InterNapoli.it incontra il sindaco di Qualiano Salvatore Onofaro. L’obiettivo è quello di fare il punto sulla situazione amministrativa a poco più di tre anni dall’inizio del mandato. Ma anche quello di affrontare temi importanti come il servizio idrico sul quale milioni di italiani si sono espressi grazie al referendum, la situazione politica con le frizioni interne alla maggioranza e le polemiche sulla questione cimitero, le condizioni economiche dell’ente e una serie di disagi con cui i cittadini sono stati costretti a fare i conti e che interessano anche gli uffici pubblici del Comune. Il primo cittadino non si sbilancia molto, ma si mostra molto attivo, determinato ad andare avanti e annuncia importanti novità che potrebbero arrivare già nei prossimi giorni. Fa capire che andrà avanti con questa amministrazione e conta, alla fine di questo mandato, di consegnare agli elettori una città migliore di quella che ha trovato all’inizio della sua esperienza da sindaco.
Dopo l’esito del referendum, quale sarà l’orientamento che il Comune di Qualiano intende seguire in merito alla gestione del servizio idrico? L’acqua tornerà di nuovo alla gestione pubblica o resterà ancora affidata alla soc. Acquedotti Scpa?
E’ dato inconfutabile che il responso referendario in tema della “questione acqua” è stato forte e significativo. Questa amministrazione ha sempre mostrato sensibilità per il tema del servizio idrico, ereditando quanto sancito negli anni precedenti al suo insediamento. A tal proposito attendiamo i risvolti giurisprudenziali in merito, individuando le possibilità di azione municipale, precisando a chiare lettere che il nostro unico e solo interesse è quello di fare il meglio per la collettività di Qualiano.
Dopo le polemiche dei mesi scorsi sulla presunta privatizzazione del cimitero e riguardo al project financing, quale sarà la direzione che il Comune intende prendere per giungere comunque ad una soluzione che possa rivelarsi risolutiva per i cittadini e a tutela dell’interesse pubblico?
Purtroppo è passato alla ribalta della cronaca un messaggio erroneo e fuorviante che ha dato adito a insulse strumentalizzazioni faziose. Come ho già espresso alla cittadinanza attraverso un manifesto ed una lettera pubblica, il cimitero non sarà mai e poi mai privatizzato. E’ opportuno fare i conti con la realtà che ci dice della necessità di un ampliamento dello stesso. Il Comune proporrà un bando per il project financing con chiare, inequivocabili e dettagliate condizioni in virtù delle quali per il cimitero non si potrà mai parlare di privatizzazione né di altra forma che sia gravosa per i cittadini. L’ho scritto pubblicamente. L’ho espresso in assise consiliare e qui lo ribadisco.
Nonostante gli sforzi, Qualiano versa ancora in una situazione economica al limite del dissesto finanziario. Qual’è il suo piano e quello della sua amministrazione per invertire la rotta e riportare i conti pubblici in una zona meno critica e prossima al completo risanamento?
Mi permetta una premessa necessaria. Appena insediati, abbiamo pagato: 1 milione 870 mila euro per il cosiddetto “mutuo Catenacci” in riferimento al mancato pagamento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani per gli anni dal 2004 al 2007) in relazione ad un atto di pignoramento; 130 mila euro per le pendenze riguardanti la refezione scolastica per gli anni dal 2006 al 2009, sempre con atto di pignoramento; 110 mila euro come prima tranche in seguito alla transazione con la società Formass a fronte di un debito pari ad 1 milione e 210 mila euro transatto a 400 mila euro (anche qui in presenza di atto di pignoramento); 93 mila euro di debiti fuori bilancio per l’anno 2008; 140 mila euro per l’anno 2009; 120 mila euro per il 2010; 75 mila euro dagli inizi del 2011 ad oggi; versamenti di 20 mila euro al mese per le insolvenze con il Consorzio di Bacino NA1 a fronte di una transazione pari a 400 mila euro – commissario ad acta; 125 mila euro per l’occupazione di suolo dell’area del mercato nel corso degli anni.
Come si può evincere, quest’amministrazione, con una politica di fortissima austerity sta provvedendo ad onorare insolvenze e debiti che ci sono piombati addosso. E, come se non bastasse, come ulteriore mannaia, abbiamo ricevuto per quest’anno una defalcazione di circa 540 mila euro dalla somma dei trasferimenti statali, contribuendo non poco alo stato di inopia dei fondi erariali municipali.
Nonostante tutto, rimboccandoci le maniche, lavorando sodo, con criterio, con oculatezza e rigore abbiamo sempre tenuto in regola i conti pubblici rispettando il Patto di Stabilità interno (così come i Comuni virtuosi). Non ci sono spese inutili, non ci sono elargizioni, non abbiamo fatto feste e festicciole e tutte le manifestazioni sono a costo zero per le casse comunali. Se questo non significa risanare le casse…
Uno dei principali problemi legati proprio alla situazione economica dell’Ente è la scarsa capacità, da parte del Comune, attraverso il lavoro del proprio Ufficio Tributi, di accertare e riscuotere le imposte. In un recente passato si sono verificati anche vari casi di errori, a volte anche grossolani, causati proprio dal suddetto Ufficio. Cosa ha fatto, o cosa intende fare, affinché si stabilisca (o si ristabilisca) un clima di efficienza tale da garantire un maggiore livello di entrate tributarie e un minor numero di errori che graverebbero solo sui contribuenti e danneggerebbero l’immagine dell’Ente e, appunto, la capacità di riscossione dei tributi?
Vorrei ricordare che probabilmente, sono stato l’unico sindaco di questa città a far partire i fermi amministrativi inerenti a pagamenti moroso o insoluti nell’ambito delle entrate tributarie. Ricollegandomi a quanto precedentemente espresso, dinanzi a tale criticità finanziaria l’Amministrazione è ovvio che lavora affinché il settore finanziario sia ottimizzato e sempre più efficiente. E’ una necessità.
Nelle ultime settimane nell’occhio del ciclone è finito anche l’ufficio Assistenza Sociale, a causa di due situazione distinte tra loro: “Canoni di locazione” e “Contributo sociale sulle utenze”. Si parla anche di pressioni politiche e tentativi di influenzare il lavoro dell’ufficio. Come spiega le defaiance e cosa pensa delle voci sulle presunte “pressioni politiche” su questo ufficio?
Non è mio costume dare peso alle presunzioni ed ai “sentito dire”. L’amministrazione che rappresento lavora in piena e totale trasparenza e legalità. Gli atti, i documenti ufficiali sono a disposizione di chiunque voglia prenderne visione garantendo che tutto viene svolto ossequiando la legge.
Ci giungono diverse segnalazioni, da parte di lettori e al tempo stesso, di sportivi che usufruiscono del campo comunale in Via Falcone, su una serie di disagi proprio presso quest’ultima struttura sportiva da poco inaugurata. Si tratta per lo più critiche agli spogliatoi non funzionanti e al fatto che in alcune parti del campo di gioco realizzato in erba sintetica, stia venendo fuori erba biologica, situazione quest’ultima che potrebbe compromettere seriamente l’uso del campo sportivo. Cosa risponde e come pensa di affrontare e risolvere questi problemi?
Lo stadio comunale è una delle opere di cui maggiormente andiamo fieri poiché rappresenta un punto di intersezione di socialità, di servizio alla cittadinanza, di educazione ai principi di una vita sana. Per ogni problematica siamo pronti ad intervenire con tempestività. Lo stadio è un bene di tutti ed è altrettanto nostro impegno mantenerlo sempre all’altezza di alti standard di qualità, efficienza e sicurezza.
Grazie alla riapertura del tratto stradale della Grande Viabilità, si sta riacquistando fiducia nei confronti del recupero delle periferie dove, tuttavia, insistono ancora problemi come i “campi da tennis” e la tristemente nota, fonte anche di polemiche, “Masseria del Cardinale”. Senza contare il fenomeno di abbandono indiscriminato dei rifiuti e i roghi di materiale di scarto ai margini della zona che, bisogna però prenderne atto, è sensibilmente calato, ma non del tutto superato. Cosa intende fare per migliorare ulteriormente la situazione?
La bonifica e la riapertura dell’Asse di Grande Viabilità è stata una sfida che abbiamo vinto. Un’onta che Qualiano da troppo tempo si portava addosso e che finalmente, con efficienza e determinazione, abbiamo cancellato. In passato abbiamo anche provveduto alla bonifica delle aree da lei indicate, ma purtroppo fronteggiamo quotidianamente di problema di civiltà che, ahimè, Qualiano subisce proprio per la sua conformazione geografica. Siamo un centro all’interno di un conglomerato urbano vastissimo dove il controllo del territorio diventa difficile ed irto di ostacoli. Dai primi giorni del mio insediamento mi sono battuto con tutte le forze per debellare il fenomeno dell’abbandono illegale di rifiuti ed i relativi incendi dolosi degli stessi. L’ordinanza che proposi in sede di Prefettura contro l’abbandono di pneumatici è stata adottata da decine di comuni tra cui anche Napoli. Ed i risultati nel corso di questi anni, almeno per il nostro territorio sono molto positivi anche sul fronte della sistematicità dei roghi quotidiani del passato. Abbiamo siglato accordi interforze tra la Polizia Municipale e la Guardia di Finanza per ronde coordinate atte alla sicurezza ambientale. Con un sistema di raccolta differenziata capillare su tutto il territorio, anche l’abbandono indiscriminato ed abusivo di rifiuti in strada è stato combattuto fortemente. Poi, ad ogni anno ci ritroviamo nel vortice di una nuova, ennesima emergenza rifiuti che, ricollegandomi al concetto di conformazione urbanistica della città, rende ulteriormente difficoltoso il controllo totale del territorio. Vorrei sottolineare come Qualiano, proprio in virtù della raccolta differenziata, dei servizi di sicurezza ambientale, è sempre riuscita a rimanere lontana in questi anni dagli scenari scandalosi della crisi dei rifiuti che crea danni e disdoro all’operato ed alla sensibilità di tutti, cittadini ed addetti ai lavori.
In un primo momento, il sistema inaugurato dal Comune per combattere l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, grazie al circuito integrato di videosorveglianza, sembrava dare risultati positivi. Tuttavia con il passare del tempo assistiamo ad un intensificarsi del fenomeno. Vorremmo sapere se il sistema è tuttora in funzione, come procede e perché non risulta più così efficacie come deterrente, nei confronti di chi continua ad abbandonare i rifiuti in molte zone della città.
Come dicevo prima: l’ennesima emergenza rifiuti, correlata all’anarchia illegale dello sversamento dei rifiuti di difficile identificazione di provenienza e ubicazione geografica territoriale ci espongono a fenomeni di abbandono di pattume. Ma non abbassiamo minimamente la guardia. La videosorveglianza è perfettamente funzionante. Anzi, il sistema delle telecamere mobili si sta rivelando molto efficiente e gli agenti di polizia municipale sistematicamente elevano sanzioni contro chi si macchia di sversamenti abusivi. Ogni giorno sollecito gli organi preposti (servizi di guardia ambientale e forze dell’ordine) per una rendicontazione delle azioni e delle operazioni effettuate. Deve finire questa emergenza che oltraggia il lavoro ed i sacrifici di tanti uomini, di tanti, tutti i cittadini e tutto ritornerà alla normalità. Nel frattempo non stiamo certo a guardare. Chi ha intenzione di sporcare le nostre strade, sappia che il rischio di venire identificato è molto, molto alto.
Dopo le lettere pubblicate sul nostro giornale che hanno provocato imbarazzo alla sua amministrazione, le dimissioni di Marrazzo all’ambiente, la revoca di Capocotta alle politiche sociali e i contrasti emersi con i consiglieri De Luca e Castaldo, la sua maggioranza sembra affrontare un periodo non facile. Anche le frizioni con la corrente che fa capo al consigliere Schiano, fin dal giorno del suo insediamento, hanno dato l’impressione di rendere più complicato e difficile il suo lavoro di primo cittadino. Quanto incide (se incide) sul rendimento dell’amministrazione e come pensa di proseguire i prossimi due anni del mandato, dovendo fare i conti con queste difficoltà?
Frizioni? Imbarazzo? Questa è una maggioranza ampia e, come è ovvio che sia, ci sono dialettiche interne, confronti e naturalmente, anche contrapposizioni. Siamo in democrazia. Solo nelle dittature, nei totalitarismi non c’è spazio per il contraddittorio ed il dibattito tra le parti.


