio, recuperando così altri immobili e quindi altre classi con conseguenti risparmi per le casse del Comune.
Dal prossimo anno sarà effettivo anche un notevole risparmio sulla refezione scolastica che dovrebbe aggirarsi intorno al 50% dell’attuale somma complessiva. Prevediamo inoltre di incassare circa 180mila – 200mila euro all’anno dal nuovo Piano Parcheggi che, finalmente, dovrebbe partire a breve. E’ tutt’ora in corso un bando ad avviso pubblico. Contiamo di regolarizzare anche il ramo “Pubblicità e Affissioni” da anni fuori controllo. Un piano ad hoc è stato già approvato in commissione. Infine, la fetta più grossa, prevediamo di incassarla dall’ampliamento del cimitero: in bilancio ci sono circa 3 milioni di euro.
In definitiva sono ottimista. Stiamo lavorando bene e i fatti lo dimostrano. Presto verremo fuori da questa crisi che dura da molti anni
Per quanto riguarda il nuovo Puc. Ci state lavorando?
I tecnici del comune e i consulenti sono già al lavoro. Entro la fine del mese avremo i risultati della prima fase. Nel prossimo consiglio comunale ci sarà una delibera di indirizzo propedeutica alla seconda fase, quella più importante, dove in pratica verrà definita la zonizzazione. Poi Provincia e Regione dovranno fare la loro parte.
Grande Viabilità e Campi da Tennis. Due argomenti che vi accompagnano dall’insediamento e che, a distanza di due anni, sono ancora irrisolti. A che punto è la situazione?
L’asse di grande viabilità è ormai pronto. Entro la fine dell’anno contiamo di aprirlo agli automobilisti. Per quanto riguarda i campi da tennis, al momento abbiamo provveduto a recintare l’intera area per evitare ulteriori saccheggi e danneggiamenti, ma il rilancio può avvenire solo attraverso un Project Financing. Aspettiamo che i privati si facciano avanti. Solo con il loro aiuto, al momento, possiamo immaginare di vedere il progetto realizzato e i campi utilizzati dai cittadini. Al contrario, invece, il nuovo campo di calcio sarà utilizzabile molto presto. La struttura completamente rinnovata sarà a breve inaugurata.

