“Più che discutere sulla contrarietà o meno al referendum bisogna chiedersi il perché di tale richiesta da parte dei cittadini della fascia costiera”. Luigi Aruta, consigliere comunale dell’Udc, ha fatto della risoluzione dei problemi di Licola, lago Patria e Varcaturo la sua principale battaglia politica. Decine le interpellanze e le interrogazioni presentate in consiglio comunale sui problemi che affliggono i residenti della fascia costiera. “Siamo da trent’anni a discutere sempre delle stesse cose. Strade, fogne, illuminazione: servivi primari promessi e mai realizzati, da amministrazioni di destra a sinistra. Ritengo – continua il consigliere dell’Udc – che siano legittime le richieste di aiuto da parte di quei cittadini che si sentono abbandonati dalle istituzioni. E’ questo il vero motivo che ha fatto nascere in loro la voglia di creare un Comune autonomo, è importante avere amministratori che ascoltano i cittadini e che soprattutto sappiamo dare risposte ai loro problemi. In questi anni, non solo non hanno mai avuto risposte ma non sono nemmeno mai stati ascoltati. La fascia costiera, da volano di sviluppo del territorio, è diventato un quartiere dormitorio, un agglomerato di case senza un minimo servizio. Mi chiedo che fine abbia fatto il piano spiagge. Cosa diremo in estate agli imprenditori balneari? Spero che questa proposta funga da stimolo affinchè vengano affrontati i problemi irrisolti da troppo tempo”. Secondo il consigliere del Raggruppamento per la libertà Pietro Ciccarelli (nella foto a destra): “Bisogna smetterla di chiamarla fascia costiera ma zona ovest di Giugliano. Dire sì al referendum è da vigliacchi, scollarsi la responsabilità dei problemi non è il compito dei politici. Questa maggioranza è stata eletta per risolverli i problemi, bisogna fare meno chiacchiere e mettersi al lavoro per trovare le soluzioni alle criticità che attanagliano quella zona da tantissimi anni”.
Ciccarelli (Rpl): «Basta chiacchiere, la gente vuole concretezza»
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