Ha trentacinque anni, è sposato con Maria e ha due figli, Anna, di sette anni, e Rodolfo, di due. Fa l’avvocato e oltre all’attività forense frequentata master e corsi di perfezionamento sui temi dello sviluppo locale, dei fondi comunitari, dell’urbanistica e dell’ambiente. Nel ’94, dopo la maturità classica, entra nel movimento giovanile del Partito Popolare Italiano. Nel ’99 viene eletto per la prima volta consigliere comunale a Melito, proprio nelle liste del PpI, in opposizione alla Giunta di centrodestra dell’epoca. Nel 2003 viene riconfermato, assumendo il ruolo di capogruppo della “Margherita”. Nel 2007 prende parte alla fase costituente del Partito Democratico, e si candida alle primarie. Entra a far parte della direzione provinciale del partito. Nel 2008, dopo la frattura interna al Pd melitese si candida a sindaco con una coalizione composta da liste civiche. Nel corso dei tre anni di consiliatura all’opposizione della Giunta Amente, ha lavorato per la ricomposizione del Pd e dell’intero centrosinistra, svolgendo il ruolo di coordinatore delle opposizioni, per poi essere investito della candidatura a sindaco alle comunali 2011, alla guida di una coalizione costituita da Partito Democratico, Italia dei Valori, Unione di Centro e Lista civica Per Melito.
Cosa è mancato, sinora, alla sua città?
È mancata una visione politica di lungo periodo: si è pensato solo a gestire l’esistente e, soprattutto, non c’è stata la capacità, forse la volontà, di comprendere pienamente le conseguenze delle scelte compiute nell’immediato. Penso, in primo luogo, allo sviluppo urbanistico del territorio, improntato ad uno sfruttamento intensivo degli spazi esistenti a fini abitativi a danno della dotazione di servizi e di infrastrutture. In questo, anche la locale classe imprenditoriale e la media borghesia, in generale, hanno dimostrato di essere di vedute ristrette, preoccupate in via quasi esclusiva di curare il proprio orticello e pressoché totalmente prive di incarnare il ruolo di vera classe dirigente. Le conseguenze di tali fenomeni sono sotto gli occhi di tutti e l’assetto complessivo del nostro comune ne risulta per molti versi compromesso.
Si è da poco insediato, come ha trascorso i primi due mesi da sindaco?
Per oltre un mese sono stato quasi da solo nella casa comunale di via Salvatore Di Giacomo, lavorando con grandissima intensità, ma con alcune ovvie limitazioni, giacché non potevo certo esercitare le competenze della Giunta e del Consiglio. Quest’ultimo, nell’attesa delle verifiche da parte del seggio elettorale centrale, è stato proclamato solo il 20 giugno, per poi insediarsi il successivo 29. La Giunta ha cominciato ad operare dal 21 giugno, ma ha già dato buona prova di sé, coadiuvandomi con grande dedizione.
In generale, questo periodo iniziale di attività è stato dedicato ad uscire dall’emergenza rifiuti ed a programmare l’avvio del nuovo servizio di raccolta differenziata. La prima parte della “missione” può dirsi sostanzialmente compiuta, per la seconda siamo in piena attività, la fase decisiva avrà luogo a settembre, allorché potrà attuarsi il coinvolgimento dell’intera popolazione, con attività di formazione, informazione e sensibilizzazione sul piano per la differenziata.
Ci spiega i motivi che hanno portato alla composizione dell’attuale esecutivo?
Molto semplicemente, pur avendo preso in esame le posizioni espresse dai partiti, ho deciso in autonomia, puntando su figure che mi dessero ampie garanzie di affidabilità sotto il profilo della competenza e dell’esperienza politico – amministrativa. Ho ben presenti le esigenze di rinnovamento di cui la politica e le istituzioni melitesi hanno bisogno ed intendo farmene portatore e garante. Tuttavia, dovendo affrontare con sollecitudine una serie di problemi impellenti per la nostra comunità, ho ritenuto inopportuno “fare esperimenti” in questa fase iniziale. Avevo bisogno di assessori pronti a partire dal primo giorno: ci sarà tempo e modo, per il futuro, per dare spazio a nuove energie.
Come spiega il passaggio di Luigi Amelio (Pdl) e Carmine Iazzetta (Socialisti per Melito) dalle file dell’opposizione alla maggioranza?
Lo spiego con la volontà dei diretti interessati di non far ricadere Melito in una nuova, inutile e forse, anche, dannosa fase di gestione commissariale. Il nostro comune ha bisogno di essere amministrato e di veder affrontate molte questioni spinose da troppo tempo irrisolte. Del resto, gli esponenti di vertice della coalizione avversaria non hanno saputo indicare ai consiglieri eletti alcuna credibile prospettiva politica: sono state loro proposte ed anzi, “sollecitate” – per usare un eufemismo – le sole dimissioni, ma dimissioni al buio, prive com’erano di giustificazioni consistenti e di un’alternativa di portata strategica.
A fronte di ciò, Iazzetta ed Amelio hanno responsabilmente deciso di sostenere il mio programma elettorale, peraltro premiato dagli elettori, ormai stanchi delle vuote promesse e dei proclami del recente passato. A loro va tutta la mia solidarietà per gli episodi oscuri da cui sono stati interessati, allorché, hanno reso nota la loro intenzione di sostenere l’Amministrazione. Mi auguro che si faccia al più presto piena luce sull’accaduto e nel frattempo registro in modo assolutamente positivo la reazione che gli interessati, la classe politica e l’opinione pubblica hanno avuto rispetto a tal episodi. E’ il segno che la nostra comunità vuole voltare pagina, anche rispetto al tema dei tentativi di condizionamento della politica da parte dei poteri criminali.
Devo dire che una posizione simile a quella di Iazzetta ed Amelio, anche se fondata su un appoggio esterno, è stata assunta da altri due consiglieri eletti nelle file avversarie, vale a dire Nunzio Marrone ed Antonio Boggia: anche la loro scelta, che apprezzo e rispetto, potrà contribuire a rafforzare l’azione dell’Amministrazione.
Avevo preannunciato, all’indomani delle elezioni, che non ci sarebbe stata alcuna campagna acquisti e così è stato. Le adesioni di nuovi consiglieri alla mia coalizione sono basate sulla condivisione degli obiettivi programmatici dell’Amministrazione, che dimostrerà con i fatti di meritare l’apertura di credito ricevuta. Il resto è polemica vuota e strumentale, che lascio volentieri ad altri.
Chi sarà il presidente del consiglio comunale?
È una scelta che non rientra nella disponibilità esclusiva del sottoscritto, ma che compete a tutti consiglieri. Come ho avuto modo di evidenziare alle forze politiche che mi hanno sostenuto in campagna elettorale, auspico che il prescelto sia persona di esperienza, dotata di elevato spessore politico e culturale, che incontri il favore del maggior numero possibile di consiglieri.
Quali iniziative intende intraprendere per risolvere l’emergenza rifiuti a Melito?
Come ho già detto, in queste prime settimane abbiamo avuto come obiettivo prioritario quello di eliminare i cumuli in giacenza da tempo sul nostro territorio. Al momento del mio insediamento c’erano circa 800 tonnellate di rifiuti al suolo. Abbiamo quasi completato l’opera: oggi restano circa 100 tonnellate, la maggior parte delle quali sono rifiuti combusti, che, essendo rifiuti speciali, richiedono procedure di smaltimento del tutto peculiari.
Abbiamo già approvato in Giunta un progetto da candidare a finanziamento da parte della Provincia per il potenziamento della nuova isola ecologica. Il progetto, del valore di 120 mila euro, prevede di dotare la struttura di una sorta di “bancomat” dei rifiuti, dove i cittadini potranno conferire le loro frazioni differenziate, ricavando dei bonus utilizzabili per ridurre la Tarsu.
Stiamo individuando almeno un sito di stoccaggio provvisorio, da conservare come “asso nella manica” e da utilizzare in caso di necessità, qualora dovessero bloccarsi di nuovo gli impianti di smaltimento della Campania.
Infine, stiamo predisponendo, d’intesa con la Melito Multiservizi, il nuovo piano per la differenziata, con l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati, per metterci al riparo da nuove emergenze. A tal fine, stiamo, anche, lavorando al potenziamento delle attività di controllo sul territorio, mediante convenzioni con associazioni di vigilanza ambientale, composte da volontari, alle quali – innovando rispetto al passato – intendiamo conferire la facoltà di procedere direttamente agli accertamenti delle violazioni ambientali.
Quali sono i progetti che intende realizzare per i giovani di Melito, considerato che anche lei è un giovane sindaco?
Ai giovani di Melito vorrei dare strutture sportive e luoghi d’incontro e di confronto culturale, dove poter socializzare e crescere come cittadini di domani. Inoltre, intendiamo prestare grande attenzione alle esigenze delle istituzioni scolastiche, perché credo fermamente nel ruolo che esse possono svolgere per il riscatto della nostra comunità. Avverto una grande responsabilità nei confronti delle nuove generazioni, non fosse altro che per l’elevatissimo numero di ragazze e di ragazzi, che mi hanno affiancato in campagna elettorale, giovani e giovanissimi con i quali sono in contatto quotidiano, anche grazie a Facebook oppure al mio blog personale.
Ci dica un obiettivo a breve termine ed uno a lungo termine…
Per quello a breve, dico senz’altro l’avvio di una seria raccolta differenziata: proprio in questi giorni è giunta al Comune la diffida del Prefetto ad adottare tutti gli accorgimenti necessari per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge. Si tratta di una conseguenza del fatto che negli anni passati, come certificato dalla stessa comunicazione prefettizia, il Comune di Melito ha fallito tali obiettivi.
Sul lungo periodo, punto alla riqualificazione urbanistico – edilizia del territorio ed alla realizzazione delle infrastrutture – parcheggi, aree verdi, strutture sportive – di cui Melito ha bisogno per innalzare la qualità della vita dei cittadini.
Con Carpentieri sindaco ci sarà la tanto attesa rinascita di Melito?
Me lo auguro davvero e non tanto per vanità oppure per ambizione personale, quanto per il fatto che Melito è il paese in cui sono cresciuto ed ho deciso di continuare a vivere insieme alla mia famiglia. A mio parere, nonostante l’elevata compromissione del contesto locale, ci sono ancora margini di manovra per preservare quel che ancora merita di essere salvato e per riportare Melito ad un’adeguata condizione di vivibilità.

